sabato 19 marzo 2016

OMAGGIO A ELISA BALZANO E NON RICHIESTO


Mi ammucchio e mi stravacchio,
mi aggrufolo e mi spacchio,
mi incursunvicchio e stracchio,
ognora murcico e m'inculpacchio,
ignoto al quarcico scirippacchio;

ti orquatero e ti sbacchio pappo pappo,
m'arincuscello e t'arinficchio il mappo,
broncircoscupio e t'arruscello il cappo,
e del borcame inviluppicchio il tappo,
e poi mi abbuzzo il prappo;

ciorcica e rachida la scupranza trozza,
ciufula il guarpo e mirtica la sbozza,
io crativillo e smorcico la crupiata strozza,
tu strascica la ruccia e poi stracozza,
gaudendo erpicamente in bolla e bozza.



Maximiliansau, 19 marzo 2016

lunedì 22 febbraio 2016

COSA TI SUCCEDE VIN ?


1.

Quando sono morto
hanno smesso di frinire le cicale
un attimo prima,
sono volati via gli uccelli dagli alberi
un attimo dopo, come quando
scoppia
una bomba.

Poi silenzio come
un urlo d'amianto
scandito nei vicoli
e nelle oscene stradine di
periferia
di questo schifo di città
dove mi sono perso.

In gola un sapore acido
di frutta andata a male,
negli occhi un cielo
livido, dentro la testa
una barca di pagine stampate
di parole senza senso.
Sulla pelle il fremito dello sfogo
di una poesia incazzata
e un coro di bestemmiatori incalliti
seduti nell'ombra che aspettano,
per entrare in azione,
che il buttafuori di turno
gli indichi
dove si trova il centro della scena
per la loro esibizione.

Le opportunità che la vita mi ha dato
di apprendere la sofferenza
quando tutto andava a gonfie vele,
e io fumavo sigarette
e donne a vagonate,
una manciata d'aria 
da inghiottire nelle pause di servizio,
tra una sigaretta e l'altra,
una ragazza e l'altra,
mentre il mondo mi si spaccava sotto
e mi fa un baffo
a me che resto qui
eiaculando idee.
Però qualcosa mi si coagulava 
nel cervello:
rivisitarlo adesso
nell'ultimo 
bacio che mi ha dato il mondo,
e l'esser vecchio goduto
come un miracolo,
una benedizione, come 
la conquista di una vetta
ghiacciata, una di quelle
dagli ottomila in su.

Concepito di notte, nato di notte
sono tornato
a vivere di notte.
Ricordo tutti
quelli della mia generazione
ingaggiati appena nati
come i futuri monumenti di acciaio
che non cacavano merda
ma pallottole di moschetto,
e non piangevano mai
ma cantavano la canzone di Giarabub,
una volta privati dell'orbace
scapparono squittendo come topi randagi
trasportando il fetore delle loro feci
nei canneti selvatici pieni di zanzare, 
in mezzo ai rovi aguzzi
scavando buche con le mani
per sprofondarcisi dentro.
Violentati, stuprati,
accoltellati, occultati e sbeffeggiati,
perché la violenza non è nel panico
che ti insegue dentro
e insozza le pareti della tua anima,
la violenza è il giardino
dove pensi di aver piantato fiori
e invece c'è schizzato lo sperma
del predatore, che ti succhia beffardo
l'ultima resistenza,
ti irride e ti rivela lo schifo
che ha per te.

Un contrabbasso rachitico
rannicchiato in un angolo
mi spia aspettando un cenno
di indecisione
o di stanchezza da parte mia:
mi assalirà quando sarò
schiantato di fatica
e mi sommergerà
di suoni blasfemi.
Gli alberi che cadono
dalle pareti delle montagne
sommergono 
le strade. Adesso un'arrampicata
è la sola fuga verso
il sole.


2.

Il gabbiano spento
fa voli sghembi sull'acqua stamattina
abbandonando dietro di sé
una scia
di contrastanti colori.
L'onda del vento lo ha incendiato,
il sibilo del sole spense il fuoco.

Möwe    Möwe    Möwe

Una tempesta di cigni
ancorati alle zattere,
nevischio di gabbiani
approdati al traghetto tra la sponda
vecchia e la nuova
nel parco del ristorante
dove ci si sfama con tre euro.

Möwe   Möwe   Möwe

I cigni tutti in coppia
tranne uno, che cerca la compagna
da tempo uccisa
da una volpe assassina.

Möwe

Qualcuno ha dato alle fiamme
il gabbiano per il suo ultimo volo.
Qualcuno lo ha spento
poco prima che planasse
davanti
ai miei occhi attoniti
e che ammarasse,

Möwe   Möwe   Möwe

per l'eternità.


3.

Io mi sono incamminato
da tempo,
mio malgrado
in questo sentiero ignoto.

Un cavallo di zolfo,
ritto sulle zampe posteriori,
boxa con gli angeli,
no, sono diavoli,
no, sono angeli.
Li abbatte tutti KO, mi tiene
sgombra la strada.


4.

Mi sono ribellato al mio passato,
annullandolo;
al mio futuro, l'ho azzerato.
Adesso non mi resta che
ribellarmi al mio presente.

Lo annullo in questo attimo,
così concludo
nel vortice di un buco nero
una vita inutile.



Iniziato il mese di novembre 2015
terminato il 22 febbraio 2016
in Maximiliansau



***






martedì 9 febbraio 2016

CE SO ARIVATO PURO ST'ANNO

Ce so arivato puro st'anno a sto 9 febraro der cazzo e 'nfonno 'nfonno nun me pare che fusse così dificortoso: quarche stranuto, quarche rotta d'ossa, 'n parde bestemmione quanno ce vo ce vo, sórdi pocacci assai li mortacci sua, ma 'ntanto ecchime qua, piatevela 'nder culo.
So 984 mesi, 29.951 giorni co li ventinove, 718.824 ore. Ve basteno? Ammé no. Vojo li trentamila giorni e puro deppiù, e tu Bruno Cavalliere nun t'azzardà a ricontà che io li conti ancora li so fa.
Comunque state bboni che nun ve li vengo a rompe a voi li cojoni pe arivà a sti trentamila e passa. Pe stavorta ve saluto e v'aringrazzio de esse amichi mia de me, però si me fate incazzà allora ve manno a dì che doppo morto ve vengo a tróva uno pe uno e ve mozzico le chiappe, ve fo er soletico sotto a li piedi, ve fo li bozzi ve fo.
Ce arisentimo bella gente, mo ciò da fa.

martedì 19 gennaio 2016

M P S E ALTRE BANCHE DI NUOVO BARCOLLANTI

Ci vuole poco a fare due più due uguale quattro.
È della scorsa settimana lo scontro verbale tra il nostro Renzi e Juncker. Non se le sono mandate a dire. A  cominciare è stato il nostro Napoleone senza cavallo. Ha accusato Juncker di essere il vassallo di Angela Merkel. Junker gli ha risposto in pratica che badasse ai fatti suoi. Naturalmente il Dux ha reagito. Allora, venerdì scorso, Juncker gli ha tirato la stilettata mortale, affermando che a Roma non ci fosse nessuno con cui poter discutere. Il buon Gentiloni si è premurato di far sapere Urbi et Orbi che a Roma ci fosse un Governo legittimo. Baggianata: un governo bene o male ci sta a Roma, che sia legittimo ho i miei dubbi, visto che il nostro Napoleone senza cavallo non è nemmeno un deputato della Repubblica -leggi eletto dal popolo sovrano- ma solamente il Segretario del partito di maggioranza (sembra almeno ancora tale) e il sindaco dimissionario di Firenze.
Il fine settimana è passato nel modo indolore di tutti i fine settimana, poi è arrivato il lunedì.
Lunedì nero per la Borsa di Milano, soprattutto nei titoli bancari, dove il Monte dei Paschi di Siena, la più antica Banca italiana ha perduto quasi il 15% del suo valore. E col Monte altre Banche che si ritenevano solide.
Cattiva l'Europa, quindi. Cattivissima la Germania, che l'Europa domina in un vassallaggio di tipo "moderno medioevo". Cattivi loro? Buoni solamente quelli del PD?
Andiamo con ordine. Quando è scoppiata la prima crisi economica la Germania, la Spagna e in parte la Francia, hanno fatto uso del danaro comune per risanare le proprie Banche. Berlusconi non ha capito l'antifona e al grido "le nostre Banche sono le meno esposte", ha deciso di non proteggerle dalla crisi rimpinguandole di danaro fresco dalla BCE.
Errore ripetuto da quel cretino di Monti, e dall'imbelle Letta. Poteva essere da meno il nostro Napoleone senza cavallo? Giammai! Nessun intervento sulle nostre Banche, sia mai! Nel frattempo Angela Merkel aveva fatto passare la legge che le Banche devono salvarsi coi mezzi propri, succhiando e azzerando conti correnti sopra i centomila euro, e tutte le obbligazioni bancarie. Bravo Renzi, e tu continua a fare il paino con le tue passeggiate alla "me li inchiappetto tutti io".
Quello che Napoleone a piedi non ha capito e non capirà mai è il seguente assunto:
le nostre Banche erano esposte per centinaia di miliardi di euro di finanziamenti ad imprese italiane. Il ristagno dell'economia -dovuto in gran parte alla mancanza di una decente politica economica di questo governicchio- ha portato al fallimento di una miriade di imprese, con conseguente volatizzazione di miliardi e miliardi di Credito. Se adesso lo Stato non può più intervenire, dato che le Banche sono fuori per oltre 200 miliardi di euro nel caso non trovino nuovi azionisti e soldi freschi sapete che succede? Falliscono. Allora si lascia morire il MPS e si crea il NUOVO MPS, tutti i risparmi accumulati sono persi e ci risiamo con la Banca dell'Etruria bis, tris e quadris.
Colpevole di tutto questo non è l'Europa, che ha mandato un chiarissimo avvertimento al nanerottolo di Palazzo Chigi: fai meno il gradasso che noi ti liquidiamo in due settimane.
Si può e si deve battere i pugni sul tavolo in Europa, ma nel momento opportuno, non per farsi applaudire dal proprio elettorato e battendo i tasti giusti. Si può attaccare la Cancelliera tedesca, ma non nel momento in cui fa opera umanitaria. Si aspetta e le si rinfaccia tutti i soprusi fatti riguardo Lampedusa e la Grecia, la si colpisce nel punto debole della sua politica e non nei punti di forza. E non ci si azzuffa con il Presidente della Commissione europea su questioncelle da serva.
Invece di fare il bello con le mani in tasca fischiettando accompagnato dalla sua bella ministra Boschi si cerca alleanze.
Purtroppo nel momento più critico della nostra democrazia noi abbiamo al timone un idiota che non sa fare altro che raccontare balle, quelle balle che stanno facendo ridere l'Europa ormai da diversi mesi.
I cittadini italiani corrono un rischio atroce se questo mininapoleone non si toglie dai piedi, ma purtroppo l'uomo che sta al Quirinale non ha nessuna personalità per prendere decisioni di questo calibro.
Berlusconi è stato abbattuto da una manovra economica a livello planetario, con lo spreed portato artatamente oltre i 500 punti. Questa volta adoperano il mezzo caro al Confù: colpisci duro sul duro e affonda sul morbido. In sostanza una mazzata sulle ossa e un'affondata sul buzzo e questo qui è SOLAMENTE buzzo.




  

giovedì 31 dicembre 2015

BUON 2016 A TUTTI VOI

UN  FELICISSIMO  ANNO  NUOVO

AUGURO  DI  TUTTO  "QUORE"

AI  MIEI  AMICI  ED  AMICHE  DI  BLOG,

A  CHI  LO  COMMENTA  E  A  CHI  SOLO  LO  FREQUENTA.

OGNUNO  SI  PRENDA  DALL'ANNO  CHE  ARRIVA

IL  MEGLIO,  QUEL  CHE  PIÙ  GLI  AGGRADA

E  SE  LO  TENGA  BEN  STRETTO.

IO, DA  PARTE  MIA,

MI  TERRÒ  STRETTO  I  MIEI  AMICI.

E  ADESSO  ALLA  TEDESCA, PERCHÉ  MI  PIACE  TANTO:

SCHÖNER  RUTSCH  IN  DEN  NEUEN  JAHR

CHE  SIGNIFICA

UNA  BELLA SCIVOLATA  NELL'ANNO NUOVO

NEL  SENSO  DI  ENTRATA  MORBIDA

SENZA  ALCUN  OSTACOLO.


C  I  A  O    A  TUTTI


****************
   

martedì 8 dicembre 2015

QUANDO CI DECIDEREMO A SCENDERE DAGLI ALBERI ?

Quello del 13 novembre a Parigi è un eccidio eclatante, cui i media hanno dato un'enorme cassa di risonanza, ma non è stato il primo e non è rimasto a lungo l'ultimo, come tristemente sappiamo. Un po' in giro pel mondo si sono verificati mattanze più o meno sanguinose, tanto che ormai nessuno se ne meraviglia più, perché questo è il segnale della mediocrità degli uomini, abituarsi a tutto. Il mio grande papà ripeteva sempre che si fa il callo a tutto pian pianino, anche a prenderlo in c**o.
Quello che più mi ha dato fastidio è stata la reazione iniziale, quasi isterica con dichiarazioni solenni, inni della Marsigliese cantati dappertutto -la cantavano anche i topi dentro le fognature, garantisco io che li ho sentiti squittire in coro "allons topons de la patrie"- giuramenti di distruzione totale dell'inimico islamico, quasi caccia alla testa velata, al burkha, alle copiose barbe nere, con giornalisti di varia tendenza e nazionalità, rigorosamente cristiani e presumibilmente cattolici, che sbattevano il microfono sotto il muso dei musi scuri, della barbe copiose, delle teste femminili velate per chiedere sempre le stesse cose ed avere sempre le stesse risposte: "che ne pensa lei della strage di Parigi" e l'altro o l'altra sistematicamente a giurare che "non sono veri musulmani", sicuramente saranno anche stati finti, ma prima di sparacchiare e di farsi saltare in aria insieme a decine di vittime ignare ed innocenti strillavano come galline quando le spennano vive tutti la stessa cosa: "Allah akbar" che vuol dire letteralmente che Dio è grande, e fin qui nessuno obietterebbe nulla, ma sottinteso quel "Dio lo vuole" con cui i Crociati massacravano popolazioni inermi, e non troppo differente da quel "Gott mit uns" che era il motto delle SS di Hitler. Molto più sinceri erano i militi della Legione straniera, che come motto avevano "Les diables marcions avec nous", i diavoli, appunto, e quindi perdonateci tutte le schifezze e le ignominie che noi portiamo a termine. Ma ogni sera tutte le TV erano zeppe di talk show solo su questi musulmani assassini che non se ne poteva più, e ancora questo è oggi un argomento. Ma tutti devono fare fatturato e certe febbri le si riesce a capire, non troppo diverse dallo sbattere il mostro in prima pagina, tanto si sa che la gente questo cerca e di questo gode, di sangue umano, possibilmente innocente e giovane.
L'idea di andare a sganciare tonnellate di bombe sulle teste di siriani è venuta immediatamente al Presidente dei francesi Holland, tanto per non essere da meno del suo predecessore Sarkosi che aveva buttato bombe a gogò sulle capocce dei libici, col risultato che sta sotto gli occhi di tutti. Che poi mi si venga a parlare di bombe intelligenti è solletico sotto la pianta dei piedi: le bombe sono tutte CRETINE e cascano di solito sulle teste di chi non c'entra niente, i vecchi, le donne e i bambini, che non se le aspettano proprio, mentre i guerriglieri, che se le aspettavano si erano da tempo andati a nascondere in rifugi sicuri. Ci vuole tanto a capirlo monsieur le President?
Ma poi succede che qualcuno, più o meno musulmano, più o meno matto, più o meno delinquente va a fare morti negli U.S.A., dove tra l'altro a queste ammazzatine sono abituati. E qui scoppia il gran casino, perché ad un Presidente che cerca di limitare almeno la vendita di armi da combattimento si oppone la vera forza della nazione, la lobby dei guerrafondai nella fattispecie dei fabbricanti di armi. E si sentono frasi come quelle pronunciate da un senatore che concorre alle primarie repubblicane, che cioè potrebbe diventare il prossimo presidente degli Stati Uniti, che raccomanda ed auspica una ancor più massiccia vendita di fucili da guerra, Winchester naturalmente, perché la gente possa uscire al mattino armata come per andare alla guerra quotidiana.
E poi ci sono i signori della guerra turchi che non vedono l'ora di impossessarsi di nuovo dei territori dell'impero ottomano e creare una forza autonoma e non si dice contro chi, i quali sponte sua e proditoriamente, loro che sono membri di una coalizione di difesa chiamata NATO, abbattono senza una ragione apparente ma solo per una presunta violazione di territorio, contravvenendo a tutte le procedure di ingaggio internazionali e della NATO stessa, un aereo da guerra russo, provocando l'ovvia violenta reazione di Putin e del comando militare russo e rischiando di dare inizio ad una guerra che coinvolgerebbe tutta la NATO, quindi anche gli U.S.A. in quella che potrebbe diventare la terza guerra mondiale. Insomma hanno fatto un gran casino sti turchi, e il loro presidente Erdogan dichiara che non chiederà mai scusa al collega russo.
Abbiamo costruito città e strade e porti e aeroporti, abbiamo bonificato terre improduttive, abbiamo anche fatto cose buone su questo pianeta, ma una cosa non l'abbiamo mai fatta: non siamo mai discesi dagli alberi dove i nostri progenitori se ne stavano tranquilli. ed i nostri progenitori erano primati, cioè scimmie, amici miei. Noi quello siamo oggi e niente di più, e mi scusino le scimmie ma non volevo offenderle.
Sarebbe ora che ci decidessimo a discendere dagli alberi.






sabato 14 novembre 2015

I MACELLAI DI HALLAH

Lo so che non si scrive così il nome del loro dio, la acca davanti l'ho aggiunta io in modo che se lo possano leggere allo stesso modo sti figli di cagne da destra e da sinistra, ovunque essi si trovino mentre che crepano, quando finalmente qualcuno con le palle scatenerà contro di loro un esercito di sgozzatori.
Qui la carità cristiana vada a farsi fottere e io me ne frego delle buone maniere. Qui si ha a che fare con una banda di macellai che ha l'unico scopo di destabilizzare il nostro mondo già squassato da crisi economiche e da conduzioni politiche almeno discutibili, usando come mezzo destabilizzate la morte a casaccio. Non occorre essere avversari dell'ISIS, non occorre essere cristiani credenti o meno, non occorre appartenere ad una diversa classe sociale, ad una opposta fede politica, oppure essere tifosi della squadra sbagliata; tutto questo è superfluo, quello che basta è essere in vita e in salute, poter uscire una sera con la propria ragazza per andare a passare un paio d'ore allo stadio, o in un ristorantino del centro dove volevamo sempre andare ma poi non siamo mai andati, oppure a vedere quel Gruppo Rock di cui ci hanno parlato i nostri amici e che suonano, ma guarda, in quel bel locale del centro, com'è che si chiama? Basacan, Batacan? Ah ecco, Bataclan. Sì, io ed Erica siamo una coppia felice, ci vogliamo bene, stasera è venerdì e noi ce ne andiamo al Bataclan a sentire dei ragazzi californiani che suonano da dio. E siamo lì che guardiamo il batterista che fa tremare la casse e non pensiamo che sabato e domenica passano e che poi torna lunedì che ci fa lavorare di nuovo e mantenere il lavoro è l'unico pensiero al giorno d'oggi e non ci passa nemmeno per la capa di pensare che uno di quei quattro ragazzoni vestiti di nero che sono entrati per ultimi possa magari venirsi a sedere davanti a noi perché poi io sono sfigato e se c'è un posto libero davanti mi si piazza sempre uno alto due metri come al cinema e io non vedo più una mazza fiorita e alla sera mi becco il torcicollo e un'incazzatura coi fiocchi che poi mi va la serata di traverso e trovo il modo di litigare con la ragazza e per fortuna quelli se ne vanno verso la parete e non ci rompono le palle ma i colpi più forti che rimbombano adesso non sono quelli del batterista che non suona più ma è saltato per aria come una scheggia e sta scappando e tutti si alzano e gridano e dov'è Erica che non la vedo più e qui fischiano pallottole e le bestemmie di chi è stato colpito e non trovo più Erica e qualcosa di caldo mi è schizzata in faccia e sono quei quattro che sparano come pazzi sparano e sparano a casaccio alla chi cojo cojo e chi se ne frega e quella per terra mi pare Erica ma aveva la maglietta bianca che le ho regalato io e adesso mi pare rossa e non so se si muove e qualcosa mi è caduto sopra una spalla e un calabrone mi ha punto una gamba un calabrone qui dentro chi lo ha fatto entrare e questa non è Erica ma sicuro che è Erica e io sto pisciando sangue e adesso comincio a sentire come quando che si deve svenire e poi ti viene caldo e la saliva aumenta in bocca ed è come se avessi ovatta dentro la testa ma Erica non si muove proprio più e io avrei solo voglia di dormire e non mi chiedete più niente non mi chiedete adesso lasciatemi dormire che poi ci pensa Erica a svegliarmi