Questa mattina alla TV su "Uno mattina" la conduttrice bionda platinata ha intervistato una insegnante di 61 anni che andava in pensione. Che c'è di strano? Perché un'interviata? Perché si tratta della capofila dei precari che vanno in pensione senza MAI aver avuto un posto fisso. Questa signora ha insegnato per 29 anni da precaria, senza mai poter fare un programma, svolgere un proprio piano di insegnamento; senza mai avere una scuola fissa, una scolaresca fissa. Ogni anno facce nuove, colleghi nuovi, simpatie ed antipatie nuove, presidi nuovi, qualche volta paesi nuovi e probabilmente solamente le scarpe vecchie.
Ma come si può! Stiamo parlando di una insegnante di lingue, inglese e francese, dio santo!
Ricordo il mio professore di francese al ginnasio. Allora la lingua straniera si studiava due anni solamente, nelle due classi del ginnasio, la IV e la V. Non so come è adesso. Deve essere tutto cambiato perché sento parlare di quinta liceo classico: da noi dopo le due del ginnasio c'erano le tre classi del liceo. In tutto 13 anni come adesso. Ma con professori titolari, al massimo un paio di supplenti per qualche trimestre.
Il mio professore si chiamava Michele Agueli. Pesava 127 chili. 127 chili di sapienza ed allegria. Michelone da quando entrava a quando lasciava l'aula ci teneva inchiodati al banco con la sua bravura e con la sua bonarietà. Sono così tutti i ciccioni. Ricordo che una volta, correggendo un mio compito in classe, arrivò ad un "chez soi". Si fermò e mi chiese: "Che rospo è questo?"
"A casa sua." risposi. "Come ci sei arrivato?" "Semplice, dissi, chez moi, chez toi, chez soi." " E se fosse a casa de tu sorella come tradurresti, chez soretà?" Ridevamo tutti e lui concluse "A Iacopò se dice chez elle, piglia, impara, incarta e porta a casa". Mi diede 6= "Perché m'hai fatto ride".
Gli volevamo tutti un gran bene. Ma questa è la verità: gli alunni si affezionano agli insegnanti e questi agli alunni.
Se penso che tutti quegli alunni non si sono potuti affezionare alla loro professoressa perché non gli é stato permesso, non gli è stato dato il tempo mi viene una gran rabbia, da vecchio alunno. Non parliamo dell'insegnante cui è stato privato ogni elementare diritto, mantenendo però tutti i doveri dei suoi colleghi. Ogni anno ripartiva dallo stesso stipendio, senza uno scatto di anzianità, senza niente.
Questo si chiama un bello schifo. E basta.
Anche in Germania quando una ditta ti assume non ti garantisce il posto fisso. Sei assunto per esempio dalla Mercedes, dalla Siemens, dalla Wolfswagen oppure da un colosso della Chimica o dalla Thyssen e tu all'atto dell'assunzione firmi una liberatoria dove ti impegni a cambiare cittá ed a recarti in un'altra fabbrica della stessa azienda o di una consociata in caso di bisogno, temporaneamente o per lungo tempo. Ma lo stipendio ha tutti gli scatti di anzianità e così la pensione. Non lo chiamano nemmeno precariato, perché in effetti precario non sei, hai il tuo posto fino alla pensione. Da noi lo Stato, la più grande azienda, la più sicura che dovrebbe esserci, non ti garantisce nulla, ma le tasse te le devi pagare come chi è titolare di una cattedra.
Penso che la cosa si commenti da sola.
Su Italians ho trovato poi una lettera di un certo Andrea che diceva di odiare tutti e di non credere più a nulla. L'accenna anche Silvia nella sua "circolare" ai suoi amici. Non so cosa abbia scritto lei. Conoscendola avrà cercato di convincere Andrea che non si può vivere odiando.
Gli ho scritto una mail anche io. Cominciava così: "Se questa lettera fosse vera sarebbe di una tristezza infinita; ma è vera? Mi sembra un pochettino esagerata." Pausa di riflessione per entrambi. Continuava così: "Mettiamo che sia vera: chi vuoi odiare? Chi ti ha ferito di più? La classe politica? Allora tu sei uno di quelli che, destra centro o sinistra, ci hai creduto. Dovresti avercela con te stesso, allora".
Certo che sono cattivo, ma io vivo qui in Germania da 38 anni perché non ho avuto nessuna fiducia nelle istituzioni e nei governi e governicchi di allora, che facevano le stesse porcate di quelli di oggi, solo che non c'erano Porta a Porta, Ballarò Anno zero alla TV, non c'erano i telefonini e soprattutto non c'era Internet. Me ne sono andato via. Ho portato moglie e tre figli dai miei suoceri; li ho parcheggiati lì per un paio di anni ed ho fatto tutti i lavori onesti che mi sono stati offerti, senza formalizzarmi troppo se erano lavori da villano e non da universitario colto. Come tantissimi altri hanno fatto. Non mi sono arricchito, ma vivo in gran decoro, i miei figli sono tutti sistemati bene ed io sono contento così come sto.
Non devo amare né ringraziare nessuno, ma non sono costretto ad odiare nessuno.