lunedì 25 giugno 2012

PER CHE COSA

Per che cosa insisto a lamentarmi
io che sono circondato da milioni
di estranei che neppure si accorgono di me?
A chi dovrei rivolgermi allora,
visto che l'onda dove affondo nemmeno
mi bagna? Perché piuttosto non porre 
ascolto al vento che fa cigolare
i rami degli alberi qui intorno,
e tradurre quei soffi costanti, e capire
che altro non sono che lamenti di quei
milioni di estranei che non
si curano di me, come io stesso
faccio con loro?
Vivere come bambini dovremmo,
che giocano, litigano, corrono, saltano
cadono e piangono, per poi finire
con una risata tra le lacrime.
Vivere in allegria, morire
in allegria: questo è possibile
a tutti e abbandonare i lamenti.

20 commenti:

  1. Ciao caro Vincenzo.
    Ho letto prima il tuo scritto di sabato e mi è venuto da sorridere, perchè anch'io ieri ho fatto una litigata furibonda con mio marito (purtroppo non ancora conclusa del tutto).
    Comunque quello che scrivi è verissimo, alla fine le "colpe" si confondono e tutto diventa ancora meno chiaro.
    D'altra parte, chi di noi non ha mai fatto "vedere i sorci verdi" alle persone che ama?
    Non è una espressione che mi piaccia particolarmente, ma in questo caso mi sembra renda bene l'idea.
    Quello che hai scritto oggi a me sembra una continuazione e mi piace.
    E' molto bella l'idea del "vivere come bambini dovremmo".
    Ti ringrazio, perchè, con quella risata tra le lacrime, hai saputo alleggerire tante cose.
    Grazie, davvero.
    Teresa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Far vedere i sorci verdi alla persona che si ama? Lo si fa, certo, ma perché? Perché prendersela sempre con la persona che si ama? È forse un diritto? Forse che non si potrebbe convivere serenamente senza liti? Sarebbe troppo monotono? Ma così non è un po' troppo convulso?
      Un interrogativo dietro l'altro che non porta da nessuna parte, tanto da domani si ricomincia.
      Quello che ho scritto oggi è la continuazione, brava.
      Quando si passa alla fase di riflessione e ci si pone tutte le domande di cui sopra e ci si chiede: ma perché?
      Le risate con le lacrime che cadono dagli occhi sono la cosa più bella che facciano spontaneamente tutti i bambini.
      Sì, cara Teresa, "vivere come bambini dovremmo".
      Grazie a te.

      Elimina
  2. Enzo, di che ti vai lamentando? Come stai caro? :)

    Un abbraccio fratellone. :D

    LeNny

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao fratellino. Io sto bene e tu?
      Non ti preoccupare, io mi lamento per atavica sonnolenza dello spirito...per partito preso...perché non ho altro da fare...perché sono un rompicoglioni...perché forse se non facessi così nessuno mi cacherebbe...perché non posso certamente dire che non ho nulla da lamentare...perché sennò non sarei Enzo Iacoponi.
      Un abbraccione, fratellino e goditi le vacanze.

      Elimina
    2. Heheheh. :)

      Le vacanze sono finite da una settimana ma venerdì mattina parto di nuovo per Kiev. Vado a vedere la finale di Euro 2012, starò via 4/5 giorni. Speriamo che gli azzurri facciano il loro dovere giovedì sera con i tuoi amici tedeschi, eheheheh.

      All'inizio di agosto sarò in Germania a Düsseldorf... Quanto dista da casa tua? Non ti assicuro nulla ma se non è troppo lontano magari faccio un salto per una birra. :)

      A presto. :)

      Elimina
    3. Parti per Kiev? Che culo! Ci trovi Italia contro Portogallo, te la do in anteprima, oggi 26 giugno, me possino cecamme si me sbaio.

      All'inizio di agosto sarai a Düsseldorf? Porca vacca, ma io sto già in Italy in ferie! Non sarebbe tanto lontano, ma verresti solo a guardare casa mia dal di fuori. Accidentaccio, fratellino! Mi dispiace proprio.
      Vorrà dire che verrò io da te, o da Nik e poi ci si incontra.
      A presto, allora.:)

      Elimina
    4. Penso (e mi auguro) che la finale sarà Italia vs Spagna. :)

      Per la Germania non problem... Avremo altre occasioni e come ben dici anche con lo Zio. Presto spero anche di vederlo per la nostra solita cena. :)

      Ciao belli. :D

      Elimina
    5. Italia vs Spagna mi va anche bene.

      Avremo altre occasioni di sicuro di incontrarci.
      Salutami Nik quando lo incontri.

      Ciao fratellino.:D

      Elimina
  3. ah, poterci rimanere davvero, bambini... c'è una bellissima frase dell'autore di Peter Pan (guarda caso) che dice: "Nulla di quello che ci succede dopo i dodici anni ha molta importanza".

    Le parole "adulto" e "adulterato" si somigliano. E pure questo non è un caso...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
  4. Adulto e adulterato: bravo, non ci avevo mai fatto caso.
    Adesso che sono arrivato all'età in cui -dicono- si torna ad essere bambini, mi accorgo che si è bambini solo perché ci si dimentica le cose elementari, ma l'ingenuità è finita da tempo.
    E quella era la cosa più bella, Nik.

    RispondiElimina
  5. No io bambina non vorrei essere. Voglio consapevolezza, maturità nel apprezzare gli attimi e potere decisionale. Tutte cose che da bambina non ho avuto...comunque so venuta qui e ho letto quello che scrivi...bello bello anzi come se dice a Roma: me piace.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Benvenuta a bordo, mgg64, e qui da me non è il Concordia, stai tranquilla.
      Consapevolezza, maturità e potere decisionale: bellissime e condividibilissime cose, ma che non ti riempiono il cuore di gioia come una fresca risata di un bambino. Quando sarai avanti negli anni ti accorgerai, credimi, che bambini in fondo si rimane sempre.
      Io sono uno di quegli uomini "duri", che non mostrano i propri sentimenti, che non piangono mai, che non hanno mai pianto. Eppure quando è morto mio padre ero tutto un urlo e un singhiozzo dentro, mentre la scorza esterna rimaneva glaciale. E quando è morta mamma, beh allora sono tornato bambino: chiudendo gli occhi ho rivissuto momenti che credevo dimenticati, soprattutto quando lei, sotto un bombardamento, mi ha tenuto abbracciato e sotto di lei per difendermi, e sì che tremava di paura lei stessa.
      Grazie dei complimenti. So contento che te piace quello che scrivo.
      A risenticce.

      Elimina
    2. Sulla consapevolezza concordo con mgg64: bisogna essere bambini ma con la saggezza del duecentenne, altrimenti si rischia di cadere nell'elogio della banalità e dell'ignoranza...

      Elimina
    3. Verissimo. Io però alludevo all'innocenza dei bambini, che, mi permetto di dissentire, non sono mai banali, magari ignoranti e arroganti questo di sicuro, basta che pensi a mia nipote Alessia, una vera peste pestifera.
      L'innocenza infantile viene perduta in fretta, purtroppo, per qualche cosa che vedono, per qualche consiglio che ricevono da amichetti di un paio di anni più anziani.
      Non voglio pensare ad una innocenza perduta per una atrocità commessa su di loro da un adulto "adulterato" e delinquente. Quella non è innocenza perduta ma strappata via, come si strappa un fiore, una pianta e ho visto gente che camminando in stradine di campagna si diverte a farlo.

      Elimina
  6. Bella domanda,
    di che ti lamenti?
    Secondo me gli uomini si lamentano più delle donne solo perchè sperano in una dose extra di coccole, come i bambini che frignano quando sono stanchi :))

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Di che mi lamento?
      Dei trattamenti ingiusti e ingiustificati, per esempio.
      Della gente che ti affronta con la faccia sorridente ma ha il coltello nascosto dietro la schiena, per esempio.
      Di quelli che approfittano della mia bontà per trarne un profitto, sia pure scaricare sulle mie spalle le loro frustrazioni.
      Della vita che ho vissuto e di come l'ho vissuta non mi lamento di sicuro, visto che sono sempre stato io al timone e mai nessun altro.

      Elimina
    2. P.S. e non mi lamento degli amici veri e delle amiche vere che il Padreterno mi ha fatto incontrare.

      Elimina
  7. sulla risata genuina dei bambini...mi arrendo. E non credere di parlare con una trentenne...magari! Ho 48 anni, ho 4 figli, di 28, 24, 23, 10 anni e sono vedova da tre anni. No la guerra non l'ho vissuta se non nei racconti di mia madre che per fortuna vive con me e ha 76 anni. Ma una cosa mi dispiace tanto..quando dici che non piangi. Quello si è un peccato...involontario certo ma dovuto di sicuro ad un retaggio della tua educazione, dove spesso chi piangeva veniva identificato come debole. Una cosa ti racconto. Quando tre anni fa è morto mio marito (52 anni) i miei figli hanno reagito in modo diverso...ma la cosa che più di tutto mi straziava era vedere mio figlio Francesco trattenere le lacrime..

    RispondiElimina
  8. Hai l'età di Monica la mia prima figlia, dopo ne ho aggiunti altri tre. Complimenti per il tuo contributo all'umanità! A diciannove anni eri già incinta:)); e poi due uno dietro l'altro, e poi....il figlio dell'amore:)). Mi dispiace per tuo marito, troppo giovane per andare via.
    Io sono capace di piangere se vedo un gatto agonizzante per terra, o un merlo -il proprietario o mezzadro del mio giardino- distendersi a terra, aprire le ali, alzare la testa verso il SUO cielo e ricadere sfinito e infinitamente morto. Lì non riesco a trattenere le lacrime in pubblico anche.
    Le altre lacrime sono trattenute e compresse in qualche meandro interno che nemmeno oso cercare e sono frutto della mia educazione da infante. Io sono del 1934, classe di ferro, prima "figlio della lupa", poi "balilla" aspirante "avanguardista", insomma la Gioventù Italiana del Littorio la famigerata GIL di Benito Mussolini.
    Guai mostrare debolezze e il pianto non era da uomini. Pensa che nell'ottobre 1938 Federzoni ebbe l'idea, per l'arrivo in Italia di Hitler, di mettere per ogni chilometro di strada dal Brennero a Roma un drappello composto da un miliziano, mio papà, un avanguardista, mio fratello, un balilla, uno dei miei cugini e un figlio della lupa e cioè io, morto di freddo e di paura perché al chilometro nostro non si vedeva un tubo essendo notte fonda. E "Niente pianti, vero moccioso?" mi disse il Capomanipolo che nemmeno avevo mai visto. "State tranquillo camerata, gli rispose mio papà, a lui penso io".
    E poi a me disse: "Chiudi gli occhi e stai zitto, altrimenti passo un guaio".
    Questa è stata la mia prima infanzia, capirai. Ma ho imparato a piangere dentro, senza lacrime, che fanno un male cane.
    Una domanda: Francesco quanti anni aveva allora? Mi commuoverebbe tanto pensare che non avesse 7 anni ma 25.

    RispondiElimina