martedì 19 gennaio 2016

M P S E ALTRE BANCHE DI NUOVO BARCOLLANTI

Ci vuole poco a fare due più due uguale quattro.
È della scorsa settimana lo scontro verbale tra il nostro Renzi e Juncker. Non se le sono mandate a dire. A  cominciare è stato il nostro Napoleone senza cavallo. Ha accusato Juncker di essere il vassallo di Angela Merkel. Junker gli ha risposto in pratica che badasse ai fatti suoi. Naturalmente il Dux ha reagito. Allora, venerdì scorso, Juncker gli ha tirato la stilettata mortale, affermando che a Roma non ci fosse nessuno con cui poter discutere. Il buon Gentiloni si è premurato di far sapere Urbi et Orbi che a Roma ci fosse un Governo legittimo. Baggianata: un governo bene o male ci sta a Roma, che sia legittimo ho i miei dubbi, visto che il nostro Napoleone senza cavallo non è nemmeno un deputato della Repubblica -leggi eletto dal popolo sovrano- ma solamente il Segretario del partito di maggioranza (sembra almeno ancora tale) e il sindaco dimissionario di Firenze.
Il fine settimana è passato nel modo indolore di tutti i fine settimana, poi è arrivato il lunedì.
Lunedì nero per la Borsa di Milano, soprattutto nei titoli bancari, dove il Monte dei Paschi di Siena, la più antica Banca italiana ha perduto quasi il 15% del suo valore. E col Monte altre Banche che si ritenevano solide.
Cattiva l'Europa, quindi. Cattivissima la Germania, che l'Europa domina in un vassallaggio di tipo "moderno medioevo". Cattivi loro? Buoni solamente quelli del PD?
Andiamo con ordine. Quando è scoppiata la prima crisi economica la Germania, la Spagna e in parte la Francia, hanno fatto uso del danaro comune per risanare le proprie Banche. Berlusconi non ha capito l'antifona e al grido "le nostre Banche sono le meno esposte", ha deciso di non proteggerle dalla crisi rimpinguandole di danaro fresco dalla BCE.
Errore ripetuto da quel cretino di Monti, e dall'imbelle Letta. Poteva essere da meno il nostro Napoleone senza cavallo? Giammai! Nessun intervento sulle nostre Banche, sia mai! Nel frattempo Angela Merkel aveva fatto passare la legge che le Banche devono salvarsi coi mezzi propri, succhiando e azzerando conti correnti sopra i centomila euro, e tutte le obbligazioni bancarie. Bravo Renzi, e tu continua a fare il paino con le tue passeggiate alla "me li inchiappetto tutti io".
Quello che Napoleone a piedi non ha capito e non capirà mai è il seguente assunto:
le nostre Banche erano esposte per centinaia di miliardi di euro di finanziamenti ad imprese italiane. Il ristagno dell'economia -dovuto in gran parte alla mancanza di una decente politica economica di questo governicchio- ha portato al fallimento di una miriade di imprese, con conseguente volatizzazione di miliardi e miliardi di Credito. Se adesso lo Stato non può più intervenire, dato che le Banche sono fuori per oltre 200 miliardi di euro nel caso non trovino nuovi azionisti e soldi freschi sapete che succede? Falliscono. Allora si lascia morire il MPS e si crea il NUOVO MPS, tutti i risparmi accumulati sono persi e ci risiamo con la Banca dell'Etruria bis, tris e quadris.
Colpevole di tutto questo non è l'Europa, che ha mandato un chiarissimo avvertimento al nanerottolo di Palazzo Chigi: fai meno il gradasso che noi ti liquidiamo in due settimane.
Si può e si deve battere i pugni sul tavolo in Europa, ma nel momento opportuno, non per farsi applaudire dal proprio elettorato e battendo i tasti giusti. Si può attaccare la Cancelliera tedesca, ma non nel momento in cui fa opera umanitaria. Si aspetta e le si rinfaccia tutti i soprusi fatti riguardo Lampedusa e la Grecia, la si colpisce nel punto debole della sua politica e non nei punti di forza. E non ci si azzuffa con il Presidente della Commissione europea su questioncelle da serva.
Invece di fare il bello con le mani in tasca fischiettando accompagnato dalla sua bella ministra Boschi si cerca alleanze.
Purtroppo nel momento più critico della nostra democrazia noi abbiamo al timone un idiota che non sa fare altro che raccontare balle, quelle balle che stanno facendo ridere l'Europa ormai da diversi mesi.
I cittadini italiani corrono un rischio atroce se questo mininapoleone non si toglie dai piedi, ma purtroppo l'uomo che sta al Quirinale non ha nessuna personalità per prendere decisioni di questo calibro.
Berlusconi è stato abbattuto da una manovra economica a livello planetario, con lo spreed portato artatamente oltre i 500 punti. Questa volta adoperano il mezzo caro al Confù: colpisci duro sul duro e affonda sul morbido. In sostanza una mazzata sulle ossa e un'affondata sul buzzo e questo qui è SOLAMENTE buzzo.




  

giovedì 31 dicembre 2015

BUON 2016 A TUTTI VOI

UN  FELICISSIMO  ANNO  NUOVO

AUGURO  DI  TUTTO  "QUORE"

AI  MIEI  AMICI  ED  AMICHE  DI  BLOG,

A  CHI  LO  COMMENTA  E  A  CHI  SOLO  LO  FREQUENTA.

OGNUNO  SI  PRENDA  DALL'ANNO  CHE  ARRIVA

IL  MEGLIO,  QUEL  CHE  PIÙ  GLI  AGGRADA

E  SE  LO  TENGA  BEN  STRETTO.

IO, DA  PARTE  MIA,

MI  TERRÒ  STRETTO  I  MIEI  AMICI.

E  ADESSO  ALLA  TEDESCA, PERCHÉ  MI  PIACE  TANTO:

SCHÖNER  RUTSCH  IN  DEN  NEUEN  JAHR

CHE  SIGNIFICA

UNA  BELLA SCIVOLATA  NELL'ANNO NUOVO

NEL  SENSO  DI  ENTRATA  MORBIDA

SENZA  ALCUN  OSTACOLO.


C  I  A  O    A  TUTTI


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martedì 8 dicembre 2015

QUANDO CI DECIDEREMO A SCENDERE DAGLI ALBERI ?

Quello del 13 novembre a Parigi è un eccidio eclatante, cui i media hanno dato un'enorme cassa di risonanza, ma non è stato il primo e non è rimasto a lungo l'ultimo, come tristemente sappiamo. Un po' in giro pel mondo si sono verificati mattanze più o meno sanguinose, tanto che ormai nessuno se ne meraviglia più, perché questo è il segnale della mediocrità degli uomini, abituarsi a tutto. Il mio grande papà ripeteva sempre che si fa il callo a tutto pian pianino, anche a prenderlo in c**o.
Quello che più mi ha dato fastidio è stata la reazione iniziale, quasi isterica con dichiarazioni solenni, inni della Marsigliese cantati dappertutto -la cantavano anche i topi dentro le fognature, garantisco io che li ho sentiti squittire in coro "allons topons de la patrie"- giuramenti di distruzione totale dell'inimico islamico, quasi caccia alla testa velata, al burkha, alle copiose barbe nere, con giornalisti di varia tendenza e nazionalità, rigorosamente cristiani e presumibilmente cattolici, che sbattevano il microfono sotto il muso dei musi scuri, della barbe copiose, delle teste femminili velate per chiedere sempre le stesse cose ed avere sempre le stesse risposte: "che ne pensa lei della strage di Parigi" e l'altro o l'altra sistematicamente a giurare che "non sono veri musulmani", sicuramente saranno anche stati finti, ma prima di sparacchiare e di farsi saltare in aria insieme a decine di vittime ignare ed innocenti strillavano come galline quando le spennano vive tutti la stessa cosa: "Allah akbar" che vuol dire letteralmente che Dio è grande, e fin qui nessuno obietterebbe nulla, ma sottinteso quel "Dio lo vuole" con cui i Crociati massacravano popolazioni inermi, e non troppo differente da quel "Gott mit uns" che era il motto delle SS di Hitler. Molto più sinceri erano i militi della Legione straniera, che come motto avevano "Les diables marcions avec nous", i diavoli, appunto, e quindi perdonateci tutte le schifezze e le ignominie che noi portiamo a termine. Ma ogni sera tutte le TV erano zeppe di talk show solo su questi musulmani assassini che non se ne poteva più, e ancora questo è oggi un argomento. Ma tutti devono fare fatturato e certe febbri le si riesce a capire, non troppo diverse dallo sbattere il mostro in prima pagina, tanto si sa che la gente questo cerca e di questo gode, di sangue umano, possibilmente innocente e giovane.
L'idea di andare a sganciare tonnellate di bombe sulle teste di siriani è venuta immediatamente al Presidente dei francesi Holland, tanto per non essere da meno del suo predecessore Sarkosi che aveva buttato bombe a gogò sulle capocce dei libici, col risultato che sta sotto gli occhi di tutti. Che poi mi si venga a parlare di bombe intelligenti è solletico sotto la pianta dei piedi: le bombe sono tutte CRETINE e cascano di solito sulle teste di chi non c'entra niente, i vecchi, le donne e i bambini, che non se le aspettano proprio, mentre i guerriglieri, che se le aspettavano si erano da tempo andati a nascondere in rifugi sicuri. Ci vuole tanto a capirlo monsieur le President?
Ma poi succede che qualcuno, più o meno musulmano, più o meno matto, più o meno delinquente va a fare morti negli U.S.A., dove tra l'altro a queste ammazzatine sono abituati. E qui scoppia il gran casino, perché ad un Presidente che cerca di limitare almeno la vendita di armi da combattimento si oppone la vera forza della nazione, la lobby dei guerrafondai nella fattispecie dei fabbricanti di armi. E si sentono frasi come quelle pronunciate da un senatore che concorre alle primarie repubblicane, che cioè potrebbe diventare il prossimo presidente degli Stati Uniti, che raccomanda ed auspica una ancor più massiccia vendita di fucili da guerra, Winchester naturalmente, perché la gente possa uscire al mattino armata come per andare alla guerra quotidiana.
E poi ci sono i signori della guerra turchi che non vedono l'ora di impossessarsi di nuovo dei territori dell'impero ottomano e creare una forza autonoma e non si dice contro chi, i quali sponte sua e proditoriamente, loro che sono membri di una coalizione di difesa chiamata NATO, abbattono senza una ragione apparente ma solo per una presunta violazione di territorio, contravvenendo a tutte le procedure di ingaggio internazionali e della NATO stessa, un aereo da guerra russo, provocando l'ovvia violenta reazione di Putin e del comando militare russo e rischiando di dare inizio ad una guerra che coinvolgerebbe tutta la NATO, quindi anche gli U.S.A. in quella che potrebbe diventare la terza guerra mondiale. Insomma hanno fatto un gran casino sti turchi, e il loro presidente Erdogan dichiara che non chiederà mai scusa al collega russo.
Abbiamo costruito città e strade e porti e aeroporti, abbiamo bonificato terre improduttive, abbiamo anche fatto cose buone su questo pianeta, ma una cosa non l'abbiamo mai fatta: non siamo mai discesi dagli alberi dove i nostri progenitori se ne stavano tranquilli. ed i nostri progenitori erano primati, cioè scimmie, amici miei. Noi quello siamo oggi e niente di più, e mi scusino le scimmie ma non volevo offenderle.
Sarebbe ora che ci decidessimo a discendere dagli alberi.






sabato 14 novembre 2015

I MACELLAI DI HALLAH

Lo so che non si scrive così il nome del loro dio, la acca davanti l'ho aggiunta io in modo che se lo possano leggere allo stesso modo sti figli di cagne da destra e da sinistra, ovunque essi si trovino mentre che crepano, quando finalmente qualcuno con le palle scatenerà contro di loro un esercito di sgozzatori.
Qui la carità cristiana vada a farsi fottere e io me ne frego delle buone maniere. Qui si ha a che fare con una banda di macellai che ha l'unico scopo di destabilizzare il nostro mondo già squassato da crisi economiche e da conduzioni politiche almeno discutibili, usando come mezzo destabilizzate la morte a casaccio. Non occorre essere avversari dell'ISIS, non occorre essere cristiani credenti o meno, non occorre appartenere ad una diversa classe sociale, ad una opposta fede politica, oppure essere tifosi della squadra sbagliata; tutto questo è superfluo, quello che basta è essere in vita e in salute, poter uscire una sera con la propria ragazza per andare a passare un paio d'ore allo stadio, o in un ristorantino del centro dove volevamo sempre andare ma poi non siamo mai andati, oppure a vedere quel Gruppo Rock di cui ci hanno parlato i nostri amici e che suonano, ma guarda, in quel bel locale del centro, com'è che si chiama? Basacan, Batacan? Ah ecco, Bataclan. Sì, io ed Erica siamo una coppia felice, ci vogliamo bene, stasera è venerdì e noi ce ne andiamo al Bataclan a sentire dei ragazzi californiani che suonano da dio. E siamo lì che guardiamo il batterista che fa tremare la casse e non pensiamo che sabato e domenica passano e che poi torna lunedì che ci fa lavorare di nuovo e mantenere il lavoro è l'unico pensiero al giorno d'oggi e non ci passa nemmeno per la capa di pensare che uno di quei quattro ragazzoni vestiti di nero che sono entrati per ultimi possa magari venirsi a sedere davanti a noi perché poi io sono sfigato e se c'è un posto libero davanti mi si piazza sempre uno alto due metri come al cinema e io non vedo più una mazza fiorita e alla sera mi becco il torcicollo e un'incazzatura coi fiocchi che poi mi va la serata di traverso e trovo il modo di litigare con la ragazza e per fortuna quelli se ne vanno verso la parete e non ci rompono le palle ma i colpi più forti che rimbombano adesso non sono quelli del batterista che non suona più ma è saltato per aria come una scheggia e sta scappando e tutti si alzano e gridano e dov'è Erica che non la vedo più e qui fischiano pallottole e le bestemmie di chi è stato colpito e non trovo più Erica e qualcosa di caldo mi è schizzata in faccia e sono quei quattro che sparano come pazzi sparano e sparano a casaccio alla chi cojo cojo e chi se ne frega e quella per terra mi pare Erica ma aveva la maglietta bianca che le ho regalato io e adesso mi pare rossa e non so se si muove e qualcosa mi è caduto sopra una spalla e un calabrone mi ha punto una gamba un calabrone qui dentro chi lo ha fatto entrare e questa non è Erica ma sicuro che è Erica e io sto pisciando sangue e adesso comincio a sentire come quando che si deve svenire e poi ti viene caldo e la saliva aumenta in bocca ed è come se avessi ovatta dentro la testa ma Erica non si muove proprio più e io avrei solo voglia di dormire e non mi chiedete più niente non mi chiedete adesso lasciatemi dormire che poi ci pensa Erica a svegliarmi

martedì 10 novembre 2015

DAVIDE E FAUSTO


Davide e Fausto si amavano da una vita, da quando stavano insieme all'asilo, ma non si erano mai toccati.
Eleonora li conobbe molti anni dopo, al liceo, ma non sapeva decidersi se fosse innamorata di Davide o di Fausto. Avrebbe preferito avere a che fare con Davidausto oppure Faustavide, ma gli venivano sempre fuori due diversi.
Per cui aspettava.
Davide era convinto di non essere gay, e che il gay tra loro fosse Fausto, ma non voleva si offendesse. Pensava che col tempo le cose si sarebbero chiarite.
Per cui aspettava.
Da parte sua Fausto era convinto di non essere gay e che invece lo fosse Davide, ma pensava che se gli avesse parlato chiaro avrebbe rovinato l'amicizia. Tutto meno che quello. Forse col tempo la cosa si sarebbe chiarita da sola.
Per cui aspettava.
Passavano gli anni e a chi chiedeva ad Eleonora che cosa se ne facesse della sua bellezza e perché non la si vedesse mai con un ragazzo, lei rispondeva che stava in attesa. Nessuno le chiedeva di cosa, per rispetto.
Così lei continuò ad attendere.
Davide e Fausto diventarono intanto vecchi, mentre Eleonora invecchiava più lentamente. Ma lei usava con sapienza ciprie e trucco.
Quando le vennero a dire che i suoi due migliori e unici amici erano morti in un incidente stradale Eleonora smise di truccarsi e visse gli ultimi anni visitandone le tombe ogni giorno.
Lo fa ancora adesso, anche se non ci vede quasi più, ma sente sotto i polpastrelli il marmo levigato e pensa "questo è Davide" e magari è Fausto, ma per lei fa lo stesso.


Maximiliansau, 9 novembre 2015

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martedì 20 ottobre 2015

CHIAMIAMOLI PARAFULMINI OPPURE TUTTI I PUPI E LE PUPE DEL PUPARO

Chi come me non è più tanto giovane dovrebbe ricordare che Benito Mussolini si era circondato di una corte di leccaculo e di laudatori e incensatori che dalle sue labbra pendevano, e non solo da quelle, ma anche dalle sue brache.
Era la corte del Grande Capo carismatico del Fascismo. Gerarchi che rispondevano al nome di Alessandro Pavolini, Luigi Federzoni, Giuseppe Bottai, Achille Starace, Leandro Arpinati e giornalisti accondiscendenti come Luigi Barzini, Ugo Ojetti e Mario Appelius, quello che finiva ogni trombonata alla radio dell'EIAR con la fatidica frase "che Dio stramaledica gli inglesi", qualunque fosse stato l'argomento della slurpata.
Avrete notato che si tratta di soli uomini. Il grande Duce degli italiani le donne se le portava a letto, tutte, più una che lo seguì nella morte e nell'appendimento ai ganci di un distributore di benzina a Piazzale Loreto.
Non solo, ma il fior fiore dell'intellighenzia italica accorreva sotto il grande manto del Duce e ne innalzava le lodi, altro che stupidini e poveracci, TUTTI.
Quindi quella corte era molto ben congegnata e variegata.
Il nuovo aspirante Duce, il "vorrei tanto essere considerato il più bravo di tutti di questo secolo ed anche del prossimo" insomma il capo carismatico di questo regime nascituro che ancora riempie di merda i pannolini, preferisce invece circondarsi di galline sculettanti, di pecore e capre belanti, di elementi effettivamente dal sesso poco chiaro e dall'intelligenza assai ben nascosta, molto ben nascosta, così nascosta che quando la cercano non sono in grado di rintracciarla. E allora, poveri cristi, non possono che ripetere come pappagalli il verbo del Capo, imitandone addirittura gestualità e posa, cioè in sintesi lo stomachino leggermente in fuori e l'andatura a pendolo delle gambette ben addestrate in modo da non fare passi troppo lunghi né troppo corti, ma un qualcosa di mezzo suvvia, proprio come fa il Capo, che ha sempre un polsino della camicia nuova da sistemare, che fa tanto chic volete mettere.
Io li chiamo benevolmente i parafulmini, quelli votati alla cortina fumogena intorno al nume, per impedire che qualcuno possa avvicinarglisi troppo. La maggioranza sono donne, cioè a dire di Vittorio Sgarbi, sono le sue colf, le sue servotte compiacenti a tutto disposte pur di avere un posto nel paradiso terrestre che questo santone sta creando per loro.
Ma quando mai una Maria Elena Boschi sarebbe potuta diventare ministro di qualcosaltro che non fosse il riciclaggio di panni vecchi in una delle tante repubbliche delle cerase? Invece no, ragazzi. Firmerà la nuova Costituzione degli italiani, pensateci bene. E la Serracchiani che inopinatamente diventa Presidente della regione Friuli Venezia Giulia senza mai essere stata almeno una volta in mezzo ai friulani, che sono gente per bene che lascia vivere ma non per questo sono dei minchioni, che quando riferisce le parole auliche del suo sommo pontefice la vedi così ispirata, ma così ispirata da non cambiare mai nemmeno il tono della voce, che le esce come un lamento fugace dalla strozza.
In Sicilia c'è il teatro popolare dei Pupi, delle marionette. Vanno in giro per le piazze di paese alla domenica e nelle feste paesane di un certo livello.
I Pupi stanno lì, appesi in bell'ordine a disposizione del puparo, che li prende e li usa a suo piacimento. I pupi hanno la testa di legno, proprio come i ministri di Renzi, ma tengono la bocca chiusa, almeno loro, mentre il puparo dall'alto ne muove i fili e fa le loro voci, proprio come i ministri del governicchio Renzi, solo che loro la bocca la aprono per dire le loro stronzate. Siamo in un paese libero e democratico che diamine, ciascuno ha il diritto di dire la sua stronzata quotidiana, se il capo è d'accordo. 
E la gente applaude, proprio come succede ai pupi dei pupari siculi.
Questo mi rende felice e rasserenato, al punto che mi sono convinto di scrivere questo pezzullo baggianata di carattere politico, cioè di pseudo politica, cioè questa stronzata, ma anche io ho il diritto nella nostra Italia democratica di partecipare alla festa nazionale della superstronzata.



P.S.
Tranquilli amici, sto scrivendo una poesia, che mi costa un po' fatica, perché per me l'arte, la letteratura è anche dolore e fatica oltre che gioia. Non lo so perché e se qualcuno me lo volesse spiegare gliene sarei riconoscente.





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venerdì 9 ottobre 2015

IL RE È MORTO VIVA IL RE

Questo devo averlo letto su qualche vecchio libro di storia dei tempi del liceo, qualcuno di sicuro lo ha scritto, ma nel nostro caso non vale, è obsoleto, fuori moda, superato dai tempi. Noi, romani e no, diciamo oggi

il sindaco Ignazio Marino si è dimesso
ABBASSO IL SINDACO

Negli anni della mia vita, che non sono pochini, ne ho visti di imbecilli, di papaveri, di insolenti, di sciocchi patentati, ma ognuno di loro aveva qualcosa di non laido, di pulito, di umanamente accettabile, costui no, questo lemure aveva la spocchia del presuntuoso cretino, che discendendo dall'opimo nord nella città del casino quotidiano pensava di poter sistemare le cose con la mano sinistra, mentre con la destra avrebbe continuato a fare i comodi suoi.
Bastava vedergli fare durante i primi tempi del suo regno, e davanti a telecamere schierate naturalmente, la salita che porta al Campidoglio, in piedi sui pedali della sua bici, novello Fausto Coppi come a significare: ammiratemi romani, guardate come salgo senza scorta e non a bordo dell'auto di mia competenza, mira popolo, mira e ammira. 
Poi dimenticava la sua Panda rossa in divieto di sosta e nemmeno voleva pagare le multe, perché lui l'era il sindaco, signori, ma stiamo scherzando?
E via con le cene pagate con la carta del Comune di cui era sindaco, e via i soliti privilegi e mai una decisione che andasse pro le categorie cittadine, sempre cose astratte e senza senso. Vietare il traffico su Via dei Fori Imperiali, dove c'è sempre stato, da quando è stata costruita, perché quella strada non solo porta ai monumenti più famosi nel mondo -un nome solo il Colosseo- ma perchè è l'arteria che taglia la città in  due e collega il nord col sud. Ma lui Roma almeno sulla carta topografica la conosceva? 
Poi sono iniziate le bugie, che sono quelle che in fondo lo hanno fregato.
Ci viene a dire che non sapeva niente di quel che c'era sotto il tappeto, ma allora che razza di primo cittadino sei?
Poi se ne va in ferie nei Caraibi e a Roma la mafia fa un funerale stile "il Padrino" con petali di rosa che piovono dal cielo. Un caso politico, ma lui resta a fare immersioni, tanto chi se ne frega, ormai il mafioso è morto, il funerale è terminato e passata la festa gabbato lo santo, anche se non c'entra un cavolozzo fritto, e poi lui cosa poteva mai fare? E quando finalmente torna, infischiandosene che tra quattro mesi un Papa ha stabilito di fare un Anno Santo special e che questo, dati i tempi, potrebbe significare un massacro con l'ISIS che punta Roma, capitale del Cristianesimo, e un gran casino con i mezzi pubblici che funzionano come funzionano, cioè affatto, lui che fa? Se ne va in giro col suo sorriso stereotipato tirato sul muso, senza preoccuparsi di domande ed obiezioni, perché lui è al disopra di ogni sospetto, lui l'è il sindaco, signori, ma stiamo scherzando?
E poi la chicca bestiale, quella che lo pone al di sopra della montagna dei cretini di cui il nostro territorio montuoso come si sa è pieno: il viaggio a Filadelfia dove Francesco è appena arrivato al culmine del suo viaggio pastorale nelle due Americhe.
Ma certo! Voleva imitare il grande Matteo, che è andato a New York a presenziare la finale del torneo USA di tennis tra le due italiane, che senza di lui non potevano giocare. Ma stiamo scherzando? Se Renzi va a New York a vedere due che si scambiano pallate su un campo di cemento il sindaco di Roma capitale non può andare a presenziare la visita del Papa accanto al suo collega sindaco di Filadelfia?
Il Papa nega pubblicamente -mai visto prima- di averlo invitato e Marino dice allora che ad invitarlo sia stato il sindaco di Filadelfia. Peccato che quello non ne sappia niente.
E chi ha pagato sto bel viaggetto? E il soggiorno? E la limusine? Il popolo romano, che diamine, si tratta del signor sindaco perbacco.
E allora qualcuno del suo partito fa cader fuori le ricevute di cene e pranzetti vari per la modica somma di circa 20.000 euro in un anno e mezzo spesi dal signor sindaco per cavoli suoi, tentando di farle passare come spese di rappresentanza.
Uno schifo così in Italia non s'era ancora visto. Sta roba pensavo succedesse solamente nelle cosiddette repubbliche delle banane.
Ci ha impiegato una giornata intera per dare le sue dimissioni, ma mentre le dichiarava già minacciava di ripensarci, novello Sepp Blattner presidente della FIFA. che si dimette e poi ci ripensa, come certi pezzi grossi delle repubbliche delle banane appunto e delle cerase.
La sconfitta è non solo sua, ma del suo partito che lo ha candidato e sostenuto fino a quando non lo ha scaricato per salvarsi il culo, vero Renzi.
Ma io spero che ci siano conseguenze. Sono certo che l'omarino per scagionarsi vomiterà sul suo partito tutto il veleno che ha dentro e allora aspettiamo gli eventi: io credo che ci sarà da divertirci.