giovedì 2 luglio 2015

GLI ANGELI CHE SONO RIMASTI QUI


Gli angeli che sono rimasti qui
parlavano con noi.

Diceva l'angelo:
"Ascolta il silenzio...

...l'orrore del silenzio...".

Diceva un altro angelo
dirimpetto al primo:
"Ascolta la violenza del silenzio...

...e la speranza...

...nel silenzio...".

"La speranza è nel suono, nell'armonia e nel clangore
di una voce..."
diceva un terzo.

"E se fosse un suono tragico? Una voce 
di tragedia..."
ribatteva un altro da lontano.

"È voce e quindi è vita. Il silenzio è non vita...
...gli uomini hanno paura del silenzio...

...gli uomini hanno paura della morte....".

"E chi ti dice
che il silenzio è non vita?
Chi ti dice che il silenzio sia morte?

...Ascolta...

...il silenzio assoluto è l'ordine perfetto...

...e l'ordine perfetto è vita...

...vita degli eterni spazi...".

"Vuoi dire vita eterna?"
chiesero in molti.

"Voglio dire quello che ho detto..."

...e poi quello si tacque...

ma gli angeli che rimasero dopo di lui
continuarono a parlare tra loro

e noi potevamo ascoltare.




***

Im Rheinland Pfalz irgendwann geschrieben,
während des XX Jahrhundert.

*


lunedì 8 giugno 2015

COSA NASCONDI


Ho scoperto che i tuoi denti
non sono brutti come avevo pensato,
perché tu sorridi muovendo soltanto
le labbra come Monna Lisa.

Invece hai denti bianchi, diritti, ben scolpiti:
hai sbadigliato e te li ho visti
prima che tu li nascondessi dietro una mano.

Cosa nascondi sotto la criniera foltissima e riccia,
cosa dietro le lenti spesse da miope,
cosa dentro la bocca tenuta come un taglio
per traverso sul tuo viso, le labbra tese
come gli elastici di una fionda?

Cosa nascondi? I tuoi tesori imperscrutabili oppure
i tuoi orrori inconfessabili, Miriam?



In Maximiliansau, il giorno 8 di giugno 2015

***


martedì 26 maggio 2015

GIORNO SOLAMENTE MIO


Una salamandra turchina si nasconde
e riappare sfaccettata di luce solare
tra foglie ombre e silenzi, si contorce e vibra
e cerca la mia traccia, beffarda.

Querulo è l'accordo delle ombre mattutine:
si invaghiscono in me della mia metafora tra silenzi
e preghiera, rapidamente mosse sopra
una scacchiera muta che si impolvera dismessa

e poco usata. Tempi di reflessione.

Tante sono le cose impossibili che brulicano
nella mia mente, autunni di smeraldo
si procacciano la posizione di partenza migliore
cocciuti ritorni non richiesti, visti

di sguincio e di sfuggita,
ameni reportage, foglie appassite e morte.

All'orizzonte l'onda quasi invisibile è tutta
un tremolio, schizzi di cielo la soffocano,
sprofonda la nave che vedemmo partire
dal nostro porto lungo l'arco terrestre
dove lo sguardo si spezza.

Ormai questo giorno è solamente mio.


In Maximiliansau, il 26 maggio 2015 nelle prime ore notturne

***


venerdì 22 maggio 2015

NOTTURNO


Ora che i primi amici incominciano
a lasciarmi e al telefono non rispondono più,
nuove crepe si aprono sui muri di queste mie giornate.

Troppe le volte che tornammo indietro,
troppe le volte che ricominciammo a costruire
ponti che sapevamo sarebbero crollati,
troppe le attese inappagate, troppi i sogni mai
avverati, troppi gli amori trascurati, traditi, lasciati
a terra come carte sporche, spietatamente.

Malgrado tutto nel cuore scorre sempre sangue fresco
e la voglia di amare e il desiderio di rinnovare
il parco dei sogni, delle speranze, anche a costo
di camminare attraverso i rottami

di una vita che di giorno in giorno continua a diroccare.





In Maximiliansau  il  20 maggio 2015, ora tarda.

***  

domenica 17 maggio 2015

UN ' IMMAGINE LIQUIDA




Tutto quello che apparve
è scomparso in un attimo:
ho visto la tua ombra, ti ho cercata
ma tu non c'eri, non ti trovo più.

La tua tristezza oscura il sole.

Ristagna il mio pensiero
sopra un'immagine liquida.




***
In Maximiliansau

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mercoledì 13 maggio 2015

VENTI VERSI DA DIMENTICARE


Raccogliere un pensiero in pochissime
parole sgrammaticate e scarne
significa forse essere poeti piuttosto che ignoranti
o poco istruiti o troppo succinti oppure
menefreghisti? Io sono tutto questo e altro ancora
io sono me e controfigura di me.
Essere uomo come mi sento io,
uomo uomo per dirla in breve, mi dà
il rispetto di me stesso, al di là di tutte
le cadute di stile, le grossolane
inutili storiacce che racconto, le bestemmie
che dico, le flatulenze che mollo,
i sogni impuri che faccio a occhi sgranati.

Immensa la beatitudine dell'imperfezione,
sorelle e fratelli; me la scandisce il rumore
cupo di ogni battito del cuore dentro il petto,
la lacrima che scopro ogni mattina
dentro un occhio, ora il destro ora l'altro,
che detergo col dorso della mano
quasi con rabbia, sempre con stupore.




***
Scritta in Maximiliansau durante le ore notturne del 13 maggio 2015 

domenica 10 maggio 2015

AL POSTO DELLA VITA


Ogni giorno leggo, ogni momento
penso, stringo nei pugni
l'aria delle mie evolute
immagini;

m'inseguo, mi raggiungo e mi precedo;

respiro, sospiro e qualche volta
piango, ma unicamente quando sono solo.

Tutto
da quando ho messo i sogni
al posto della vita.


**

Maximiliansau, 10 aprile 2015, di notte.