lunedì 28 luglio 2014

UNO SPECCHIO



Io sono uno specchio
reso opaco dal tempo,
sporco come un vetro
mai lavato; 
chiunque in me si specchia
vede immagini false,
contorte, innaturali:

autostrade a due piani
accavallati l'uno sull'altro,
case capovolte
con soffitte in luogo di cantine,
giorni invece di notti,
alberi con fogliame inabissato
nel suolo al posto di radici,
amanti che mi tradiscono

per un soffio di vento,

e gente che mi accusa ignorando
e si trastulla coi suoi giochi da indovini
nelle fiere di paese.

Nessuno però si ferma di notte,
ogni santa notte
quando ripulisco lo specchio dall'unto
e dal sudiciume,
ad ascoltare
il silenzio della mia solitudine.

Scritta di notte a Maximiliansau, il 28 luglio 2014

***


venerdì 25 luglio 2014

MARE, MARE


Mare, mare, fermati un momento,

solo il tempo di inabissarti dentro una vecchia
scala, che non si veda là dove
finisce, e tu laggiù
diventato immobile e muto
mi attiri seducendo
in ogni momento del resto di mia vita
per tutti gli scalini che discendo;

sopra ognuno mi fermo
e da una nuova
onda mi lascio avvinghiare
e rivestire
come da un velo di sposa
finché più nulla del mio corpo resti

e io, diventato acqua di mare
trasparente, salata, diafana
e impalpabile,
non debba morire mai più

lasciando che il mio corpo trasformato
in oceano e risacca

si depositi sul fondo, tra conchiglie,
stelle marine e scogli
odorosi di salmastro.



Iniziata nel 1952 a Civitavecchia,
sospesa per decenni,
conclusa il 25 luglio 2014
in Maximiliansau.

***



mercoledì 23 luglio 2014

KUNDEN NUMMERN 5000087894983

Finalmente è arrivata la lettera. 
Apro e leggo: 
"Sehr geehrter Herr Iacoponi,
hiermit .....insomma le rendiamo noto con la presente che lei il giorno bla bla bla, alle ore bla bla bla, è passato a velocità elevata sulla strada che da...porta a...infrangendo le regole stradali. La sua velocità registrata dall'apparecchio cavolozzo fritto PQRST 78/45 era di 89 chilometri orari. Consentiti 80 chilometri orari, tolleranza fino a 84 chilometri orari, pertanto lei deve al Comune di Wörth am Rhein la somma di 25.- euro.
Allegata cedola per bonifico bancario.
Allegata foto del guidatore del veicolo targato GER. EA. 563, di sua proprietà.
Gentili saluti"
A soreta.
Però bella sta foto, no Annamarì? 
Troppo naso.
È il mio.
Quanto?
25.
Te li paghi.
Tutto qui il colloquio amoroso con la signora Iacoponi.
Adesso mi riemerge tutta la storia di quel mercoledì mattina. 
Stavo andando a Landau, all'Università per andare a prendere mia nipote Cristina, che era senza macchina e doveva venire a casa nostra. Passo per quella strada ogni giorno, minimo due volte e si potrebbe dire che conosco anche le buche e gli avvallamenti del manto di asfalto. Ci sono lavori in corso minimo per sette mesi all'anno e mai, ripeto mai, ci ho trovato "der Geier", l'avvoltoio piazzato lì a fottere i fessi. Era sicuramente ben nascosto. Troppo ben nascosto. 
Duecento metri oltre eccolo il poliziotto con giubbotto giallo e rosso catarifrangente e la paletta dello "ALT  POLIZEI" mostrata debitamente a me, proprio a me.
E che vuole adesso questo qui?
Saluta correttamente avvicinandosi con passo lento e tronfio di chi sa che a te già bollono le budella. Colgo appena con uno sguardo le fattezze niente male della collega, che si è messa a debita distanza pronta a tirar fuori la schizzapiselli se per caso colui che è stato fermato fosse un criminale pericoloso.
Vuole mostrarmi i suoi documenti e quelli della macchina, che sta guidando?
Dov'è sta cazza de borsa? Sempre quando mi serve non la trovo mai. La pesco sopra uno dei sedili posteriori, semisommersa da un pullover della mia signora.
Consegno all'Officer la mia patente, il documento dell'auto e la mia Carta d'identità. Tutto molto asettico e tranquillizzante. La giovane collega sorride sollevata.
Il Capo staffetta va a fare il controllo via computer dei miei dati e torna dopo un paio di minuti e mi contesta l'infrazione. Inutile protestare: tutto documentato in Germania, tutto estremamente preciso e pulito.
Non c'è mai stato un Gaier in questa tratta, gli rispondo, per cui non ho badato alla velocità; comunque non andavo come un missile.
Nove chilometri di troppo, Herr Iacoponi. E poi avrebbe dovuto guardare sulla destra: avrebbe visto la nostra postazione mobile, der Gaier come lo ha chiamato lei.
Se avessi guardato a destra e non davanti con quel traffico che c'è sempre in questo punto sarei sicuramente andato a sbattere su qualche altra macchina, non trova Officer?
Si può sempre dare un'occhiata veloce.
Vuole avere ragione per forza, Officer?
È lei che ha torto, non io che ho ragione, Herr Iacoponi.
Non gli rispondo, altrimenti finiamo a spintoni.
Guarda di nuovo i miei documenti prima di restituirmeli.
Scusi, Herr Iacoponi, ma questa sulla patente è la foto di suo figlio?
Cominciamo male camadoi, questo sfotte.
No, Officer; quello sono io quarantadue anni or sono. Avevo 38 anni.
Vedo, Herr Iacoponi. Abbastanza somigliante. Ma vedo pure che lei è nato il 9 febbraio 1934.
E allora?
Lei ha ottanta anni.
Qui mi si girano le emorroidi. Scendo con passo elastico, il mio che lo crediate o no, non quello fatto apposta per quel sacripante di un poliziotto.
Cosa vuole insinuare, Officer?
Voglio solo dire che a una certa età...
Stop! Chiuda quella boccaccia prima che io vada fuori dai gangheri, Officer. Quella che lei chiama "una certa età" è un'età che mi permette di pensare, agire, scrivere, dipingere, e rispondere a lei in modo che la pianti di fare discriminazioni avventurate. Mi sono spiegato, Officer?
Io non stavo discriminando, io volevo...
Non me ne fotte un cavolozzo fritto quello che lei voleva o non voleva. Io sono in perfetta salute e i miei riflessi sono ancora eccellenti. Lei piuttosto quanti anni ha, Officer?
Trentadue, Herr Iacoponi, ma non vedo cosa...
Glielo faccio vedere io, Officer. Lei ha trentadue anni e suda sotto il sole come un maiale, io invece sono asciutto e non butto fuori nemmeno una stilla di sudore.
Complimenti, ma non mi sembra che...
Voglio solo farle notare che quando lei avrà la mia età probabilmente si piscerà sulle scarpe. Io invece piscio ancora sui muri, Officer.
La giovane collega comincia a ridere a mezza bocca. Avrà si e no venticinque anni ed è anche carina.
Non vedo proprio la similitudine, Herr Iacoponi.
Volevo dire, Officer, che lei sarà allo stadio M.B.N.Z.P. cioè em be en zet pe.
Ripete lentamente.
E che significa questo acronimo?
Man braucht nur zum pinken.
La giovane collega si allontana ridendo a crepapelle. Lui mi ridà i documenti in fretta e furia.
Le auguro buon viaggio, Herr Iacoponi.
Metto in moto e riparto veloce. Adesso posso permettermi una bella risata. Solo vedergli la faccia valeva la pena di prendere sta multa. Meno male che sono solo e non c'era anche Anna Maria, altrimenti sai quanto mi avrebbe rimproverato. Ma in fin dei conti cosa gli ho detto? Tu finirai con un SSPP, serve solo per pisciare.
E giù una bella risata strappalacrime.

lunedì 21 luglio 2014

NOIA


Noia di un pomeriggio
prematuro di sole,
graffia i muri del mio balcone,

mastica nidi di insetti
sotto la crosta dell'asfalto, si disperde
in rivoli di colore
lungo la corteccia
dei gelsi.

Aspetto l'ombra della notte.


Karlsruhe, 1 aprile 2014

venerdì 18 luglio 2014

ENAS GHERONTAS STEN AKROPOTAMIA *


A Giorgio Saferis

Ma bisogna pensare a come andiamo avanti:
ché sentire non basta.
Ma bisogna pensare dove andiamo,
non come vuole il nostro dolore,

cantavi tu in riva al lungo
fiume che nasce dai grandi laghi chiusi
in fondo all'Africa.

Io qui difronte al mio potamòs
antichissimo padre, tiranno,
divinità non consacrata e mai
sconsacrata, biondo, fuggente e caduco
dai mille volti di giorno e di notte,
mi stordisco e mi inebrio
nel ricordo delle mie stagioni più limpide.

Scorre der Vater Rhein come sangue
umano nelle vene e a me che fisso
senza paura né affanno lontano
per carpire dietro l'ultima ansa
il respiro fuggente della sua vita e della mia
lascia trasalimenti quotidiani
di minuto in minuto più rabbiosi,
pingui di noia per irrisolti quesiti,

a me, viandante irresoluto, cui la stanchezza
le vene aggrava di veleni, aiuta questo fiume grande
a misurare i giorni e la cadenza
delle notti dalle rapide schiume
che bordeggiano a riva e nelle erbe
più nuove si disperdono.

Così, proprio così, mi si disperde in cuore
un flusso di sentimenti che non oso
analizzare, timoroso delle risposte
a ipotizzati quesiti che mai porrò finché
lo sguardo non mi cada sull'ultima
ansa della mia vita.

E allora scorra pur via
lasciandosi dietro
il mesto dondolio
della mia solitudine diventata sabbia
mentre si squamano in pianto
queste sommesse ricordanze.


* Un vecchio sulla riva del fiume

Maximiliansau, 18 luglio 2014



mercoledì 16 luglio 2014

RANDAGIO


Cercando lontano dai lampioni accesi
un sollievo all'insonnia
cammino lungo muri
invasi dalle ombre;

unico suono le mie suole
che scivolano sul selciato
in questo villaggio dove nemmeno
un cane randagio timoroso e in fuga
incontri nella notte,

che da lontano
guata le tue mosse, 
che s'allontana a ogni
passo che fai.

Qui sono io l'unico
randagio di me,
come l'ombra della luna
in cielo.


Maximiliansau, 10 aprile 2014

*


lunedì 14 luglio 2014

IN QUESTO MOMENTO



Foglia caduta al suolo
da cime lontane, 
se ne ode il richiamo
del vuoto appena lasciato,

la traccia ancora
è fresca;

voce congelata appena
sgorgata,
muto

rumor d'un passo 
solo accennato;

vita
inconsumata
nell'assoluta indifferenza umana,

in questo momento
immobile.


Maximiliansau, 11 aprile 2014

*