martedì 6 agosto 2013

ATTESE

ATTESE


Opaco l'occhio
che mi guarda,
un muto
rimprovero nascosto;
ombra sopra
un volto amico,
sofferta;
domanda sillabata
per una risposta
che non c'è.

E quindi silenzio.

Vieni a prendermi, sorella,
ti sto aspettando
qui.

18 commenti:

  1. Ciao Vincenzo!
    Pensiero triste questo....
    :))))

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    1. Sarà l'ora, sarà il caldo, ma da un po' di tempo mi assalgono sti pensieri tristanzuoli...
      Me ne devo fare una ragione.
      :))))

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  2. Non aver fretta di raggiungere la "sorella" per antonomasia, se è LEI quella a cui ti riferisci! Te ne devi ancora vedere bene qui tra noi! :-)

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  3. È la sorella di cui parlava San Francesco d'Assisi nei suoi tempi beati. Non l'ho mai temuta. Da ragazzo frequentavo l'oratorio dei salesiani; ero diventato lupetto e poi esploratore con il cappellone largo cui tenevamo tanto. Il nostro motto era: "Estote parati", che era il motto di San Francesco (un altro) di Sales. Questa non te la saresti aspettata, dì la verità.
    Eravamo sempre preparati e la Sorella non ci faceva paura. La aspetto da allora, senza timori.
    Dai, ammettilo che ti ho sorpresa.

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    1. Avevo capito benissimo che ti stavi riferendo a sora nostra morte corporale.... Mi rimane qualche dubbio che tu non l'abbia mai temuta o che l'aspetti senza timori, perchè ognuno di noi almeno qualche attimo d'angoscia lo prova quando pensa alla morte, ed è una delle ragioni per cui molti atei, arrivati agli ultimi anni della propria vita, si convertono, non si sa mai..... Sull'esser preparati, beh sappiamo bene che cominciamo a morire nel momento stesso in cui nasciamo, ma quel che mi riguarda non voglio soffermarmi a pensarci più di tanto, spero che arrivi a mia insaputa durante il sonno! Ciò non significa che non abbia già predisposto tutto, a cominciare dalla cappella in cimitero al conto bancario cointestato con mio figlio! :-)

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    2. Non temerla significa tenerne conto, significa aver capito che la "sirocchia" è ineluttabile, significa anche cercare di emarginarla e metterla in fuori gioco, significa cercare di esorcizzarla esorcizzandone appunto la paura che mette addosso il pensiero di lei, che a volte diventa ossessivo.
      Tieni comunque presente che quando ero un lupetto -squadriglia delle volpi- avevo 13 anni e vedi tu quanto capisci di morte a quell'età!
      "Estote parati", e io ero sempre pronto a combinare guai.
      Per quanto riguarda le tue predisposizioni me ne guardo bene, perché portano sfiga, e a questa età bisogna guardarsi da certa sfiga.
      Non ho preparato niente, e quando avverrà i miei figli dovranno andarsi a cercare nel mio archivio personale quello di cui avessero bisogno.
      Non hanno mai avuto l'opportunità di farlo con me in vita e già mi faccio quattro risate quattro al pensiero del casino in cui si troveranno dopo. Un modo come un altro di far loro sentire ancora per un po' la mia presenza.
      Un sano "ma vaffanculo, papà" mi darebbe tanta allegria là dove sarò capitato.

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  4. Sorella Morte.
    Degna di ogni rispetto.

    E tu, ovviamente, la tratti con quel pizzico di arroganza e di sfida che mi aspettavo.

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    1. Tra grandi e sani arroganti ci intendiamo bene io e te.

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  5. Vince'!
    E dai, sei il solito sborone...
    ghghghhgh.


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    1. Sborone io? Non mi chiamo mica Schu-schumacher!

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    2. Potevo anche scrivere mucala. Intiende? Bacio! Mari

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    3. Mucala?
      Mucala??
      Mucala???
      È robba che se magna?
      A Mariè, fatte capì!
      Er bacio te lo manno l'isteso!

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    4. Significa smettila!
      Baciooooooooooooooo
      Mari

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    5. Intiendo tam bien: la muco subito....
      :)))
      e me siento sdraiado su tutte quelle oooooooo!
      Ciao!!!

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  6. Nun rompe le palle, e cerca de pensà a scrive cose più allegre.

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    1. A Mariagrà, ma che te devo da fa si me vengheno su solo ste robbe acide dar core! Le vorebbe da scrive ste cose allegre che dichi tu, ma me so scordato come che se fa.

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  7. Visto che non si può parlare di quando arriva, almeno parliamone mentre si aspetta! :)

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