venerdì 10 gennaio 2014

FIGLI E FIGLIASTRI

L'argomento mi affascina, lo ammetto, anche se a livello personale sono immune da questo peccato parecchio diffuso: la preferenza tra due o più figli.
"Io ho due occhi, diceva mia madre, e uguale è l'importanza che hanno. Per me tu e tuo fratello siete come i miei due occhi". Belle parole, di sicuro. In effetti era una partigiana di razza: prima tutta per mio fratello già ventenne e io marmocchio le davo a volte fastidio; alla fine per lei contavo solamente io e il mio fratellone ci soffriva.
Conosco famiglie dove il fenomeno è esasperato al massimo: c'è un figlio/a prediletto/a cui tutto è permesso e l'altro/a è solo un figlio/a e basta.
A casa nostra funziona abbastanza equamente dato che abbiamo un perfetto pareggio, due femmine e due maschi, anche se per mia moglie Alessandro è il cocco e lui ci gongola. Ma gli altri non sono barboni, vengono a ruota tutti insieme.
Io non ho preferenze anche se la Stefi mi fa venire quasi sempre l'orticaria. Ma è parecchio colpa sua. Mai una volta, sollevando il telefono alla sua chiamata giornaliera, che io mi senta dire "ciao papà, come stai?". Mai, mai, mai. Sempre un "c'è la mamma?". Questo mi fa imbufalire, ma i suoi problemi sono anche i miei. Figlia è figlia, immer, toujours, siempre.
Io vorrei un mondo di figli che venissero da me a discuterli sti problemi, a cercare un consiglio, un parere, oppure -anzi, meglio, solamente- la mia opinione. Invece a parte Chicco corrono tutti dalla chioccia a farsi spidocchiare.
Avrei voluto quattro femmine, come un mio amico comunista. Adesso che non è più in gran salute le ha tutte intorno che si danno il cambio per essergli utili. Beato lui.
A me le due ragazze giovanissime facevano a gara per portarmi la colazione la mattina della domenica. A me bastava e loro si allenavano a far le mogli.
Una volta Monica, la mia primogenita, mi ha chiesto, non ricordo più in quale contesto, se non avessi mai preferito quattro maschi. Le risposi di gran carriera: "No, per l'amor di Dio! Casomai quattro femmine".
Adesso che il traguardo finale non è più così lontano comincio a credere che avrei avuto bisogno di quattro uomini. "E tutti della stessa altezza a livello del mare" ho detto a Federico. "E perché poi?" mi ha chiesto Alessandro. "Per portare a spalla la mia bara. Mi sarebbe piaciuto".
Ho visto facce strane. Che roba! Nessuno vuole parlare della propria morte. Tutti si mettono due dita dentro il colletto della camicia come Don Abbondio in avvicinamento ai Bravi e fanno finta di niente. A me invece non fa nessun effetto, anzi un giorno ci scriverò un post. Prossimamente su questo schermo.


20 commenti:

  1. Ne parli scherzosamente perchè non la senti poi così vicina, avendo saltato il fosso qualche mese fa! Allora non mi sembravi così spiritoso.... :-)

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    1. Spiritoso certamente no, e come potevo? Ma ero assolutamente determinato a farla finita prima che quel delinquente mi ammazzasse come voleva e quando voleva lui.

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    2. Dicevo che adesso fai lo spiritoso, allora non di certo! :-)

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    3. Infatti non facevo lo spiritoso. Dico la verità: quando ho immaginato che per me stesse arrivando la fine ho sofferto le pene dell'inferno perché mi dispiaceva andare. Poi mi sono detto che tanto valeva pensare in fretta al modo di uscire da quella situazione nel modo migliore ed è stato allora che ho deciso il mio piano. Lo rifarei.

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    4. Se per quello anch'io, quando ho temuto di perdere la vista, prima che mi operassero con il laser agli occhi, ho guardato dal balcone, vivendo al terzo piano, dove era meglio buttarmi in caso di futura cecità! :-)

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    5. È diverso tra perdere la vista e perdere la vita, c'è una esse in meno.
      Hai pensato di buttarti, io ho programmato nel dettaglio, facendo un sopralluogo mattutino....

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  2. Per loro è macabra, come battuta, a meno che tu non rimedi e dica " Perfetto, due figlie per vestirmi e due figli per portarmi a spalla assieme ai generi.
    Cristiana

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    1. I miei figli mi conoscono, Cristiana, e sanno che io scherzerò finché avrò fiato. Ho detto loro cose ancora più macabre, ci devono aver fatta la pelle dura. In parte voglio che comincino a pensare ad una loro vita senza più genitori, scherzando.
      Non ce le vedo proprio le mie due figlie vestirmi. Te lo immagini Stefania che mi mette la camicia e l'abbottona..., a un morto......oddio non ce la vedo proprio.

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    2. Ovviamente scherzavo anch'io.
      Sai che è anche un mio problema quello di cercare di preparare mia figlia e le mie nipoti a vivere senza di me? Non ne vogliono sentir parlare, forse mancano di spirito.
      Cristiana

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    3. Non mancano di spirito, ti vogliono molto bene e non vogliono credere che un giorno la dovrai abbandonare in questa valle di lacrime.
      Ma tu insisti, fa come me....

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  3. Chi ha paura della propria morte, morirà male.
    Chi parla della propria morte, chi la considera come evento naturale e normale, morirà in modo assolutamente sereno.

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    1. Perfetto Euri! Siamo sintonizzati sulla stessa lunghezza d'onda. La morte è il compimento di un processo di vita, che si esaurisce. Poi ci sono i credenti che sostengono che la morte di questo corpo terreneo sia lnizio di un'altra vita, più duratura, forse anche eterna.
      Vorrei tanto crederci ma mi riesce difficile. Mi basta -per ora, ché tutto potrebbe cambiare in un paio di anni- pensare che aspetterò serenamente quel momento senza tanto frignare, perché non servirebbe a nulla e mi degraderebbe.

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  4. ma tu devi parlare sempre di morte???..sei eterno lo sai?...se qualcuno ha qualche dubbio dico che lo sei sicuramente nei miei pensieri
    Che dire..a me sarebbe piaciuto avere due femmine..invece il mio primogenito è maschio
    La sua vivacità mi ha fatto rinviare di parecchi anni la decisione di dargli un fratello..o una sorella..se nasceva una sua copia non ce la potevo fare
    Invece è nata una femmina...buonissima..bellissima e oggi dico che va bene così..due figli uno l'opposto dell'altro...non mi annoio insomma!
    Buon fine settimana Enzo...;)


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    1. Sì, comincio a credere di essere eterno: se questo significa vivere nelle menti altrui sono certo che in diverse menti continuerò a vivere a lungo. Ma per me non è un problema.
      Coi figli non ci si annoia mai, cara Alessandra. Il guaio è...che ti impediscono di leggere un libro in santa pace. :-)
      Buona lettura, comunque.

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  5. E' bene parlarne, sono d'accordo. Mia figlia sta facendo le prime domande che sono incredibilmente ironiche. Intanto, dopo la mia morte, chiede in eredità i reggiseni!! Deve ancora scoprire cos'è che conta, a quanto pare. :)

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    1. Io penso invece che tua figlia lo abbia già capito.:-))
      Ben tornata eSSe.

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  6. Mio padre 80 anni. E' sempre stato ai miei occhi parecchio distaccato dalle mie problematiche giovanili. Puoi quindi ben immaginare come è..."cresciuto" il rapporto padre-figlio. Soltanto da non più di un lustro, ho scoperto che il :" ...è mamma dov'è?..." lo infastidiva non poco.
    Adesso cerco con tutte le mie forze di non farlo sentire una "seconda scelta".
    Faccio tesoro di questa mia esperienza con i miei figli, cerco in tutti modi di rapportarmi con loro da vecchio amico. A volte ci riesco, spesso no.
    Mi impegno al massimo cosciente che il mestiere di genitore è veramente proibitivo, non essendoci una scuola per "bravi genitori".

    E' sempre un piacere Vincenzo affrontare qui da te queste tamatiche vitali.

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    1. Un piacere per me leggerti "anche" qui in altri contesti. Purtroppo noi maschi scopriamo troppo tardi -parlo per mia esperienza- di non aver saputo passare a nostro padre la testimonianza dell'amore che abbiamo o avevamo per lui. Il tuo è in vita e tu hai tempo; io l'ho scoperto dopo che era morto e non me lo sono mai perdonato.
      Non esiste una scuola per padri, ma dura gavetta. Però non esiste nemmeno una scuola per madri, eppure loro ci azzeccano sempre. Siamo noi un po' indietro o che?

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  7. Pa' ascolta, ho un problema... =D

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    1. Tira fuori sto problema che celo grattiamo insieme. :=D

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