sabato 20 settembre 2014

CHI ERA PER ACHILLE ALZI UNA MANO

Che gliela stacco a morsi.
Io, tanto per essere chiari, ero bartaliano, anche se convinto che Fausto Coppi gli fosse superiore. Ma quei due erano gambe e polmoni e un cuore, che sotto il massimo sforzo sull'Izoard arrivava a 65 pulsazioni al minuto, visto che normalmente non raggiungeva le 34. 
Diversa la storia di Ettore e Achille, eroi dei nostri sogni e dei nostri libri. Tutti i bartaliani erano naturalmente per Ettore, ma anche qualche coppiano non se la sentiva di fare il tifo per il pelide Achille, che oltre all'ira funesta sembra che fosse pure gay tutto sommato. Eh sì, d'accordo, il gran casino lo fa perché gli fottono la schiava Briseide per darla ad Agamennone. Sembra che poi Briseide se ne lamentasse con gli dei, perché il re di Micene puzzava come una capra, mica come Achille tutto profumato e unto di oli odorosi. Va bene, ma allora non era gay? Briseide era femmina. Sì, però lui aveva la funzione doppia, in fin dei conti era figlio di una dea, mica di una qualsiasi donna. E poi vinceva con tutti per via del bagnetto che sua madre gli aveva fatto fare nello Stige, rendendolo inattaccabile, almeno fino a quando quel furbacchione di Paride gli trafisse il calcagno. E tutti a chiedersi: fu un tiro mirato con estrema abilità oppure un colpo di culo?
Vabbè, chi se ne frega. Achille se ne resta in tenda finché Ettore non gli massacra il suo amichetto del cuore Patroclo, che si era messo le sue armi per far fuggire i troiani, ma Apollo, che era un gran figlio di Troia e per questo portava per i troiani, gli diede un gran cazzotto sull'armatura facendogli cadere l'elmo e rivelando a tutti, ma soprattutto a Ettore che messa in scena aveva progettato col suo amico. Ettore lo accoppa ed Achille si fa venire un'altra ira funesta e tutti sapete come andò a finire.
Da quella volta sono tanti, tantissimi gli Achille della storia e della cronaca, anche i Patroclo, uh mamma mia! Qui in Italia è pieno, non solo di travestiti, intendo dire, ma di gente che si camuffa in vari modi per non rivelare la propria vera natura. In genere gli va bene finché un procuratore avveduto (o meno venduto di altri, o meglio comperato  e pagato dall'altra banda) non gli fa mettere le manette e lo spedisce al gabbio.
Eppure siamo rimasti un po' tutti come noialtri ai tempi della scuola: ci si divide subito in tifosi di Ettore (a parole la maggior parte) e in partigiani di Achille.
L'impressione che ho è che anche gli ettoriani siano in fondo dei Patroclo travestiti, insomma che tanti, tantissimi, quasi tutti vorrebbero trovarsi per un po' di tempo -basta un paio di anni, amici miei- al posto del pelide Achille e fare i porci comodi loro, godendo di una qualche immunità, magari tenuti non per un calcagno ma per la pelle dei coglioni e chi se ne frega se poi qualcuno -un giudice, un capitano della Guardia di finanza- gli ci dà sopra un bel calcione. 
Allora siete ancora per Achille? Ritirate la manina, amici cari: mala tempora currunt, almeno sulla carta, cioè almeno ci stanno facendo vedere questo enorme fervore punitivo per farci venire le palline bianche davanti agli occhi. Mamma mia, ne arrestano uno al giorno e i telegiornali ne sono pieni. 
Come diceva il principe Salina nel Gattopardo: cambiare tutto per lasciare tutto come prima. In questo noi italiani siamo maestri, vero Matteo?


***

29 commenti:

  1. Bartaliano, ettoriano,
    salvata la mano,
    non salvo il resto,
    sommerso di merda,
    ogni giorno vieppiù.
    Questo ti devo
    e questo ti dò,
    amaro commento
    a un giusto sfottò.
    Statti buono
    e buon sabato.

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    1. Mi basta sapere la comune appartenenza: bartaliano ed ettoriano, vuoi mettere.
      Siano tutti sommersi da un'imponente ondata di merda, micione. Conviene cominciare a nuotare veloci, perché l'onda è alta e non si può resistere sul posto, ti spazzerebbe via.
      Buon fine settimana, micione.

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  2. Ti dirò che ai tempi della lettura scolastica dell'Iliade io stavo per Ettore, perché non mi sono mai piaciuti gli invasori, di nessun tipo (e non aggiungo altro, perché il Pensiero Unico lo proibisce). Ma in effetti proprio la storia con Patroclo mi fa rivedere tutto in una diversa luce: Ettore comune padre di famiglia, e Achille vero Eroe semiangelico... Su Coppi a Bartali non so: troppo giovane. Ma conoscendo il mio carattere bastiancontrario, davanti all'obbligo di schierarmi per l'uno o per l'altro sono sicuro che sarei andato a scovare un terzo incomodo, magari straniero. E poi la mia zona aveva già dato con uno probabilmente più forte di tutti e due messi assieme: sono nato nel paese del mitico Alfredo Binda! :)

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  3. Guarda che allora la storia di Achille e Patroclo veniva soffusamente offuscata: eravamo nella prima repubblica, quella in cui i caporioni democristiani andavano ogni mattina in chiesa e si consigliavano con vescovi e cardinali per ogni minchiata. Vatikalia.
    Su Coppi e Bartali avresti al massimo potuto schierare con Fiorenzo Magni. Nessuno lo dice, ma Fiorenzo vince ben tre giri d'Italia contro quei due, da solo. Conoscendoti, sarebbe stato il tuo idolo.
    Faccio un distinguo di fronte alla tua affermazione che Binda fosse il più grande di tutti. OK! Vinse tre mondiali e quattro giri d'Italia, se non ricordo male, e un sacco di altre corse, ma contro un Costante Girardengo ormai alla fine della carriera. Non vinse mai il tour, cui prese parte solo una volta. Bartali e Coppi lo vinsero due volte e Coppi fece la doppietta Giro Tour nel '49 e nel '52. Non era riuscita mai a nessuno.
    Da bartaliano convinto, Coppi era un immenso. Un'altra cosa devi tener presente: loro furono fregati dalla guerra, che li fermò dal 1940 al 1945. Quanti Giri avrebbe vinto Bartali, quanti Tour se non ci fosse stata quell'interruzione? E quanti il ventenne Coppi? Tieni poi presente che Coppi ogni volta che cadeva si rompeva un osso, perché da piccolo assai poco e male aveva mangiato.
    Tutto questo per dirti che non Binda, non Mercks -figlio del benessere- ma Coppi secondo me è il più grande. Da bartaliano convinto lo affermo.

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  4. Io ho sempre preferito Ulisse.
    Almeno fino all'Achille targato Brad Pitt.
    E' lì cascai in adorazione.
    Poi Ettore è un eroe troppo positivo. Ma che gusto c'è a preferirlo.
    Sono più interessanti le luci accompagnate alle ombre.
    PS: Coppi era quello della Dama Bianca?
    Allora sarei stata sicuramente tifosa di Coppi.
    Per il resto io da bambina finii sulla bicicletta di Gimondi.
    Con lui a fianco.

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    1. Ah sorellona, sorellona! Innamorarsi di quell'imbroglione da quattro soldi, da quel prestigiatore di cavalli...questo è grave!
      :))
      Eravamo Ettoriani NON PERCHÉ fosse un eroe positivo, ma perché era un eroe fornito di sola forza umana che doveva soccombere contro un frocetto protetto da quelle due prostitute di alto bordo di Athena e Hera, Minerva e Giunone per i non credenti. Arriva bello bello col suo calcagnetto non protetto, ma solo quello, nel combattimento sbaglia il colpo con la lancia ma Athena gli riporta la lancia e poi fa la porcata di legare Ettore morto al carro e fare tre volte il giro della mura di troia come Gennaro 'a schifezza, con la svastica tatuata sul groppone.
      Innamorarsi di Brad Pitt e del suo Achille? Proprio vedendo uno spezzone di quell'improponibile americanata mi è venuto in mente questo post. Quando il cinema americano mette il naso nei poemi omerici succede questo vergognoso casino. Naturalmente non si poteva far capire che Brad Pitt fosse ricchione.
      Sì, Coppi era quello della Dama Bianca. Il primo sportivo che ha avuto il coraggio di esporsi al pubblico con la sua nuova donna, sposata con un altro. Coppi è morto nel gennaio del 1960, pensa tu come doveva essere allora la nostra povera Italia. Vatikalia.
      Sei stata sulla bici di Gimondi, con lui accanto. Ero naturalmente Gimondiano a prescindere, soprattutto quando è arrivato Il Cannibale, Eddy Mercks.
      Ti perdono tutto perché ti voglio troppo bene, sorella maggiore della sorellina di Maria.

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    2. Vedi Enzo, Xavier in basso ha dato una spiegazione ben più completa della figura di Achille e di Ettore.
      Soprattutto non lo ha paragonato a sbruffoni matricolati che appaiono sui nostri schermi da più di vent'anni. E poi scusa, non vedo cosa dovresti perdonarmi. Che ci piaccia o meno un personaggio è dato soprattutto da valutazioni soggettive oltre che oggettive. Per cui, mi spiace ma resto della mia idea. Per quel che riguarda Ettore, dietro la maschera di una padre e marito modello, si nascondeva un uomo che accecato dalla rabbia uccise in maniera barbara, un giovane che lottava per la sua patria e per i suoi compagni. Poi perdonami, Ettore ce lo hanno sempre mostrato come EROE POSITIVO. E tale è rimasto nei secula seculorum. Io l'ho dovuto studiare in greco il poema. E il mio professore ci propinava, naturalemente, la traduzione di Vincenzo Monti. Siamo nell'ottocento italiano, un periodo in cui ogni tutti i poeti e gli scrittori cercavano di mettere in evidenza gli eroi del passato per incendiare gli animi dei giovani del tempo, in modo da convicerli, con quegli esempi a lottare per la propria patria. Questo era Ettore secondo la traduzione di Monti. Nonostante questo, io giovane fanciulla 15enne, vidi in lui quello che era in realtà. Un "eroe" che uccide un nemico disarmato. Che lo insulta, lo irride e lo ferisce a morte con un aiuto superiore, ovvero di un dio. E Patroclo stesso, in fin di vita, gli grida che non è lui ad ucciderlo ma chi è dietro di lui, Apollo e Giove. Ben miserrima vittoria è questa.
      Vincere così è non vincere affatto. Ettore meritò la morte per mano di Achille.
      Per quel che riguarda invece il film, un assurdo polpettone americano,te ne do atto. Brad Pitt e Orlando Bloom (Paride) lo illuminano. Eric Bana (Ettore) invece, da le giuste ombre a questo personaggio sopravvalutato.Poi l'assurdità di questi rimescolii di oltreoceano li conosciamo e li prendiamo per quelli che sono.
      Infine, caro Enzo, non toccarmi Odisseo il magnifico. Che proprio per le sue debolezze, comuni a tutti gli uomini, resta il più grande dei personaggi raccontati da Omero.
      Anche ti voglio bene lo stesso, pur non essendo affatto d'accordo con te, stavolta.

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    3. Cominciamo dalla fine, dalla fine della mia risposta intendevo dire.
      Ti perdono è un modo di dire, quando due persone non sono d'accordo su un argomento non di esiziale valore, come questo: una dice all'altra "vabbè, non siamo d'accordo ma ti perdono, e ti voglio bene". Niente da perdonare certo, ma solo un modo di dire, magari romano.
      Per quel che riguarda lo sport quello è tifo e ti garantisco che ai tempi di Bartali e Coppi l'Italia era divisa in due e la politica non c'entrava niente. Io ero per Bartali, ma riconosco che Coppi era un fenomeno, colui che ha inventato il ciclismo moderno.
      Per quel che riguarda Omero, che anche io ho studiato in greco -a proposito chi aiuta Ettore ad ammazzare Patroclo sono Apollo e Zeus. Giove non era ancora nato, lo inventarono i latini, ma non te la prendere è detto con estrema bonarietà- devo ammettere che questo Achille invincibile mi stava sulle palle e non solo a me, ma alla maggioranza della classe. Ho letto la difesa che ne fa Xavier ma non mi lascio coinvolgere. Tutto vero: difendeva Criseide e Briseide dall'arrembaggio di Agamennone, che nella storia ci fa la figura del mafioso. Si incazza perché Ettore gli ha massacrato l'amichetto del cuore, rirorna al combattimento -che è una questione privata, giusto- ammazza Ettore con l'aiuto di Athena e di Hera, mentre Afrodite, amica dei troiani, se la squaglia (e Apollo dov'era?) e lo trascina intorno alle mura. Una porcheria, anche se in quei tempi di porcherie se ne facevano tante. Poi accetta i doni di Priamo e restituisce il cadavere di Ettore. Io non ho fatto la difesa di Ettore in quanto eroe positivo, ma solo perché era l'antagonista dell'antipaticissimo Achille.
      E adesso chiudo con Odisseo. Se hai studiato greco conosci la questione omerica e tutte le supposizioni dal Vico in poi sulla vera natura di Omero. Che fossero un popolo di omeridi, cioè di poeti da strada forse è vero. Certo è che il poeta che raccoglie ed aggiusta i canti dell'Iliade non è lo stesso che narra le avventure di Odisseo, ben altro poeta, ben altro spessore. Comunque quel personaggio non l'ho mai amato. Troppo furbo, vedi la storia con Polifemo, come raggira quel povero gonzo. Guarda soprattutto alla truffa con cui si appropria delle armi di Achille dopo la sua morte, sottraendole a quello che era il miglior eroe greco a Troia dopo Achille, cioè Aiace Telamonio, che per questo sopruso si uccide. Anche per questo mi stava antipatico, perché io ammiravo tra tutti Aiace Telamonio, un combattente senza se e senza ma, che andava al sodo, faceva il suo lavoro e non rompeva le palle.
      Concordo sul polpettone americano. Li fanno solo così, non sarebbero capaci di farli diversamente.
      Allora, sorella grande della sorellina di Maria, chiarito?
      Naturalmente tutto il rispetto per i gusti tuoi, mi guardo bene dal discriminare, dico solo quello che piace a me e quello che non mi piace.
      Ciao. Baci, baci, baci.

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    4. Visto che ti piacciono i cavilli rispondo: è vero ho scritto Giove; ma chiaramente intendevo Zeus. Divinità greca, padre di tutti gli dei dell'Olimpo.
      Me ne dovrò ricordare da oggi in poi, quando verrò nel tuo blog.
      Prima che mi prenda delle bacchettate sulle mani come si fa a scuola.
      Visto la mia totale ignoranza.
      Poi, conosco bene la teoria di Vico. Che appunto è una TEORIA.
      Riteneva che l'intera ILIADE non fosse opera di un solo autore ma di una summa di valenti poeti che nel corso del tempo l'avevano ampliata e completata così come poi è arrivata a noi. Personaggio strano il G.B. Vico, attaccato più al passato che al suo tempo.
      Vedi leggendo la tua arringa su Achille, resto sempre di più ancorata all'idea che in realtà i personaggi storici o mitologici, che ci hanno appassionato nel corso degli anni li abbiamo amati per quello che fin dall'inizio ci è piaciuto di loro. Insomma la prima impressione. Che poi nel tempo avremmo avuto anche la possibilità di cambiare idea, approfondendo; ma difficilmente quel primo flash sarà potuto cadere.
      Anche la tua frase "antipaticissimo Achille" e invincibile mi ha fatto sorridere. Invincibile eppure preso per un tallone, tanto che fino ad oggi rimane luogo comune dire "tallone d'Achille" per indicare le debolezze di una persona.
      Che stava combattendo una guerra non sua e fu ucciso per vendicare l'amore della sua vita. Passione e amore. Impossibile per me identificarlo come antipatico.
      Tornando all'ODISSEA, che secondo la TEORIA di cui sopra, era al di sotto del primo poema.
      Continuo a non essere d'accordo. Per prima cosa l'ho sempre trovata divertente, intelligente, e appassionante. Molto di più di quella "palla" dell'Iliade. Del resto io non sono una fine letterata, nè un poeta.
      E leggo solo per passione. Per cui Odisseo Sì lui, nonostante gli inganni e i raggiri, resta un personaggio per cui vale davvero la pena di scriverci sopra un poema epico.
      Che i personaggi migliori a mio parere sono quelli pieni di difetti e di debolezze come noi.
      Che i "perfettini"alla Ettore nella vita, amico mio, non esistono.
      Invece ci siamo noi, a volte bugiardi, a volte ingannatori, a volte deboli, a volte incerti, a volte difettati, a volte con un cuore e un coraggio che ti arriva quando meno te lo aspetti.
      Già.

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    5. Mamma che ho fatto? Io non bacchetto nessuno, Mariella. È frutto di una stortura antica. Noi venivamo bacchettati con dei due sulla pagella se nelle ore di greco ci fosse scappato un Giove e non un Zeus, un Marte e non un Ares, una Venere e non una Afrodite, un Vulcano e non un Efesto.
      Mi è rimasta, ma va bene così e poi tu non sei un'ignorante, non fare la modesta.
      Vero quello che dici sulla prima impressione, ma dimentichi ancora che io al quarto ginnasio avevo 14 anni, era cioè il 1948. Eravamo appena usciti da una guerra maledetta, guidati da presuntuosi, ignoranti e vanagloriosi, con il mito dell'eroe invincibile. Noi vedevamo in Achille il prototipo del nazista. Oggi è tutta un'altra cosa, ma io allora stavo al ginnasio, non adesso.
      La questione omerica non era solamente GB Vico, non ne potevamo più. Masaracchia ci ammazzava di nozioni e di nomi di studiosi. Le mie notti erano popolate da Jakobson e da Wilamowitz, non parlavamo d'altro.
      Per quel che concerne l'Odissea, ho già detto che la ritengo migliore di quel polpettone dell'Iliade e lo confermo qui.
      Poesia diversa, vera, ma Odisseo mi fu immediatamente antipatico, a pelle. Lo resta tuttora, basta che pensi a Matteo Renzi.
      Ettore era un padre affettuoso e un buon marito e figlio, anche un buon fratello perché non sgozzò quel porcaccione di Paride e non buttò fuori a calci la bella Elena.
      Ma non era perfetto: dimentichi il fugone intorno alle mura inseguito da Achille. Un vigliacco, questo non lo avete detto né tu né Xavier, lo dico io, che ero Ettoriano.
      Noi siamo effettivamente tutto quello che hai detto tu: bugiardi, ingannatori, deboli, incerti, difettati, traditori, vifliacchi e magari coraggiosi quando meno te lo aspetti.
      Non ti pare una cosa bellissima?
      Viene tranquilla nel mio blog, non ti lesserai la punta delle dita, sorellona.
      Ciao. Baci.

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    6. Ma figurati Enzo, se mi preoccupo di venire da te.
      Scherzavo, chiaro.
      Bellissimo confronto, grazie.

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    7. Certo un bellissimo confronto. Ho stanato il tuo senso critico. Volevo proprio vedere come diventavi quando ti si toccava su un punto debole, mai immaginando che fosse il tallone di Achille. Ebbene ci fai la figura di una persona molto umana e molto sincera, come piace a me. Complimenti sorellona.
      Baci

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  5. Non posso parlare di sport perchè non conosco la storia Coppi-Bartali, per me è triassico, però vorrei spiegare meglio la querelle Achille (che con Odisseo è in assoluto il mio personaggio preferito delle opere omeriche): basta laggere la versione tradotta in latino per capire un pò meglio come andarono le cose (eh sì, in italiano hanno un pò pasticciato e omesso ma si sa, l'hanno tradotta nel medioevo in volgare... non erano di mente molto aperta!).
    Achille stava proteggendo non una ma due schiave, Briseide e Criseide, da Agamennone che tutto aveva in mente fuorchè creare una buona strategia contro i Troiani (e qui ci si chiede perchè non avesse ceduto il comando al fratello Menelao) ma la prima gli venne portata via con l'inganno e la seconda con la forza (Agamennone in questo era un ottimo politico: o fai come ti dico io o fai come ti dico io). Giustamente Achille si arrabbia un pò e se ne sta in tenda con Patroclo (che non era l'amichetto ma il suo compagno, l'amichetto si ha alla scuola materna), finchè Patrocolo decide di andare in battaglia per aiutare i compagni che continuano a morire.
    Poi ci si mette la sfortuna, Ettore uccide Patroclo e aveva fatto scempio del suo corpo: quando gli Achei riescono a riportare quel che rimane della salma ad Achille, questi si incazza come una bestia e chiede alla madre Teti una nuova armatura: a quel punto la questione non era Achei contro Troiani ma Achille contro Ettore (e nella versione latina si mormora che a Ettore, benchè sposato con Andromaca, non disdegnasse Patroclo e al suo rifiuto lo uccise).
    Ettore viene ucciso in un epico duello, sappiamo tutti che giustamente Achille gli restituì lo stesso trattamento che lui aveva riservato a Patroclo e poi cede la salma a Priamo che lascia Ilio per recarsi all'accampamento.
    Ma questa è un'altra storia!
    Un abbraccio
    Xavier

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    1. Caro Xavier. Se non ti vuoi esprimere sul triassico Bartali-Coppi, sai però ben esprimerti sulla nostra piccola questione omerica. Innanzi tutto se io dico che Patroclo fosse l'amichetto di Achille non significa che io abbia qualcosa contro gli omosessuali: si può dire anche così quando non si ha intenzione di castigare un costume o dileggiare qualcuno. Per me possono tranquillamente esistere tutti, anche gli etero -o ex etero- come me. Le scelte di un compagno o di una compagna sono assolutamente individuali e motivate da sentimenti, e questo le sdogana da ogni remora.
      Tu dici che Patroclo decide di andare in battaglia per aiutare i greci che continuavano a morire. Non credo. Penso piuttosto che lo facesse per raccogliere un po' di gloria. Ma si traveste. Indossa le armi di Achille perché i nemici scappino terrorizzati. Anche Ettore si ritrae, mi pare. A proposito tu sei infinitamente più giovane di me. Io vado a memoria tu pure, ma i tuoi ricordi sono freschissimi i miei si perdono nella nebbia. Credo che anche Ettore si ritragga perché non aveva nessuna voglia di crepare. Ma qui interviene Apollo, che sapeva del trucco e spacca la corazza di Patroclo con un pugno, mi pare. Ne esce fuori un ragazzo e non il pelide, terrore dei Troiani. Che Ettore lo ammazzi sembra anche a me una viltà, bastava che gli desse un paio di sberle e lo mandasse indietro pesto e sanguinante. Ma lui si accanisce e Patroclo, morendo, gli preannuncia la sua fine, che sarà la stessa.
      Ma Achille ci fa per questo una bella figura? Non gli bastava di essere un semidio? Non gli bastava la quasi totale protezione da ferite mortali e non mortali? Doveva per forza fare ad Ettore lo scempio che ne fa? E poi c'è, sempre se non erro, l'intervento di Zeus che manda a dire da Teti a suo figlio di restituire il cadavere di Ettore a Priamo, cosa che Achille fa, ma dietro pagamento di un lauto riscatto.
      Ho preso la maturità nel 1952 e sono stato uno degli allievi prediletti di Agostino Masaracchia, il massimo grecista ancora vivente, anche lui allievo prediletto di Gennaro Perrotta. Nomi che a te non diranno nulla, ma che allora erano miti. Dal 1952 non ho più preso in mano un testo omerico o di Sofocle o di Saffo, ma ero così ben preparato che penso che mi basterebbe un mese di ripasso per affrontare l'esame di maturità.
      Questo post non l'ho scritto per fare il saccente e il presuntuoso, ma solo dopo aver visto alcune scene di quella porcata che è stato il film su Achille con Brad Pitt. Con tutto il rispetto per le donne che quando vedono Brad Pitt vanno (tutte) in brodo di giuggiole, dirò che lui è bello, bravo anzi bravissimo, ma non è Achille e soprattutto non è greco antico, ma americano.
      Ciao Xavier e grazie per aver partecipato a questa nostra piccola discussione letteraria.
      Un grande abbraccio.

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    2. Grande Xavier, certo, ma grande anche tu. Grandi noi!!!

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    3. Lo so che non hai pregiudizi contro gli omosessuali e non sei saccente, anzi è un piacere confrontarsi e discutere con te e potresti sostenere tanti esami di maturità prendendo ancora il massimo dei voti perchè quando andavi a scuola tu si insegnava sul serio, adesso chi come me vuole imparare deve andare avanti da solo.
      Achille non amava essere un semidio, anzi il rapporto con la madre lo "recuperò" soltanto in guerra e soprattutto quando Patroclo venne ucciso.
      Ettore si ritrasse? No, non ne aveva intenzione ma l'aiuto di Apollo era inatteso.
      Che poi Achille abbia voluto vendicarsi su di lui è lecito, si tratta di una giusta vendetta: ricordiamoci che gli uomini di allora avevano un senso della giustizia più "crudo" del nostro.
      Ti consiglio di leggere questo libro che parla della resistuzione del corpo di Ettore a Priamo, si intitola Io sono Achille ed è molto interessante.
      E comunque viva anche Odisseo, senza di lui Agamennone non avrebbe mai vinto la guerra!
      Un abbraccio

      p.s.: per quanto riguarda Troy, non l'ho visto, trovo Brad Pitt insipido e non guarderei mai un film dove passa un aereo sopra la testa di Achille! (mia madre me l'ha raccontato, era allibita).
      Per Bartali e Coppi, il nonno ha detto che se non mi documento su chi sono non mi rivolgerà più la parola!

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    4. ahahah io l'aereo mica me lo ricordo!!!

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    5. Ho visto dei pezzetti e mi sono perso l'aereo. Ma che ci vuoi fare? Questo documenta la bravura del regista. In compenso ricordo un film sull'antica Roma, dove un legionario portava al polso un bel cronometro. Un precursore dei tempi.
      Non voglio fare il presuntuoso, ma l'esame di maturità lo potrei OGGI sostenere senza farmi venire i sudori freddi e senza fare le nottate in comune (in sei nel giardino della casa di Dino Andervolti, aspettando le sei del mattino quando la sorella -una venticinquenne alla Silvana Mangano- si alzava e si stiracchiava senza niente addosso. Stava dentro la stanza ma noi avevamo 300 diottrie per occhio) Ci abbiamo ripetuto tutto i programmi dall'Italiano alla matematica. Ricordati che l'esame allora era su tutte le materie -con tutti gli scritti- e su tutti i cinque anni del ginnasio-liceo, non come oggi.
      Achille ha fatto bene dal suo punto di vista e Ettore sapeva quello cui andava incontro ammazzando Patroclo. Non conosco la versione latina, ma non so se anche Ettore fosse interessato all'amicizia con Patroclo, che mi sembra obiettivamente nuova. Ma a quei tempi l'omosessualità non era proibita, anzi sponsorizzata da celeberrimi esempi: Aristotele, Platone, Tucidite, Saffo, Alceo avevano tutti il cinedo, il ragazzetto, che si portavano nel lettone e se lo sbaciucchiavano. Saffo naturalmente aveva le sue amanti, per le quali ha scritto poesie d'amore insuperate. Penso che fosse una moda per gli uomini. Per le donne, a parte Saffo, non mi sovvengono esempi validi.
      Cercherò di procurarmi il libro di cui parli, lo faccio acquistare da mia figlia. Poi ne parliamo.
      Un vigoroso abbraccio a tuo nonno, che immagino sia della mia generazione. Generazione reduce dalla guerra, generazione benedetta.
      Ciao Xavier, sei in forma splendida.

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  6. Risposte
    1. Un passo e un saluto assai gradito Riccardì. Mi stavo appunto chiedendo dov'eri.
      Ciao :))

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    2. ci sono, ci sono, passo e leggo ;-)

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    3. Bene, questo mi tranquillizza.
      Abbraccio.

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  7. Vincenzo, che bello ciò che ci hai raccontato e che meraviglia assistere a cotanta lezione culturale. Ringrazio te, Mariella e Xavier.
    Mai mi sono divertita come ora leggendovi. Se in tutti i blog ci fossero tali intelligenti confronti...penso che mi perderei...
    Ti abbraccio carissimo, smack! 💋

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    1. Hai visto sorellina di Maria quanto la sorellona se l'è presa per una questione achillea? Sono cose che fanno piacere. A qualcuno potrà sembrare tempo perso, la cultura per certa gente è un orpello, ma per me accapigliarsi per un verso di Omero o una poesia di Orazio è una cosa infinitamente più produttiva ed esaltante che prendersi per i capelli -o peggio- per quello scemo di matteo renzi, o per una squadra di calcio.
      Mi sono divertito un sacco e sono contento di averla avuta io questa idea di fare un post su Achille.
      Hai visto Xavier come è al corrente di tutto? E ce la facevi tua sorella così "strutta" (non è una parolaccia, ma la crasi in romanesco di istruita).
      Benissimo sorellina, adesso sai dove devi andare quando hai il morale basso. Noi ti aspettiamo.
      Baci baci baci

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  8. Conosco mia sorella da...una vita.
    La scoperta siete tu e Xavier, bravi, bravi, bravi. 😉

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  9. Anch'io tifavo Ettore!
    (Anche se era uno dei figli di Troja, vabbeh)

    L'altro mio preferito era Ulisse, pero', anche lui, ecco, non e' che fosse il piu' leale, diciamocelo.

    E mi garbava di molto anche Penelope.

    Buona serata! :)

    B.

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    1. Me lo sentivo che eri per Ettore, un figlio di Troja, ma messo lì stava bene.
      Ulisse, come sai, mi obbliga a dei distinguo, ma so che nessuno è perfetto, nemmeno tu :))
      Penelope è una grande figura femminile dell'intera letteratura umana.
      Ciao B. come Brava, mi sei piaciuta.
      E ben rientrata.

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