venerdì 10 luglio 2015

L' APE SULL' UNGHIA


L'ape si è posata sull'unghia
del mio anulare destro.
Sugge qualcosa di mio, di nuovo vola via.

Scende la sera morbida come le tue
palpebre sui miei pensieri piatti,
la mia fatica di respirare
la mia voglia di niente.

È l'ombra del quotidiano morire.



***
Scritta a Maximiliansau la notte del 8 luglio 2015


26 commenti:

  1. E' la sera che ci succhia via qualcosa anche lei, ad ogni crepuscolo.
    Anche quella voglia di niente, lasciandoci la forza di quattro righe magiche.
    Alla faccia del piattume. ;)

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    1. Anche questa tua è una immagine magica, alla faccia del piattume, Franco,

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  2. Non ho parole, Vin.
    Le tue immagini mi lasciano stupita, anche se a volte le similitudini non mi trovano d'accordo .
    Quell' ombra del quotidiano morire prelude anche alla note, che è vita, per me.
    Cri

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    1. Sí, sono d'accordo: la NOTTE è vita anche per me. Fai attenzione agli orari in cui scrivo. Non li sottolineo tanto per fare.
      Ma alla fine un giorno muore sempre, lasciando lo spazio libero al prossimo, che pure morirà. Ma qui sta l'essenza e il significato della vita per chi si ostina a credere che la morte sia il nulla. La morte è l'inizio invece, senza scomodare principi di tica cristiana.
      E con questo aggettivo che è anche il tuo bellissimo nome voglio concludere questo intervento.

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  3. Ohibò ... non sara mica "quella" ape ?!?

    LA FELICITA'
    Un' ape se posa
    su un bbottone de rosa :
    lo succhjia ... e se ne va .
    Tutto sommato, la felicità
    è 'na piccola cosa ! :-)

    Buona Estate, @Vincent !

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    1. E se fosse proprio quella der sor Trilussa?

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  4. Beh .... se così fosse, vorrebbe dire che l' unghia del tuo anulare destro è ...... ehm ..... UNA ROSA ! :-)))

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    1. Quella del mignolo una violetta, quella del pollice un gladiolo, quella dell'indice un cavolfiore e quella del medio....meglio sorvolare.
      :))

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  5. Senti, Enzo, qua già stiamo avviliti per il caldo che, per l'appunto, rende faticoso respirare, toglie ogni voglia di far qualcosa .... Se poi mi parli di quotidiano morire finisci col farmi ammosciare definitivamente! Io speravo di tirarmi su con qualche risata leggendo i tuoi post scherzosi ed invece esco dal tuo blog più avvilita che mai! ;)

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    1. Ornè, ma io quando scrivo una poesia mica scrivo il testo per un comico da avanspettacolo. Ci conosciamo da un bel po' io e te, no? Non mi tradire...almeno tu.

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    2. Biciè, ma io avevo voglia di distrarmi e sorridere e non di avvilirmi ulteriormente.... Grazie per il tuo commento spiritosissimo al mio post sull'indipendenza delle donne. E' quello il Vincenzo Iacoponi che preferisco, pur riconoscendo che sei un bravo poeta.

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    3. Bèh, almeno qualcosa ti ha fatto sorridere. Sinceramente mi fa piacere.

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  6. Da queste parti sere morbide non pervenute. Solo caldo asfissiante... Ma a parte questo le tue poesie sono squarci di luce.

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    1. Mi metterò a cercarti: da come descrivi le tue serate devi trovarti dalle mie parti. Qui boccheggiamo come pesci in un acquario, ma l'acqua è caldissima... irrespirabile.
      Squarci di luce? Bello, ma preferirei folate di vento.

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  7. E se l'ape fosse invece l'inizio di qualcosa?
    Magari il miele che produrrà avrà un po' di te e si porterà dietro i tuoi ricordi, quando questa ape si poserà su un'altra persona le porterà un po' della tua poesia.
    Un abbraccio

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    1. Tu sei più poeta di me, di sicuro lanci la tua fantasia lungo praterie a te solo conosciute. Viviamo di grandi fantasie io e te e pochi altri eletti. In fondo a pensarci bene la vita potrebbe essere la trasposizione fantastica di un cervello superiore, senza scomodare paradigmi ecclesiastici, solo dell'immaginazione. Mia, tua e di pochi altri eletti.

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  8. belle immagini...atmosfera molto "stanca" che ben racconta queste serate afose...

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    1. Tu capisci al volo come stanno le cose e da dove provengano le ispirazioni...

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  9. E puro lujio se ne annato vjia
    scappanno come 'n furmine ner cjielo,
    l' anima de li mejio morti sua ...
    ecchite agosto a rifjiorì sur melo !

    E Tu ... @Vincè, frattanto indove stai ???
    Ancora a contà l' ognjia de la fetta ?!?
    Mettite a l' ombra, amico, in tutta fretta,
    cerchite er fresco che sinnò so' guai !

    A Roma è 'na fornace ... e tutto bballa,
    er callo impazza e fà intontì la ggente,
    pare de sta' co' un pjiede a Santa Galla,
    eppur' io l' amo .... e nun me frega gnjiente ! :-)))

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    1. Come poeta in vernacolo sei una forza, e nun sei erante pe gnente sei propio giusto, nzomma ciazzecchi ce coji.
      Ndo vado? Fra un po' scappo puro io vado a cercà 'n po' de frescura si ancora c'è, su quarche montagna nostrana, da le parti de la mi moje, nder Friuli, poi annamo ar mare nun me chiede indove che ha organizzato tutto la mia fija quella più granne sarvognuno che manco lo vojo sapè, me vojo lassà sorprenne stavorta che si dio ne guardi nun me piace poraccia a lei, li bozzi su la capoccia se li fa contà dar marito suo.
      Poi te fo sapè, statte bono, ar mejo ce faccio un poste così se famo 'n parde risate. Te saluto cavalliè, ripara la capoccia da la callaccia.

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  10. La delicatezza dell'ape, l'afosità della giornate, la sera che incombe...Veramente miele le tue poesie Vincenzo...
    Abbraccio serale

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    1. Eppure ti giuro, graditissima ospite, che a volte sento questa ape pesarmi come un macigno, ma poi passa...perché è volata via.
      Abbraccio pomeridiano

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