giovedì 11 agosto 2016

SCRITTORI VERI NON PUBBLICATI SCRITTORI FASULLI PUBBLICATI E SCRITTORI CHE SI PAGANO LA PUBBLICAZIONE

Questi  ultimi fasulli e veri, bisogna aggiungere.

Da un post recente di Annika Lorenzi, cui dedico queste mie considerazioni, è nato un mio commento ed un controcommento -se così si potesse dire- della gentile padrona di casa. Quante categorie di scrittori o presunti tali esistono?

A Scrittori veri e scrittori che credono di esserlo solo perché impapocchiano una cinquantina di pagine.
B Scrittori veri che vengono pubblicati e ne ricavano un compenso.
Scrittori veri che non vengono pubblicati e finiscono col desistere.
Scrittori fasulli che vengono pubblicati per più o meno oscuri motivi.
Scrittori veri che si svenano e pagano per essere pubblicati.
Ciarlatani che dovrebbero andare a scuola di grammatica e sintassi, ma essendo ben forniti di quattrini si fanno pubblicare a pagamento (i più nocivi).

A. Saper scrivere per essere letti non è da tutti. Ognuno ha un suo metodo. Il mio è: non gonfiare la frase di paroloni, complicandola con abbondanza di aggettivi raschiati dal fondo del vocabolario che costringano la media dei lettori a consultazioni convulse del medesimo.
Poi costruzione di frasi a breve respiro, che consentano al lettore di rifiatare. Poi evito accuratamente di descrivere i personaggi dettagliatamente -taglio e colore degli occhi, dei capelli, camminata, postura, foggia degli abiti indossati- perché io come lettore preferisco entrare nei personaggi, immedesimarmi in essi e penso che questo preferiscano la maggior parte dei lettori, pertanto niente dettagli dei loro personaggi preferiti. Descrizione di ambienti e di paesaggi limitate all'essenziale per le stesse ragioni. Che ognuno si sogni il proprio habitat senza dover sgomitare dentro il mio.
Purtroppo esiste un massa di scribacchini che solo pensano al numero delle pagine, come se un libro di 180 pagine fosse un prodotto da serie B. Allora vadano a leggersi "Il vecchio e il mare" di Hemingway, dove non troveranno una sola parola di troppo in una trama praticamente inesistente. Ecco appunto, la trama. Fortunatamente l'ottocento si è definitivamente concluso con la morte dei drammoni a puntate sui quotidiani della domenica, con trame talmente complicate che già alla terza domenica non ci si capiva più niente. Argomenti veloci, niente tesi trascinate per le orecchie, concetti essenziali. Vi sembra scarno? A me no, ma de gustibus non est disputandum nec sputazzandum. Solo che la buona scrittura si traduce in buona lettura. Meditate scrittori, meditate. Non dovete rileggervi da soli ridacchiando beati, ma fare in modo che si beatifichino i vostri lettori.

B.  Scrittori veri ce ne sono certamente ed ottengono la consacrazione della pubblicazione da parte di una Casa editrice, che cura la distribuzione su tutto il territorio nazionale, concludendo la vendita del libro e riconoscendone all'autore la pattuita percentuale, i cosiddetti diritti d'autore. Pochi o tanti che siano si tratta di soldi benedetti costruiti con la sola forza del proprio ingegno e danno tanta ma tanta soddisfazione. E anche questo va messo in conto. 

C. Molti, troppi, scrittori veri non vengono pubblicati dalla così chiamata "Grande Editoria", soprattutto giovani, ma non solo, perché non sono frequentatori dei circoli giusti, non sono amici degli amici e non vengono nemmeno letti dai lettori che ogni Casa editrice ha in abbondanza. Insomma qui in Italia va tutto così, perché meravigliarci se un giovane talento non venga nemmeno letto da uno dei tanti lettori di una grande Casa editrice? Parecchi alla fine desistono ed è andato perso l'ennesimo talento.

D. Gli scaffali delle librerie di tutta Italia sono inondati di schifezze assemblate da pseudo scrittori, che perlopiù mettono solamente il proprio nome, mentre chi scrive la schifezza è solitamente un giornalista il cui nome non comparirà mai, una moderna versione dello schiavo oscuro. Perché costoro vengono pubblicati? Di solito sono attori o attrici che raccontano le proprie avventure amorose e no, oppure politicanti che ci fanno scoprire la luna nascosta del politichese, oppure grandissime mignottone che ci faranno sapere da quanti muscolosissimi masculi hanno fatto strapazzare le proprie lenzuola, ed anche mignottoni perché noi non vogliamo farci mancare niente e di questi tempi due uomini a letto insieme fanno cassa come pure due donne. Insomma mi sono spiegato: la Grande Editoria va a caccia di schifezze che attirino il lettore italico, che si sa adora le sozzerie. E allora sotto con le porcate a centinaia di pagine, tanto in certi casi -una volta letto il titolo cioè e il nome fatidico del pseudo autore o della pseudo autrice- nessuno guarda il prezzo di copertina. Funziona così.  

E. Succede che alcuni autori veri si ribellino all'anonimato e si affidino ad una delle tante, tantissime, troppe piccole Case editrici che pubblicano solo a pagamento. Viene offerto un contratto in cui l'autore si impegna a comperare a prezzo di copertina 200 copie delle 500 che l'Editore pubblicherà. Si va sui 3.000 euro tondi tondi. L'Editore si impegna a pagare le eventuali royalties dalla copia numero 501 in poi e non un soldo sulla prima edizione. Va da sé che con i tremila euro ha già abbondantemente pagato tutte le spese per l'edizione delle cinquecento copie. Potrebbe anche succedere che a parte i parenti e gli amici qualcuno acquisti sto libro e che poi per effetto di un passaparola avvenga il miracolo e si ottengano altre edizioni fino a raggiungere che so un diecimila copie. State certi allora che la Grande Editoria salterebbe addosso all'autore costringendolo a scrivere subito un altro libro, che verrebbe immediatamente portato al successo di almeno un centomila copie e alla vittoria di uno dei tanti premi letterari. Anche in questo caso funziona così.

F. Purtroppo per la stragrande maggioranza degli scrittori a pagamento si tratta di gente in astinenza di regole grammaticali e di punteggiatura con nessuna cognizione sintattica e pochissimo orecchio. Come libri di bassa satira andrebbero bene, oppure per chi volesse punirsi dei troppi peccati commessi ed espiare in silenziosa lettura. Per qualità di argomenti scelti e per la scrittura sono libri da evitare come la peste.
Ho un paio di inediti nel ripiano in basso della mia scrivania. Fino alla fine vedrò cosa mi conviene fare. Forse tradurli in tedesco e tentare con una deutsche Verlag. Se andasse buca brucerò tutto quando sentirò che incominciano a mancare le forze, ma pagare per farli pubblicare mai.

*****


51 commenti:

  1. Gli autopubblicanti non sono sempre stracarichi di soldi ma più spesso lo sono di vanagloria.
    e poi si fanno chiamare scrittori.
    Se ne salvano pochissimo secondo me...
    ma davvero perle rare.
    Ho conosciuto una ragazza che aveva cominciato con una piccolissima casa editrice. Pagando pure qualcosa. Ma il suo libro era davvero molto carino . Non so come ma adesso pubblica per Garzanti.
    Nello stesso periodo mi capitò di leggere un 'amica autopubblicata e lei ( si chiama Sara Rattaro per dovere di cronaca). Era davvero come guardar giocare a calcio un amatore e poi Andrea Pirlo.
    Il tocco.
    Il tocco è diverso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gli autopubblicanti, che sono una massa enorme, sono come tu dici per la maggior parte stracarichi di vanagloria. È gente che non conosce il senso della parola autocritica". Ce n'è però una piccolissima quota di validi scrittori -veri scrittori- che disperano di trovare uno straccio di Editore che prenda in considerazione il proprio prodotto.
      Se la ragazza di cui parli ha scritto un libro centrato nel contesto, adeguato ai nostri tempi letterari, scritto bene e ha deciso di pagarsi lo sfizio di sentirsi pubblicata e vedere poi cosa sarebbe successo ED È SUCCESSO, vuol dire che ha avuto la fortuna che qualcuno si sia informato ed abbia visto che lei "tira". In quel caso le è saltato addosso e io ne parlo nel paragrafo E.
      Bello il paragone calcistico -anche se tu sei juventina concordo stavolta con te- ma non del tutto esatto: Pirlo non aveva solamente il tocco, Pirlo era geniale.
      Remember la finta di corpo e "il tocco" genialissimo di esterno destro su Grosso, appiattato in area di rigore, da cui il magnifico tiro a girare a Dortmund contro la Germania nella semifinale del mondiale 2006. Grande il tiro di Grosso ma FAVOLOSO il tocco di Pirlo.
      Ecco, per un buon libro occorre quello ed una lettrice attenta come te.

      Elimina
    2. io sono la lettrice media. Leggo un po' di tutto e so riconoscere le differenze. Adesso per esempio leggendo toni Morrison mi accorgo di quel vasto respiro che solo i grandi sanno dare ad un 'opera ( infatti ha avuto il Nobel).

      Elimina
    3. Il vasto respiro, come lo definisci tu con una felice espressione che mi ricorda uno dei miei migliori insegnanti di Italiano al liceo (a proposito si è perso l'uso dell'espressione "pregnante" che tanto entusiasmava le nostre orecchie), è la capacità di interessare una vasta gamma di lettori, di inchiodarli alla sedia al divano al tavolino insomma fino a quando il sonno non li accoppa, che contraddistingue lo scrittore di classe dagli altri.
      Ho letto libri tutti di un fiato e li ho ricominciati subito dopo per carpirne i dettagli: la prima lettura era quella dove l'unica cosa che mi interessasse era come sarebbe andata a finire.

      Elimina
  2. Dai Vin, provaci, così potrò averne una copia autografata.
    Sei tosto e padrone della lingua, non puoi che sfondare.
    Cri

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie della fiducia ad occhi bendati. La copia autografata te la sei guadagnata da tempo. Sì, Cris, io sono tosto, sono padrone della lingua ma non ho santi in Paradiso né diavoloni all'Inferno e nessuno mi ha mai regalato niente. Quello che ho me lo sono dovuto strasudare. Grazie assai della fiducia.

      Elimina
  3. Vincenzo, dai retta a Cristiana... due libri mi sa che li hai già venduti :)
    Tuttio quasi abbiamo nel cassetto il cosiddetto capolavoro. Io non più perchè ce l'avevo sul pc ma poi il pc è saltato e niente back up quindi...
    Voglio vederla così. E' stato il destino che ha scelto per me. Il capolavoro non lo era poi tanto e prima che commettessi una bestialità ha risolto lui il problema :))

    Il discorso che hai fatto tu fila alla perfezione. Tra gli esordiente ce ne sono che veramente meritano ma non ottengono per i motivi da te elencati.
    Di quelli che vengono pubblicati invee tnati andrebbe usati per concimare l'orto.
    Ma vuoi mettere? Tra comperare il libro di un esimio sconosciuto a comperare quello della Lewinsky c'è differenza no? Anche perchè come dici tu, il voyeurismo italiano esplode... chissà se nelle pagine si trova raccontato per filo e per segno quanto fecero Monica e Bill?????

    ps ah detto per inciso, io non l'ho mai comperato!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh due libri sono già una bella media. Terrò presente.
      Sono quasi nelle tue condizioni. Ho scritto tutto su Word. Avevo un PC vecchiotto con Window 7. Si è esaurito ed ho comperato questo portatile che ha window 10, che non comprende word. Fortuna che ho tutto il cartaceo, ma vuoi mettere registrato nella memoria del PC? Ho fatto togliere da un amico mio tecnico specializzato il disco fisso dal vecchio PC e lo tengo in una memoria esterna, ma non so se adattarlo a questo oppure comperare un adapter di word da inserire nel mio nuovo, tanto ha un tarabit di memoria.
      Sempre soldi da buttar via comunque.
      Monica Lewinky ha scritto delle sue avventure con Bill sotto la scrivania della stanza ovale? Sai che successo! Spero abbia aggiunto anche qualche foto....per rendere meglio l'idea e non lasciar sforzare troppo la fantasia dei suoi lettori.
      Vedi quanto sia bello il mondo anche quando fa schifo?

      Elimina
  4. Ciao Vincenzo.
    Scrittori e amanti della lettura ce ne sono.
    Credo che validi come te pochi.
    Forse qualche arrogante qui e là...che seppur merita è nella media e magari si permette anche di giudicare.
    Apprezzo la modestia delle persone che si sentono inferiori e magari sono alti...ma tanto alti...bisogna assolutamente notarli, altrimenti la cultura non esisterà più.
    Ecco cosa dovrebbero fare le case editrici secondo me.
    Baci carissimo e buona estate a tutta la famiglia. Abbraccio.

    RispondiElimina
  5. Considerarsi superiori agli altri è una forma di arroganza che contraddistingue le mezze calzette. Conosco le mie qualità (base culturale, conoscenza quasi assoluta della lingua, capacità di esprimermi e di afferrare e tener fermo il lettore) ma anche e soprattutto i miei difetti, che sono innanzitutto il NON essere vissuto e di non vivere per scrivere, lacune letterarie, cioè l'aver volontariamanete evitato certi autori per non esserne conzagiato nel bene e nel male. Arte questa che ho applicato anche nella pittura dove ho sempre cercato una mia strada personale. Decisione forse errata ma dettame cui mi sono attenuto con caparbietà, che nella pittura mi ha consentito uno stile tutto mio. Quando qualcuno in una delle ormai poche gallerie dove sono esposti riconosce un mio quadro senza leggere il cartellino -informazioni di prima mano del gallerista- è una grande soddisfazione.
    C'è da dire però che oramai ci sono in giro molti quadri miei; non altrettante copie dei miei libri e quindi pago pegno.
    Passa delle buone vacanze Pia e grazie del tuo gradito intervento.

    RispondiElimina
  6. secondo me non importa vivere per scrivere ( anche se poi quando hai successo e hai dietro una casa editrice degna di nota è ovvio che lo fai). Secondo me oltre alla buona scrittura, il tocco, la capacità di raccontare in modo epatico lo scrittore deve essere credibile. Non deve MAI sembrare un amatore. Quello che io riscontro in tanti esordienti autopubblicati ( comincio a conoscerne parecchi) è la non credibilità...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Qui ti do ampiamente ragione: la credibilità intesa come dare al lettore l'impressione immediata di essere in buone mani, di poter mandare a memoria una frase, un aggettivo e farne poi uso, vorgolettato o meno, la capacità di indicare nuove forme espressive che diventino poi magari modi di dire, insomma questo. L'amatorietà in letteratura equivale al ritocco in pittura, a quel voler a tutti i costi invadere di colore e di degni l'intera superficie della tela. Detesto i pittorucoli che controllano con la lente un'opera da loro ormai strafinita lla ricerca del bucolino da colmare. Ecco: sia in pittura che il letteratura si deve sapere quando mettere la parola fine, lasciando contrasti magari ripetitivi qui e vuoti arrembanti là.
      Hai centrato uno dei problemi fondamentali, Annika.

      Elimina
  7. È da molto tempo che in libreria non trovo libri degni di essere letti, non si possono trovare sugli scaffali pseudo libri come 50 sfumature, Schiava felice e Bella zia. Mi chiedo che sistema ci sia dietro queste pubblicazioni, specie quando le opere più belle sono relegate negli angoli più oscuri o addirittura finiscono nel dimenticatoio.
    Per me una buona lettura deve comunicare qualcosa, tenermi incollata alle pagine, farmi immedesimare nella storia, deve lasciarmi qualcosa dentro.
    Ho letto le tue poesie, dovrebbero essere pubblicate: si può essere così ciechi da non riconoscere il talento?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gli editori della cosiddetta "grande" editoria cercano solo il guadagno sicuro. Mi dicono che queste 50 sfumature di vari colori siano un inno alla pornografia e alla violenza. Successo sicuro e immediato. Come pure i giallisti scandinavi, tanto di moda con le loro trilogie, tipo quella che iniziava con "L'uomo che odiava le donne", tre volumi dove il primo aveva qualcosa di originale, il secondo si trascinava il successo legato alle mutande e il terzo era improponibile. Ma ne sono state vendute milioni di copie in tutto il mondo.
      Per quel che riguarda le mie poesie, dopo la pubblicazione presso la GDS di Vabrio d'Adda di un volume, che ha venduto bene, quindi è stato letto, sono forse stato troppo "moscio" io a non insistere. Rileggevo proprio ieri in bozza la mia seconda raccolta "Viaggiavamo solo di notte" e mi sono dato del cretino per non averla seguita da presso. Ci devo pensare. Sono un tipo tenace in tutto, anche nel cretinismo, credi a me che mi conosco bene.

      Elimina
  8. mi metterò alla ricerca di un tuo libro e di un tuo quadro, vedrai se non ci riesco.
    Per la tua categorizzazione degli scrittori, sono più che d'accordo. Alcuni poi, gli autoprodotti, sono così convinti, che fanno sbellicare.
    ciao, spero tu abbia passato un buon ferragosto :)

    RispondiElimina
  9. Mettiti piuttosto alla ricerca della connessione con internet, che questo Tim mi sta facendo diventare pazzo. Scrivo queste note ma non so se le trasmetterà mai in rete. Viene e va e mi fa girare la testa e....tutto il resto. E qui da mia figlia non si trova un cavetto USB nemmeno a pagarlo col sangue. Lunedì andrò a comprarlo, se sarò sopravvissuto a questo scempio dei nervi.
    Se qualcuno ancora si azzarda a parlarmi della bontà degli impianti italici me lo inchiappetto al volo e a rimbalzetto. A sua scelta.

    RispondiElimina
  10. mi sa che il problema non è italico mi sa.
    io ho una vodafone station che prende pure radio londra e ci permette di stare collegati in casa con tre parecchi funzionanti a botta...
    sul cell...sempre vodafone...ho un 4G che funzionava anche tra i monti della Garfagnana...
    e cavetti quanti ne vuoi
    diamo a Cesare sempre quel che è di Cesare:)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi fa piacere trovarti pimpante e battagliera come al solito. IO, ANALFABETA CONVINTO, ho sistemato il problema dicendo amichevolmente al mio portatile: amico mio, mi sei costato un bel gruzzolo di soldi; sei stato costruito vicino a Düsseldorf dove tutto si vantano di essere tecnologicamente di livello superiore; prendevi Internet e adesso ti rifiuti? Controllati dove sei sbagliato tu, perché sulla pubblicità dicevano che ti correggi DA SOLO.
      FALLO e non rompere le scatole.
      Avvio.
      Lui -come vedi- lo ha fatto.
      Ciao, livornese pugnace e verace.

      Elimina
  11. vedi? il problema non era italico:)

    RispondiElimina
  12. Ciaaaaaao @Vincent, how are You ?!?
    Spero bene ... e così i tuoi cari ! ^_^
    Quanto al tuo post, in effetti mi sono sempre chiesto : "Ma perchè questa mania ( tragicomica ) di farsi scrittore, magari anche a costo di pagarsi quelle squallide pubblicazioni di una decina di copie da regalare ai parenti più stretti, dando ad intendere loro che ... ehm sì, avevano un Romanziere in casa e non lo sapevano" ???
    Questa mania folle di scrivere e scrivere purchessia parlando di sè stessi e delle proprie peripezie c' è sempre stata, ma ai tempi nostri, e specie da quando esiste internet ( e vanno alla grande quei finti editores furbastri che succhiano euro ai merli dando loro ad intendere che sono fior di scrittori e scrittoresse, roba che il @Manzoni potrebbe andare a farsi fottere ... ), è diventata una cosa insopportabile, un aspetto di moltissimi da far inorridire !
    E allora mi domando ancora : "Ma, ammesso e non concesso, che codesti presunti geni della penna abbiano frequentato regolari corsi scolastici, come mai, in Italiano, non riportarono mai uno straccio di voto che superasse il CINQUE, o la stiracchiata sufficienza" ???
    Misteri della fede ... o novelli San Paolo fulminati dal lampo letterario sulla fatale via di Damasco !!! *_°

    RispondiElimina
  13. Ciao Vincenzo, comem stai?
    VAcanze lunghe eh... un abbraccio

    RispondiElimina
  14. tutto questo silenzio? Tutto bene?

    RispondiElimina
  15. Calme, mie care, il saggio @Vincenzo è assai forte, e sta meditando ora quale risposta appioppacce, visto che stiamo parlando del suo argomento preferito : la Letteratura, e l' Arte di scrivere ! ^_^

    RispondiElimina
  16. Vince' ma non ti sembra che manchi da tanto?
    dacci un segnale su'
    ;))

    RispondiElimina
  17. Ciao a tutti.
    Volevo avvisare gli amici di Enzo che lui sta bene. I motivi della sua assenza prolungata li spiegherà al suo rientro con un post dei suoi ;)
    Buona serata.

    RispondiElimina
  18. Ah ah ah ... ne ero certo, che quella vecchia pellaccia di @Vincenzo stava facendo prove d' eternità !!! ^_^

    RispondiElimina
  19. Eh eh eh eh eh ... la vecchia pellaccia del @Jacoponi si sta imbellettando ben bene per fare una entrata in scena da par suo !

    RispondiElimina
  20. In attesa del tuo ritorno ti lascio un saluto.
    Ofelia

    RispondiElimina
  21. Uhei amico bello dove sei? Torno anche io dopo un periodo di allontanamento e non ti trovo più! Ti aspetto e ti mando un baciobacio

    RispondiElimina
  22. Per la grande Vedette @Vincenzo ... HIP HIP URRAH !!! ^_^

    RispondiElimina
  23. Meh Vince'...non farci preoccupare dai !!!
    Ti aspettiamo ;)

    RispondiElimina
  24. Anch'io ci stavo pensando carissimo Enzo ..e mi stavo preoccupando ...ma ora so che tomerai ...piu' arzillo di prima ...Ich umarme Dich mein lieber Freund..komm noch wieder zurück..bitte ...

    RispondiElimina
  25. Uè! ma quanto ci fai aspettare?!?

    RispondiElimina
  26. Vincenzo ooooo ooooo...
    Ooooo ooooo ooooo...
    Ma che fine hai fatto!!!
    Ti devo venire a prendere per caso?
    Abbraccio e spero che tu e la tua famiglia stiate bene. Ciao e smacccckkk!

    RispondiElimina
  27. A Vincè ... e che famjo ??? Nun t' arippresenti ???
    Ahò aqquì me fai prioccupà puro a me !!! :-(

    RispondiElimina
  28. "kommt zurück" !!!
    Das ist ein Befehl!
    p.s.: e chi mi korregge il tetesco, zennò?

    RispondiElimina
  29. Confermo che Vincenzo sta bene e ben presto si farà sentire come solo lui è in grado di fare ;)

    RispondiElimina
  30. Grazie Francesco.
    Incominciavamo a preoccuparci. :) Un saluto a te e a lui

    RispondiElimina
  31. Vincenzo torna presto, con lampi, tuoni fulmini e saette!!!

    RispondiElimina
  32. Uffiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii ....
    A @Vincè, tuorna, tuooorna, tuoooooornaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa .... 'sta casa è gnjante senza de te ! :-)

    RispondiElimina
  33. Manchi ormai da troppo tempo, spero vada tutto bene.

    RispondiElimina
  34. caro Enzo come vedi io vedo il tuo blog e riesco a commentare
    perché tu no?

    RispondiElimina
  35. Neh, Biciè, ti dai 'na smossa o no? :*

    RispondiElimina
  36. Sto dandomela da un pezzo, ma cascano a terra solo pulci.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie di cuore per aver battuto un colpo. Dai, forza, e le pulci vedi di farle agli altri! Smak!

      Elimina
  37. Agli amici di Enzo:
    se volete conoscere un po' di più di questa storia e magari provare ad aiutarlo ne parlo da me:
    http://acquamari.blogspot.it/2016/11/vincenzo-iacoponi-e-il-suo-pc.html

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti ringrazio anche qui dopo averlo fatto sul tuo blog. Vorrei sapere, inoltre, se tu vedi la risposta che Enzo ha scritto al mio commento, a dimostrazione che comunque lui è riuscito ad entrare nel suo blog, a leggere il mio commento nonchè a commentare. Ciao!

      Elimina
    2. Sì Ornella io leggo tutto.
      Lui non riesce a creare un nuovo post da qui, credo abbia fatto un gran casino con il vecchio account.
      Lascio anche qui il link al nuovo blog.

      http://iacoponivincenzo.blogspot.it

      Un abbraccio e a rileggerci presto!

      Elimina
    3. Sì, ho letto che si è lasciato andare all'irascibilità ed ha tramortito il computer con un pugno. ahahahahahahahahah

      Elimina
  38. Ciao Vincenzo , eccomi qui . Per datato , intendevo che questo
    post risale all'11 Agosto . Non so se è l'ultimo . Sei scomparso ,
    così si lamentano i tuoi followes . Non seguo molto il mercato del
    libro , qundi , sinceramente non sono in grado di mettere un commento. Leggo un po di tutto , secondo l'umore .
    Hai nominato " Il Vecchio e il mare " , io l'ho portato all'esame
    di Inglese . Quando incominciai a leggerlo , mi sembrava scarno
    e banale , poi , man mano che lo studiavo mi piaceva sempre di più.
    Lo conservo ancora , e ogni tanto do una sbirciatina.
    Ciao e buona giornata . Laura A.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti cerco di là e tu mi spunti di qua. Mannaggia. Allora te lo ripeto
      devi fare NON vincenzo iacoponi.blogspot.com
      bensì
      http://iacoponivincenzo.blogspot.it
      e sei sul mio nuovo che ho dovuto fare perché la rete o quel che cavolo fosse non mi riconosceva più come amministratore di questo blog.
      Comunque sono felicissimo che tu sia arrivata almeno a prendermi per la coda. Immagino che tu sia tutta sudata per lo sforzo (ah ah ah, scusa) io invece non sudo quando non ci riesco, faccio sudare mia moglie per la mole di imprecazioni che sono capace anche di inventare, anzi quando invento mi calmo e ci faccio una risata a posteriori, quando ci ripenso come i cornuti. Eh sì! Mi capita spesso. Vorrà dire che darwinianamente io non discendo da una scimmia ma da una mucca.
      Ciao allora e ti aspetto di là.
      Prova e insisti che tutto conquisti.
      Ciao Laura

      Elimina