giovedì 11 aprile 2013

PER FARMI PERDONARE TRE INEDITI

Ho aperto un quaderno intitolandolo: POESIE DELLA CASA NUOVA. Si tratta di tre componimenti scritti ieri notte dalle 02,50 alle 03.40.

RUGHE COME MANNAIE ACUMINATE

Coì doveva essere la crosta
della terra quando gli alieni
la usarono come base 
di partenza e di arrivo per
i loro viaggi, con questi solchi lunghi
tirati da mannaie acuminate,
rughe dove c'è ombra, che puoi 
vedere anche al buio
tanto scavano a fondo.
A qualcuno, qualche volta, danno
una sensazione di forza,
di indistruttibilità,
a volte a qualcun altro,
a me per esempio,
un aspetto di caducità, di
debolezza estrema, di passi
che si affrettano verso la fine.
E s'è appena appannato
lo sguardo, là sotto la fronte,
e non mi va di chiedermi perché
sia successo proprio adesso, 
per pigrizia, chissà, o per snobismo,
per arroganza o forse per paura. 
Mi sa che essere stanco sia
un modo di vivere,
sentirsi stanco invece
un modo di morire.


ARTE  ANTICA

Tramandare me stesso un giorno
dopo l'altro è un'arte antica
che ho imparato da piccolo:
corteccia bruciata dal sole,
avvizzita dal tempo,
prosciugata da troppi peccati,
rendiconto rinviato ogni giorno
a quello di domani,
e poi di domani l'altro, e di nuovo
tutto rimandato a un domani
che non c'è,
per non avere il coraggio
di ascoltare una sentenza
che ormai nessuno
pronuncerà più.



MURA  CAMBIATE


Le mura sono finalmente cambiate
e qui si possono fare i raffronti
che altrove sembravano estranei
perché c'era odore di antico,
che era poi profumo di gioventù,
della tua e della mia,
di bambini che oggi marciano
sicuri nel mondo senza inciampare
come capita a noi.
Abbiamo abbandonato dentro una cantina
mobili di lusso, quadri, suppellettili.
Io ho distrutto disegni, cose che ho scritto
che non amavo più
e che forse volevo morissero lì dentro
come una parte di me
e di te, una parte della vita nostra
che si è inesorabilmente conclusa.


















16 commenti:

  1. Risposte
    1. Prego, tornerò, come cantava Celentano.

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  2. Che dire? Benvenuto a questo nuovo, preziosissimo e magico quaderno! Che tu possa riempirne migliaia di pagine!

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    1. E che tu possa riempire migliaia di pagine come quelle del tuo ultimo libro, che finalmente ho ricominciato a leggere!!!

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  3. Quel che è stato fu,
    ma non farlo mai più.
    Con queste tre gemme,
    che san di primavera,
    torni il Vincenzo
    vispo e pimpante,
    pur nell'amarognolo
    che trasuda,
    chiaramente
    voluto,
    da ciascuna
    di esse.
    Ciao.

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    1. Arriva la primavera e tutti i gattoni del mondo si stiracchiano al sole -qui ce n'è ancora tanto poco, ma ai gattoni basta- ai sorci come me non resta che ringraziare la buona sorte e tirare avanti...la buona sorte di avere amici come voi, intendevo.

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  4. tristi e cariche di malinconia, proprio per questo bellissime.

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    1. Sì, so un po triste e nun so perché. Sarà er tempo, che qui fa schifo, sarà la TV quanno parla dell'Italia nostra, saranno le budella che me se nturcineno, ma so propio triste, so.
      M'ariconsolo coll'amiche mie.
      Ciao Mariagrà.

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  5. Ciao Vincenzo!
    Mura cambiate e' la mia preferita,vita nuova Vince'... Che sia ricca di ogni bene
    :)))

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    1. Pure la mia Clà.
      Grazie degli auguri:)))

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  6. Hai buttato giù tre poesie in cinquanta minuti?
    Cos'era, una gara?
    Cinquanta minuti per cinquantanove versi sono meno di un minuto a verso ... potresti chiamarle "poesie bulimiche" :)
    Scelgo "tramandare", che nonostante la fretta è venuta via bene.

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    1. Come sempre la mia prof ha centrato l'incrociatore alla prima salva.
      Probabilmente si trattava di tre poesie nate da un'unica sensazione, l'amarezza di un abbandono troppo precoce e forzato. Io ho l'abitudine di datare e mettere l'orario a tutto quel che scrivo e a tutto quel che dipingo. Ma una poesia è una combinazione di un momento, che racchiude migliaia di combinazioni, basta lasciare andare la penna veloce sulla carta senza porsi domande, poi leggere alla fine e quasi mai correggere.
      Hai azzeccato in pieno l'espressione giusta. Hai scritto infatti: "....è venuta via bene".
      Esatto. Niente filosofare, lasciare venire ciò che già è completo dentro, lasciarlo venir via, venir fuori.
      7+ professoressa:))

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  7. e dajje con questo sette più!
    odio le mezze misure! :)

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    1. La mezza misura sarebbe stata 7 1/2, ma comunque vabbè, propio perché sei tu te do 8!
      Guarda che però l'incrociatore ancora galleggia.
      PS: dubito che tu in classe ai tuoi tempi abbia mai giocato alla "battaglia navale" mentre il prof spiegava. Quella era arte.
      :))

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  8. Caspiterina,

    io dico sempre, se ci sono le rughe, un motivo ci sarà.
    Imoltre se sei stanco perchè non ti addormenti, così risvegliandoti ti sentirai affrancato dai timori, dai bisogni, dalle passioni.

    Per quel che riguarda il tramandare, forse non te ne sei accorto, ma l'hai già fatto.

    Per le mura di protezione, già mi sembra di avertelo scritto, ma non c'è migliore abbraccio se non quello della tua famiglia.
    Le cose non hanno valore ed i ricordi restano comunque.

    Chissà perchè anche nella tristezza mi inculchi tanta gioia.

    Un salutone

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    1. "chissà perché anche nella tristezza mi inculchi tanta gioia"
      Un commento così vale un poema di trenta cantiche.
      Grazie di cuore S.Pia.
      Una poesia è un alito della tua anima che si libera; se raggiunge il cuore di chi ti legge è una cosa meravigliosa.

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