lunedì 19 maggio 2014

AD OGNI AURORA



Un sentiero di alghe s'imporpora
ad ogni aurora;

nei gemiti dell'onda che fluttua
tra gli scogli io mi risveglio.

È un risuonar di nomi
di vecchi amici, suoni di gioiose
mattine quando il tempo
levigava appena la pelle
del viso e delle braccia:

non più ricordi,
miti però
e dolorosi rimpianti,

sentimento dell'ignoto per tutto quanto
dell'orizzonte marittimo
abbracciano i miei occhi.


(scritta il 29 aprile 2014)





24 commenti:

  1. Ecco il Vincenzo che mi piace, quello che mette l'anima in ogni verso.
    In questi versi oltre hai rimpianti c'è la voglia di ricominciare, il risvegliarsi alla luce dell'aurora abbracciando i ricordi anche se il domani appare ignoto... c'è vita.
    Un abbraccio :)
    Xavier

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    1. Xavier mi costringi a ripetermi. Tu sei il mio lettore più giovane, più attento e più "sensibile", di una sensibilità non eccessiva ma comunque considerata deleteria da una certa parte di abitué della rete in questi ultimi tempi. Io e te portiamo questa sensibilità impressa sulla pelle come un marchio: di qualità, secondo me, d'infamia secondo altri. Ma io sono fiero di essere quel che sono e di non lasciarmi avvilire da inutili cinismi che appaiono razionali ma sono assolutamente irrazionali e illogici. T sei come me e in te mi rispecchio, col tuo permesso naturalmente, e l'aver trovato un amico come te è per me motivo di vanto.
      Un abbraccio con tutto il mio cuore.

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  2. Molto bene. Il mare. Sono stata a Ladispoli qualche settimana fa e il mare al mattino presto (il momento in cui lo amo di più) era proprio così. Buona giornata Vince' :-)

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    1. Io a Ladispoli andavo in bicicletta nei miei verdissimi anni. Hai visto che spiaggia nera? Perché non provi a Santa Severa? Lì la spiaggia è raffinata e bionda, a grani microscopici e soffici. Sempre prima che sorga il sole e poi fino a che si stacca dall'orizzonte, che sono i monti di Allumiere e Tolfa, pieni di boschi. A Ladispoli il sole lo vedi arrivare dalle alture di Cerveteri, anche molto bello.
      Buona giornata a te, sorella di S.Pia.
      :-)

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  3. Come sa riportare la pace nel cuore l'immagine del mare... nient'altro! Bellissimi versi!

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    1. Parla un'intenditrice di mare. Ho ancora negli occhi la vista della tua bellissima casa sarda e del meraviglioso e trasparente mare che la circonda. Non so come tu faccia ad allontanartene, Ornè. Non so come faccia io a starmene quassù. Annuso a tutte narici e mi arriva l'odore di tutto, ma non il salmastro del mare.

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    2. E' la vita, Biciè.......

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    3. Na bella fregatura, quello è, Ornè.....

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  4. Una poesia molto bella, mi ha riportato un pò alla mente Ulisse e il mito del viaggio del ricordo. Io non appartengo al mare, non sono consona a questo elemento, quindi non riesco ad afferrare il sentimento che provi, anche se posso paragonarlo allo struggimento che sento quando vedo rovine di antichi templi e di opere d'arte distrutte dal tempo...
    Un abbraccio

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    1. In effetti Ulisse arrivato sull'isola di Scheria, l'odierna Corfù, si gira verso il mare che ha inghiottito le sue navi e i suoi commilitoni e si addormenta nel ricordo penoso. Lo risveglia Nausicaa, figlia di Alcinoo re dei Feaci conducendolo da suo padre. Lì, rifocillato e rivestito, Ulisse inizia il racconto della sua "odissea".
      Mi piace questo tuo accostamento al gran poema antico, di cui non sono degno. Detto da chi "non appartiene al mare" è un bel complimento. Mi permetterai però un distinguo: apparteniamo tutti al mare, dato che, come ben sai, è là nel profondo degli oceani che ha avuto inizio la vita in questo pianeta.
      Ricambio l'abbraccio molto volentieri.

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  5. Il mare fa quest'effetto, i ricordi ed i rimpianti, la paura anche dell'ignoto oltre l'orizzonte della vita.
    Come dice la nobildonna in "Non ci resta che piangere" di Troisi: Bella, bella, bella, be-lla! Ciao.

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    1. Il mare fa sempre un enorme effetto, sorella di Maria; il mare suscita un immenso rispetto, che non è paura, è profondissima voglia di diventarne parte, almeno per me: infilarmi tra onda e onda, solo muovendo i piedi uniti come pinne caudali, con le braccia tese in avanti, e penetrare ogni fondale fino all'altra parte del mondo, senza riemergere mai.
      La grande volontà di conoscere l'ignoto e poi andare avanti verso il prossimo ignoto, così, all'infinito.
      C'eri anche tu sulla spiaggia di Ladispoli, sorella di Maria?
      Ciao.

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    2. No Vincenzo, non ero lì. Comunque mi fa strano che la chiami Maria, io non ho mai sentito chiamarla così ;-) ;-) ;-). Ciaoooo...

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    3. Voi in casa l'avete sempre chiamata Mariella, lo so, come in casa mia hanno sempre chiamato me Enzo, ed io ancor oggi così mi firmo. Ma tua sorella ha dichiarato di amare il suo nome, cioè Maria, che è bellissimo, forse il nome più bello che c'è. Mia madre si chiamava Maria Maddalena, anche superbo; mia moglie si chiama Anna Maria, c'è anche il nome della nonna di Gesù non solo della mamma. Insomma io adoro questo nome, che è il più usato al mondo ed il più bello, il più nobile. Quindi essere chiamata sorella di Maria è a mio modo di vedere motivo di vanto.
      Anche il mio nome non è male: Vincenzo. Derivazione nobile, dal latino, dal verbo vinco, vincis, vici, victum, vincere, participio presente vincens vincentis, colui che vince. Ti pare poco?
      Beh, ciao, sorellina di Maria, (o preferisci sorellona di Mariella?)

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  6. Viciè, la poesia è bellissima e mi ricorda quello che ho lasciato in Italia: il nostro mar Tirreno, il più bello del mondo. Tu sei un poeta raffinato, amico mio, e un grande pittore innovatore, senti a me che me ne intendo. Ma dalla telefonata che ci siamo fatti domenica sera ho capito che ci sono cose che non ti sono ancora chiare, alla tua età.
    Tu mi hai detto, riguardo quella tua questione privata, che tu volevi solamente spiegare. E qui hai sbagliato, Viciè! Tu sei un artista, noi siamo artisti e basta, e tu sei pure poeta e scrittore, pensa tu. Un artista non deve spiegare un cazzo. Un artista deve inventare e realizzare quello che solamente lui è in grado di vedere e farlo vedere a tutti. Spiegare mai niente. E a chi lo vuoi spiegare? Chi ti capirebbe se non un altro artista? Chi potrebbe capirci qualche cosa nel guazzabuglio che c'è dentro le nostre teste? Siente a me: tu non spiegare niente: chi ti vuole ti segua e chi non ti vuole si fotta.
    Ti saluto Viciè.
    Filippo

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    1. Siente a me Filì. Te l'ho detto per telefono quello che volevo spiegare. Mica volevo spiegare quello che ho dentro, il mio mondo artistico interiore. Io volevo fare capire che non ci fosse stata premeditazione, né cattiveria, che di una scivolata di stile si trattava e niente più. Non ho potuto farlo. Non mi è stato concesso. Portate sul muso. Ma non posso dare torto a quella signora: doveva essere infuriata e tu conosci le donne quando si infuriano. Regola di mio padre: se una donna ti viene addosso con le unghie pronte non cercare di afferrarle le mani, che se ci riesci ti arriva una pedata sulle palle, se non ci riesci ti cava gli occhi; per cui volta le spalle e scappa. Papà era un fine intenditore e con mamma c'era poco da scherzare quando andava su tutte le furie. Io la capisco l'Innominata e la giustifico. Non sono stato rapido nello scappare e mi sono arrivate unghiate e calci bassi.
      Comunque è sempre un piacere ospitarti.
      Ciao, anonimo Filippo, statte buono.

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    2. Le regole sono fatte per essere cambiate, e questo è un fatto. Comunque la regola numero uno è sempre la stessa: fottetenne. Viciè tu hai una vita alle spalle di successi e di insuccessi, ma di una coerenza esemplare: nessuno potrebbe mai accusarti di slealtà, di scorrettezza, di falsità. Magari parli troppo in fretta, ma dici sempre quello che pensi senza mezzi termini e scopi nascosti. Così ti conosco io e così tutti i nostri amici. Quello sei tu e se qualcuno sostiene il contrario vuol dire che non ti conosce, che non ti capisce e che non ti apprezza per quello che sei e per quello che vali. Ne ho avuti anche io di simili competitori e tu sai che fine hanno fatto.
      Buona giornata, Viciè.
      Filippo

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    3. Hai ragione: le regole sono fatte per essere cambiate. Proprio questa mattina una persona ha cambiato la sua regola sacrosanta delle dodici righe. Ne ha scritte ben diciassette! Non poteva che abbondare visto che parla come Berlusconi, di veleni e cattiverie ad personam.

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    4. E che ho detto, Riccardì? Ho offeso qualcuno? Nata vota?
      Riccardiiiiiiiiiiiiiiiiii.....

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    5. Tranquillissimo Riccardì........:-)

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    6. La lingua batte dove il dente duole eh? ahahahahahahahahahahah :*

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