mercoledì 11 maggio 2016

LE PENSIONI MISTERIOSE DI MATTEO RENZI

Ieri sera sul Quarto canale di Mediaset Del Debbio presentava alcuni suoi ospiti nella sua trasmissione Quinta colonna. Aveva la parola un signore attempato molto ben messo che appena aperta bocca rivelava un livello culturale elevato. Dal suo aspetto e dal suo eloquio mi sono immaginato che fosse stato un dirigente. L'argomento della trasmissione erano le magre pensioni degli italiani. Che c'entra questo signore con le pensioni minime? Ho pensato. 
Il tizio invece ci stava dentro fino al collo. Dopo 47 anni lavorativi e oltre seisentomila euro versati e documentati, questo signore aveva ottenuto dall'INPS una pensione di 496,00 euro mensili, ridotta di cento euro -cioè portata a sole 393,00 euro- dal dicembre dello scorso anno.
A Del Debbio che gli chiedeva perché non avesse fatto ricorso, rispondeva che l'INPS non rispondeva ad alcun sollecito, avendo dichiarato all'inizio della retribuzione pensionistica che il detentore della pensione (al di sotto della minima di sopravvivenza) aveva un fantomatico debito con l'INPS, debito mai chiarito in cifra.  
Del Debbio insisteva e lo invitava a cercarsi un buon avvocato, ma il poveraccio gli riferiva ciò che uno dei migliori avvocati del suo paese gli aveva detto: "Fare causa all'INPS è come abbattere il Colosseo e ricostruirlo".
Quello che mi aveva colpito e scosso era la frase: "L'INPS non risponde mai a nessun sollecito".
In sostanza se vai personalmente nei loro uffici un solerte impiegato ti consiglia di rivolgerti ad un Patronato. Il Patronato scrive e l'INPS non risponde.
Sembra impossibile, eppure una testimonianza c'è ed è quella di Vincenzo Iacoponi.
Circa 17 anni orsono sono andato con tutta la documentazione in mio possesso dal Patronato ACLI perché mi calcolassero l'importo della pensione italiana che mi spettava.
Ho lavorato per oltre undici anni, prima da ufficiale dell'Esercito, poi Capo Filiale di una importantissima ditta di elettrodomestici e apparecchi televisivi, con contratto di dirigente, poi come Agente Commerciale a Venezia e provincia della Chiari e Forti. Robetta, insomma.
I conti portavano ad una conclusione: avrei percepito (semplifico adesso in euro per comodità) dai 610 ai 635 euro mensili per 13 mensilità, come prevedeva allora la legge in vigore nel nostro paese.
Quando sono andato in pensione al compimento del 65° anno di età, l'ufficio competente tedesco ha immediatamente comunicato all'INPS il mio avvenuto pensionamento. Dopo più o meno sei mesi il solerte Ufficio INPS di Roma Tuscolana mi ha inviato una breve comunicazione in cui mi rivelava -finalmente- l'importo che l'istituto mi avrebbe inviato.
Si trattava di 29, 56 euro mensili!
Mi avrebbero comunicato dove e come potevo incassare il mio dovuto semestralmente.
Andai per la seconda volta al Patronato ACLI, che lessero meglio di me, perché usi a farlo, la lettera. 
"Hanno fatto il conguaglio", mi dissero. "Possiamo scrivere, ma non cambierà niente".
Insomma lo stato italiano, da sempre, unico al mondo, o per lo meno in Europa, fa la sommatoria aritmetica delle due pensioni, quella italica e quella straniera, e poi in base a una tabella propria assolutamente indiscrezionale taglia la pensione italiana riducendola all'osso e intasca la differenza.
Dopo due lettere scritte dal Patronato ACLI per delucidazioni, finalmente si sono degnati di rispondere in chiaro quel che già sapevamo: conguaglio effettuato e queste sono le spettanze, cioè 29,56 per tredici mensilità.
Prescindendo dal fatto che io sto ancora aspettando l'importo relativo ai primi sei mesi, la cosa è andata avanti per tutta la durata dei governi Berlusconi e Prodi.
Appena arrivato a piazzare il culo sulla principal poltrona il Grande Cazzaro è successo qualcosa di nuovo: la mia pensione non è più arrivata.
Come me stanno centinaia, forse migliaia di persone qui in Germania. Tutti gli italiani oltre il settantacinquesimo anno di età per Matteo Renzi e il suo governicchio delle banane fritte non vivono più. Immagino anche in Francia e Belgio, Svizzera e Olanda. Qui si tratta di milioni di euro che il Gran Bastardo nazionale sta rubando alla sua gente.
Al Patronato ACLI siamo arrivati al settimo sollecito ufficiale sul mio caso.
L'INPS non risponde. 
A parte il furto iniziale, che dopo 16 anni ammonta a 122.812 euro, centesimo più centesimo meno, si aggiungano adesso altri 768 auro di questi due ultimi anni. 
Rapina dello Stato? No, rapina di un governo fantoccio.
Il Grande Cazzaro ha detto che vuole mobilitare 250.000 persone per andare porta a porta a propagandare il SI e le ragioni di codesto SI.
Contro di lui stanno i fatti e non le chiacchiere: il suo è il governicchio degli imbroglioni e dei ladri, più ladri di tutti gli altri messi insieme. Basta questo argomento per mandarlo a casa.
Sempre che sia in grado di mantenere la parola data e di scomparire, ma chi ci crede più?

12 commenti:

  1. Ciao,Molti credono a Babbo Natale e tu credi a Del Debbio?
    Un caro saluto,fulvio

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    1. Ma tu il mio post lo hai letto? Del Debbio e la sua trasmissione mi ha dato uno spunto. Se avessi letto attentamente e non solo le prime tre righe avresti appreso che io parlo in prima persona, raccontando cose successe a me. Dal momento che non sono un fanfarone né un visionario, penso che almeno quello che mi riguarda sia credibile.

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  2. ciao Enzo, triste molto triste, mi permetterai di rispondere al tuo commentatore sopra? rispondo lo stesso...No lui non crede a Del Debbio
    e neanche io, è fazioso, ma Vincenzo ha scritto di una sua personale esperienza, dunque crede a se stesso ed io che ho avuto il problema al contrario, contributi esteri da legare a quelli italiani, per cui ho portato più soldi all'INPS, aspetto da cinque anni una risposta...ma stavolta da un giudice.

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    1. Indubbimente Del Debbio è fazioso, ma mi trovi per cortesia un conduttore che non lo sia in questa RAI o in questa Mediaset?
      Se ho ben capito tu hai già allegato alla tua pratica INPS i contributi esteri. Ti faranno il conguaglio. Non li aggiungeranno ai contributi italiani pari pari. Impensabile.
      Anche se cambiasse il governo, questo è un manco tipicamente italiano. Chiamiamolo col suo nome: truffaldino.
      Se un tedesco che abbia versato contributi in patria avesse poi maturato una lauta pensione all'estero -dentro o fuori i confini della EU- riceverebbe integralmente la pensione tedesca in aggiunta a quella del paese dove risiedesse. Sono soldi suoi, poco da discutere. Ma che conguaglio del ciufolo.
      Grazie per l'intervento difensivo.

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  3. ma vincenzo..undici anni di lavoro non hanno mai dato diritto alla pensione della quale tu parli. Forse avevano sbagliato. certo 29 euro è un 'infamità. Mia suocera ne ha lavorati 15 di anni e da subito le dissero che avrebbe avuto si è no 3
    200 euro al mese...e poi nemmeno quelli perché mio suocero superava il reddito previsto...
    questo so io. Può darsi che sia male informata.

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    1. A me avevano fatto sto conto, non so. Di certo so che avevo la qualifica di dirigente d'azienda e prendevo nel '64 otto milioni netti all'anno. Non so. Purtroppo la ditta ha chiuso in Italia.
      Come agente versavo un milione e duecentomila annui io e altrettanto la Chiari e Forti per due anni e tre mesi. Poi mi sono messo in proprio a Roma e quella è stata una follia. Quel periodo nemmeno lo calcolo, tanto poco ho versato.
      Forse perché tua suocera aveva il marito che prendeva buoni soldi. Anna Maria non ha mai lavorato in Italia.
      Una cosa è certa: l'INPS non ha mai confermato né contraddetto. Ai solleciti del Patronato ACLI risposero, dopo mesi che quello mi spettava, ma non fecero alcun accenno alla cifra che io pretendevo e questo mi puzzò subito di imbroglio.

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    2. io continuo a ricordare che per la pensione in italia ci volessero...almeno negli anni ottanta /novanta almeno 15 anni e qualche mese...
      mia suocera aveva toccato questa cifra. la pensione...minima...non l'ha mai vista perché mio suocero ha attualmente una pensione decorosa. però se fossero stati separati lei avrebbe percepito circa 350 euro...non di più. Faceva la commessa...ti parlo degli anni sessanta...era una ragazzina. Non prendeva certamente un grande stipendio.

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    3. Non metto in dubbio le tue affermazioni, che credo siano esatte. C'è da dire che il mio stipendio, dopo il servizio militare dove percepivo 84.000 lire al mese per tredici mensilità, è stato di otto milioni netti all'anno, quindi assai elevati anche i contributi, e all'ENASARCO tra me e la Chiari e Forti abbiamo versato soldoni.
      L'INPS non ha mai controbattuto nulla, ha fatto il conguaglio, cioè il salasso.

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    1. Giusto, una profonda amarezza, uno squallore.

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  5. Una vergogna infinita!
    Non c'è modo di pubblicare, almeno lì in Germania questo tuo post, almeno da
    " Appena arrivato a piazzare il culo sulla principal poltrona il Grande Cazzaro è successo qualcosa di nuovo: la mia pensione non è più arrivata.
    Come me stanno centinaia, forse migliaia di persone qui in Germania. Tutti gli italiani oltre il settantacinquesimo anno di età per Matteo Renzi e il suo governicchio delle banane fritte non vivono più. Immagino anche in Francia e Belgio, Svizzera e Olanda. Qui si tratta di milioni di euro che il Gran Bastardo nazionale sta rubando alla sua gente."
    Si deve sapere, ora provo qualche giornale qui.

    Cristiana

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    1. Sono stato a Karlsruhe nell'Ufficio locale del "Deutsche Rentenversicherung Bund", dove poui anche telefonare e ti rispondono, mentre l'INPS ti fa sentire la musichetta per un quarto d'ora finché, trafitto e sconsolato, tu riattacchi.
      Mi hanno detto che non ero il primo in quell'ufficio con quel problema. Purtroppo non potevano far niente per me.
      La questione riguarda gli "italienische Behörde", loro erano deutsche Behörde. Addio Europa.
      Tu prova dai tuoi giornali. Basta che chiedano informazioni presso qualsiasi Patronato ACLI.
      VIN

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