venerdì 1 luglio 2016

ASKLEPIOS KLINIK KANDEL - SCHLAFLABOR - STATION B4

Tutto incomincia durante una notte di venti burrascosi di alcuni mesi fa, parecchi mesi fa, certamente oltre un anno fa, ma sempre di mesi si tratta. Il vento proveniente dalla Francia scuoteva gli alberi minacciando di portarseli via verso l'ignoto. Quel cuor di leone di AnnaMaria non riusciva a chiudere occhio. Fu allora che si accorse con orrore che io non solo ronfavo come un porcospino in calore, ma interrompevo di frequente la respirazione facendo pause eccezionalmente lunghe, le cosiddette apnee. Una dietro l'altra e lunghe tanto che lei iniziò a contare e, a suo dire, per alcune arrivava a più di quaranta.
Bueno, da quel momento fu immolata sull'altare famigliare la residua oasi di pace che mi era rimasta, quella notturna. AnnaMaria si adattò in fretta al ruolo di segugio andando a scandagliare nel profondo i miei itinerari notturni, come era adusa fare una quarantina di anni prima quando pensava ci fossero soffi limacciosi di cornificazione in giro, ipotizzando non a cavolozzo fritto che di notte le difese si allentino e le grandi verità vengano a galla.
Questa volta non di corna si trattava -che cosa può far più questo spavantapasseri, avrà pensato- ma da brava moglie doveva sorvegliare il suo capitale, da cui usciva il suo sostentamento quotidiano, nonché il braccio cui poggiarsi e lo scroto da scassare ogni momento, beata donna. 
E tutta notte, ogni notte, con l'acquisita precisione teutonica aggiunta alla tipica tenacia friulana, ricominciava la conta dei secondi di apnea e le gomitate sue sui fianchi miei per farmi assumere una posizione di alleggerimento e di non strombazzatura.
Sto rendendo l'idea oppure è troppo arzigogolato il linguaggio? 'Nzomma ronfavo e je rompevo le palle e a lei nun je riusciva de dormì. va bene mo? 
E tanto fece, tanto disse e tanto scojonò che alla fine per non sentirla più le promisi di fare qualcosa. Cosa? Qualunque cosa purché la facesse finita. 
Potenza della vita coniugale: un po' per rincoglionimento incipiente, un po' per assuefazione ad una presenza costante accanto a me da tenere buona -nun se sa mai che po succede- un po' per quieto vivere accettai di farmi visitare dal mio otorinolaringoiatra, che è spagnuolo -con la u nel mezzo- col quale scherzo in un misto di italo spanico da mandare in delirio. 
Lui mi affibbiò una macchinetta infernale, da appendere al collo prima di coricarmi, con un paio di sensori aggiunti e un mezzo tubicino di plastica da appoggiare dentro le narici. La macchinetta registrava tutto. Non so come ma riuscii a dormire per oltre quattro ore.
Risultato da fuga nel buio, alla ricerca di un rifugio ancora più buio. Sembra che io avessi una media di oltre 50 apnee all'ora, con puntate fino a 58 secondi, e un minimo di 17 secondi. Solo se dormivo supino, perché su un fianco nemmeno una, ma io dormivo il 90% del tempo per l'appunto supino. Nun te potevi da sbajà. Se fossi riuscito a dormire a bocca sotto, come facevo fino a oltre il compimento dei miei primi quaranta anni, non avrei avuto nessun problema, ma purtroppo non sono più in grado di stare a bocca sotto più di tre minuti.
Il mio specialista madrileno mi fornisce tutte le carte del suo computer e mi indirizza allo Schlaflabor della O.H.N. Klinik dello Stadtlische Krankenhaus di Karlsruhe. Telefono e mi danno un appuntamento per il 16 di giugno. Considerato che eravamo alla fine di aprile insomma stavo nei parametri italioti per intenderci.
Mentre ero al culmine della mia preparazione spirituale all'evento, il 15 giugno mi telefona qualcuno dalla Segreteria per informarmi che dovevamo spostare l'appuntamento di dieci giorni. Dico: e no, cazzo! Gli appuntamenti in Deutschland sono sacri e io vengo domani sera come pattuito. No possible, dobbiamo rimandare. Allora non se ne fa più niente e amen. Disdico tutto con AnnaMaria che ha le lacrime agli occhi. Ecco qui, così ti curi di te stesso e questo è il bene che mi vuoi e tutte quelle cose lì che le donne sanno tirare fuori quando vogliono ottenere qualcosa, e le ottengono perché noi, cari i miei signori, tira e molla siamo tutti dei gran pirla. Basterebbe dire NO, fatti i cavolacci tuoi. Invece si comincia a discutere, e qui già hai perso. Finale. OK! PIANTALA! Adesso telefono a Kandel e vediamo come va.
Kandel è una piccola città, carinissima, ma un vero buco e non puoi immaginare, ma proprio come puoi immaginare, che lì sia sorto il primo Schlaflabor di tutta la Germania, nato nel 1868, quando gli altri ospedali ancora non ce l'avevano nemmeno a Berlino o a Monaco di Baviera. E in questo paesotto di contadini invece sì. E che accoglienza!
Non mi fanno aspettare nemmeno un minuto e mi affidano a una Schwester che mi fa un sacco di domande e mi scova un appuntamento -mi dispiace sa, Herr Iacoponi, ma non si può prima- per il 19 settembre, perché io ad agosto sto in Italy. Ok, vada per il 19 settembre. Ma la Schwester scartabella ancora. Niente. Facciamo così, Herr Iacoponi, se prima che lei vada in ferie dovesse ritirarsi qualcuno io le telefono così la sistemiamo prima. Perfetto, dico ma penso che non succederà proprio niente.
Questo avveniva sabato 25 giugno. La mattina di lunedì 27 arriva una telefonata. Sul display c'è un numero che non conosco, ma il prefisso 07272 è quello di Kandel. Chi diavolo c'è a Kandel? C'è la Schwester Carolina che mi informa che questa sera è libero e se io volessi...e io voglio perché me lo ha detto con tono così gentile e non mi va di mandarla a quel paese. Allora venga per le 13 che facciamo l'ingresso e le iscrizioni, poi se vuole può restare oppure tornare alle 20,30.
Alle 13 entro nel Reparto e alle 13,30 sono fuori. Mi hanno fatto anche vedere dove dormirò la notte e tutto l'ambaradam che dovrò fare stasera. 
Penso a quella volta in Italia a Portogruaro, provincia di Venezia, Nord Italia, che per avere un medico al pronto soccorso per AnnaMaria cui era andata addosso una ciclista polacca, dovetti chiamare i carabinieri dopo tre ore di attesa. E i CC quasi arrestavano me per il casino che avevo montato su.
Morale alle 20,30 torno alla Stazione B4. Mi accompagna in camera una psicologa, che mi fa una anamnesi, estremamente gentile, ma mi stupirei del contrario: io sono un ospite gradito, come sta scritto nella lettera che mi dà con altre carte. Dopo 10 minuti se ne va con l'assicurazione che verrò visitato da un cardiologo. Chissà quando viene, mi interrogo. Dopo nemmeno un quarto d'ora, e qui la sorpresa: entra e mi saluta con un "Buona sera, signor Iacoponi", pronuncia nostrana, direi umbra e non mi sbaglio molto perché è di Sant Elpidio a mare, nelle Marche, posto meraviglioso dove io e AnnaMaria passammo una splendida estate negli anni settanta. Lui non era ancora nato, perché ha 31 anni ed è anche un gran bel ragazzo. Così mi visita e chiacchieriamo sulla situazione della Sanità italiana e del perché lui, che si è laureato a Padova con 110 e lode ed ha fatto con gli stessi risultati la specializzazione, se ne sia andato via: perché non aveva santi in Paradiso e da noi la meritocrazia è una parola etrusca pressoché fuori uso.
Prima delle nove arriva la Schwester della notte, una delle quattro in un reparto dove sono appena 12 "ospiti", che devono solamente dormire. o ronfare se volete, ma loro devono stare davanti agli schermi dei computer collegati...con cosa? E qui viene il bello. La Schwester mi comincia a riempire di sensori e di tubi colorati, rossi, blu e verdi, tutti collegati con un computerino che mi fissa con cinghie al petto. Se si stacca un filo lo sappiamo subito e viene qui una di noi a rimetterlo a posto; lei non si deve preoccupare di niente, dorma e si giri nel letto come meglio crede. Mi faccio un selfie e lo mando alla mia tribù per anticipar loro la faccia da cadavere che avrò quando sarà l'ora, ma difficilmente sarò così imbracato come un astronauta. Squilla il telefono interno ed è sempre la mia Schwester che mi dice di fare alcuni movimenti, colle pupille da destra a sinistra e coi piedi e con le mani e stringendo i denti. Ha controllato che tutto sia a posto e tutto funzioni. Dopodiché mi augura la buona notte. 
Col cavolozzo fritto! E come si dorme combinato come un marziano nello spazio? Fortuna che mi sono portato gli occhiali da vista e un paio di Diabolik, così mi metto a sedere sul letto con le gambe penzoloni fuori. Dopo cinque minuti arriva la mia Schwester. Vuole una pillolina per dormire, un the? Mai preso sta roba. Quanto tempo intende ancora leggere? Cinque minuti, perché? Perché può leggere anche più a lungo ma deve dirmelo che metto il computer in stand by. Oh mamma mia. No no, smetto subito. Non lo so quanto tempo ci metto ad addormentarmi. Me lo dice la mia Schwester al mattino dopo, alle cinque, quando mi viene a togliere l'imbracatura: 67 minuti ci ho messo, in cui mi sono continuamente mosso. Alle nove me ne vado col patto che tornerò alle 20,30 per il risultato.
C'è un'altra psicologa che mi ragguaglia sull'esito. Devo dormire su un fianco per tre mesi e cercare di vedere se nel frattempo mi ci abituo. Per ora devo metter qualcosa di solido sotto la schiena di lato per costringermi a rimanere di fianco durante il sonno, cosa che è possibile perché lo faccio da due notti e tutto fila liscio. Fra tre mesi tornerò per una notte, stesso ospedale, stessa Station la B4, stessa imbracatura, così vedono le differenze e se riesco a migliorare solo col sonno di fianco, altrimenti dovrò indossare una maschera notturna e rassomiglierò ad un vampiro.
Non so come funzioni in Italia ma non credo che abbiano tutto quello che qui si trova anche nei piccoli ospedali. So solamente che ringrazio Dio di avere avuto nel 1971 l'idea di venire a vivere in Germania. All'inizio stavo in gabbia, mi mancava tanto dell'Italia ma adesso so che qui ho l'assoluta tranquillità e la sicurezza di sopravvivenza e di assistenza GRATUITA, perché tutto quello che mi hanno fatto non mi è costato un centesimo. Se volessi potrei fare richiesta alla KrankenKasse per il rimborso del carburante speso per arrivare da Maximiliansau a Kandel e ritorno. Calcolerebbero un tanto a chilometro e la faccenda sarebbe risolta, ma non sono un accattone e insomma posso permettermi di buttare via 20 euro di diesel.
So che a tanti di voi non piacciono questi discorsi, ma io potrei dal basso della mia bassura contraddire parola per parola tutte le stronzate che racconta a Porta a Porta la ministra della Salute, l'esimia signora Lorenzini.
E ne avrei anche per quel cercopiteco di Renzi, e mi scusino i cercopitechi.




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43 commenti:

  1. sto ancora ridendo per il selfi da marziano ahahah
    anche mio marito ronfa, e senza sapere nulla di tutta questa tecnologia, gli tiro un calcio negli stinchi e lui si mette di fianco e finalmente scende il silenzio ...

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    1. Il ronfaggio, la ronfatura insomma, scassa i cabasisi a chi dorme accanto al ronfante, ma a questi non fa alcun danno. L'apnea magari scassa ancora colei che vorrebbe dormire e non può perché oppressa dal dubbio se da domani debba mettere il lutto oppure no, sì perché le pause sono così lunghe che le sembri morto. Ma i guai maggiori li provoca al ronfante stesso, guai cardiaci soprattutto perché il cuore di notte rallenta il suo ritmo e riposa, ci sono tempi allungati tra un battito e un altro; con le apnee invece è costretto ad accorciare i tempi, così non riposa ma lavora il doppio.
      Poi manca ossigenazione in toto e soprattutto all'organo principale cioè il cervello. E poi resta una sonnolenza diurna innaturale che ti fa diventare lo zombi di te stesso.
      Calci alle caviglie e gomitate non servono, purtroppo.

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    2. eh lo Vincenzo, cercavo di sdrammatizzare.
      Mio marito ronfa solo, per fortuna.Ma devo dirti che da ieri ho prestato attenzione al tipo di ronfo e se andasse in apnea, dunque il tuo post è stato illuminante, oltre che, pur parlando di cose serissime, diverte e brioso, come sempre tu sai rendere i tuoi scritti.
      ciao serena Domenica :)

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    3. Se il mio post possa aiutare il benessere e la salute di tuo marito mi fa piacere. D'altra parte sta scritto nel depliant esplicativo che mi hanno dato nella clinica che è il partner o la partner ad accorgersi del pericolo perché chi dorme non solo non prende pesci ma non si accorge delle apnee. Pertanto è fondamentale che si incominci con le gomitate di AM al costato mio e con i calci che S. scarica sulle caviglie del marito ronfante, ma quando arriveranno -perché non vengono da giovani o con la mezza età ma un po' più in là- tu sarai in grado di accorgertene prima di tutti e farglielo capire nel modo che tu preferisci.
      Un'ultima cosuccia: guarda che le gomitate e i calci negli stinchi fanno piacere a noi masculi, primo una soddisfazione -nemmeno quando dormo ti lascio tranquilla- poi la considerazione e l consapevolezza che VOI vi preoccupate di noi, perché è così, ammettilo.
      Una splendida domenica :-))

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  2. e allora goditi la germania e non pensare a renzi . cosa c'è di meglio che aver trovato un paese dove vivi bene e che ti ha accolto ?

    ps: eri dedito a cornificare? :)

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    1. Non me la godo ma l'apprezzo -in tutto meno che nel gioco del calcio- ma resto profondamente legato alla mia terra di origine e in fondo ne ho un'enorme nostalgia. Non dovrei pensare a Renzi, ma che ci posso fare? Se penso che lui vuol fare il padrone mi viene su una rabbia che non ti dico.

      ps. Assolutamente no, ma tu sai com'è, AnnaMaria non ha mai dimenticato come io ero riuscito a farla innamorare -all'inizio non mi poteva vedere- e quindi faceva due più due fa quattro: se c'è riuscito con me ci riesce con chi vuole lui. Io non ero un cornificatore nato, m di passaggio. Voglio dire: non le ho mai cercate perché ho sempre voluto un gran bene ad AM e non volevo perderla, ma qualcuna ha trovato me. Se era così come Dio vuole non sono scappato. Non sono mai stato un asceta, nemmeno un santo ma neanche un diavolo tentatore.

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  3. tutti vogliono fare i padroni. E' così purtroppo. politica che non è più politica.

    la nostalgia è un nobile sentimento. Ma tu hai trovato una terra accogliente e ricca di soddisfazioni dove vivi, dove paghi le tasse e dove hai assistenza sanitaria. Se non vuoi godertela bè almeno traine la giusta serenità.


    riguardo il..non sono scappato...bè...non so bene cosa voglia dire e sono fatti tuoi...ma nel mio mondo a volte ci vuole più forza a scappare che a restare. A buon intenditor...

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    1. La risposta sarebbe diventata troppo lunga, ma visto che sei andata proprio lì...allora mettiamola così.
      Conditio sine qua non: AM non dovrà mai saperlo, per non soffrire perché non è giusto che lei soffra per i miei piaceri, e per non perdere la dorata fiducia nel suo uomo, e per non far diventare la nostra unione un campo di battaglia.
      Seconda conditio sine qua non: la tipa non deve farsi illusioni e tutto deve essere chiaro: io appartengo ad un'altra. Nel caso ci fosse il rischio anche minimo che non venissero rispettate queste condizioni io sarei rimasto neutrale ed immobile al mio posto anche se la tipa avesse avuto le fattezze di Monica Bellucci.
      Pertanto certezze AM non ne ha mai avute, sospetti perché no, fanno parte di ogni donna e se poi il marito è bello e ci sa fare allora non ti dico.
      Ma diciamolo apertamente: credo di essere stato un buon marito e un buon padre non padrone. Mai elogiato troppo, mai nemmeno umiliato né preso in giro la mia tribù.

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  4. l'importante è che tu usi lo stesso aplomb se a farlo...intendo il farlo alle tue condizioni ovvio...fosse stata tua moglie.
    Tipo...mio marito non dovrà mai saperlo ma siccome sono bella e ci so fare non faccio la tentatrice ma nemmeno fuggo a patto che la famiglia resti unita e che lui sappia che io sono di un altro.
    Chissà...
    sappiamo farlo anche noi eh:)

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    1. Non lo metto in dubbio. Ma c'è un piccolo segreto che tu IGNORI: una donna non può accorgersi dal contatto -dal primo contatto- se il suo uomo è passato da un altro letto, un uomo invece sì.
      Si presume che la propria moglie non sia e non sia stata una prostituta, cioè che non andasse con tutti (con la mia fui il primo come quasi sempre accadeva alla mia generazione); quindi con te e sempre con te farà dei movimenti -intendo quelli intimi- che sei in grado di riconoscere subito, sono i suoi adattamenti al TUO modus operandi. Se va con un altro uomo, che ha un altro modus come è naturale, senza che se ne renda conto acquisisce subito -SUBITO- un leggero movimento che non è il tuo ma il SUO, dell'altro per capirci. La prima volta che sei in intimità con lei tu uomo te ne accorgi e sai. E io avevo sempre le orechie dritte come un cane da guardia.
      Te capiss che razzaccia che siamo noi maschietti?

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  5. ma figurati Vincenzo...
    ma figurati:)
    una donna ed un uomo sono UGUALI...sanno essere fedeli e sanno tradire allo stesso identico modo.
    La donna finge pure l'orgasmo.
    La verità Vincenzo...è che vi abbiamo fatto credere per generazioni a ciò che tu scrivi!:)
    e l'importante comunque è che né io...nè te..nè molti altri che camminano accanto a noi sapranno mai di aver portato le corna. Come scrivi tu meglio non sapere!

    E poi...se le corna le ha portate quella dea della Seredova...siamo tutti sotto questo cielo! E viviamo sereni

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    1. Insomma esisterebbe solamente il grande inganno, anzi Lo Monno sporco de lo Granne Inganno, e non più semplicemente l'innamoramento sincero da entrambe la parti secondo te. Ma poi...come dire...alcune correzioni di rotta per meglio vivere insieme ci possono stare e come. Voglio dire che sì, ci si adatta (guarda che se una mi faceva fiatoni finti sopra o sotto io me ne accorgevo, puoi crederci oppure no, a prescindere dal fatto che gli orgasmi coniugali sono tranquilli, almeno i nostri) e una bella scopatina fuori mano porta bene a quelle legittime, le riattiva e le rinvigorisce
      a mio modesto giudizio.
      Nasciamo tutti innocenti e inconsapevoli cornuti potenziali, ma qui sta il segreto dell'enorme sviluppo dell'Umanità: se tutti ci si dovesse mettere alla cuccia casareccia penso che al mondo saremmo qualche miliardo di meno di inquilini.
      Certamente se penso che PierLuigi Buffon abbia cornificato quella cosa divina -e intelligentissima come dimostra il suo irreprensibile comportamento- della Seredova per una decisamente molto meno divina mi viene da piangere.

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  6. Non ci siamo capiti.
    Certo che ci sono correzioni di rotta ci mancherebbe. Il mio concetto è che...le scopatine fuori porta di cui tu parli baldanzoso sono belle se accettate da entrambe le parti. Per farla breve...no mogliettina devota ( nessun uomo si accorge che una donna finge credimi...e tutti dicono di accorgersene è un classico:)a casa e maritino fuori a rinvigorire. Se il concetto ti piace deve piacerti da entrambe le parti. E cioè che a volte può essere la devota a voler rinvigorire!

    Della serie...sei molto sportivo con te stesso lo sei anche con la tua lei?

    Tutto qua:)

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    1. Io non ho mai pensato -come la gran massa dei masculi- che la donna sia un essere relativamente inferiore, anzi il contrario. Sarà stato il fatto che ho goduto dell'amore della mia prima donna, mia madre, che era una gran donna; aggiungici una diecina di anni di coabitazione nella nostra enorme casa con mia cognata, altra gran donna, per cui alla loro scuola mi sono formato grazie a dio. Vedo però che i luoghi comuni dei maschi bulli e fessacchiotti imperversano anche presso persone femminili di cui conosco la lucidità e l'intelligenza.
      Ci sono le eccezioni, cara la mia Annika e io modestamente mi pongo tra queste. Nessuna sbuffatrice di orgasmi finti mi ha mai imbrogliato. Nessuna. Comunque voglio dirti che io sono certo a prescindere che AM non mi abbia cornificato mai, cooscendo la sua ritrosità anche solo nello spogliarsi davanti a me, dopo anni. Eccesso di pudore. Ma se lo avesse fatto allora devo dirle brava, bravissima, perché io non me ne sono accorto. Le mie scopatine extra non hanno sminuito l'amore che ho per lei, le eventuali sue sbandate nemmeno hanno scalfito il suo amore per me. Arrivato alla mia età trovo il bilancio assolutamente soddisfacente.
      Come vedi sono sportivissimo con la mia Lei.

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  7. toh! ma guarda che commenti piccanti che trovo qua?
    sono d'accordo con annika, VOI, credete di sapere e capire ;)

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    1. E chi pensava che tu dicessi il contrario? In senso generale sono d'accordo anch'io con voi due. Gli uomini i sentono dentro la corazza del loro grosso pene e pensano che voi donne siate lì ad aspettare il messia tutte le sere.
      Eravamo quattro amici inseparabili. Uno di noi scovò la topina de sette bellezze che stava in attesa -sposatissima- ce la presentò uno per volta e ce la siamo passata per un paio di mesi, da buoni amici. Durante una festa sedemmo accanto senza volere ad un fusto co du metri de torace che ci parlò solo della mogliettina fedele che lo aspettava ogni sera, spiegandoci anche dettagli che noi, si capisce, conoscevamo già. Quel cretino mi fece in fondo una gran pena. Tipi così c'è anche più gusto a cornificare, credimi. Naturalmente ero giovanissimo e non conoscevo ancora AnnaMaria.
      Ma io, Silvia, non credo i sapere e di capire. Io so e capisco quel che basta.:-)

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    2. indubbiamente, per un uomo della tua generazione, sicuramente con la tua AnnaMaria è tutto un altro discorso. Sopratutto se sei stato il suo primo ed unico, magari però sull'orgasmo qualche volta ti ha fregato :) ed anche quello è amore sai?
      Oggi è diverso tutto, si può dire tutto ed in contrario di tutto. Ti sembrerà strano ma conosco molte coppie bianche.
      Zero desiderio sessuale, coppie affiatatissime su molteplici aspetti, ma che non contemplano il sesso, consensualmente eh?

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    3. Ha finto l'orgasmo? Mai però in pubblico come la scena famosissima del film, ma sto scherzando. Mi ha fregato? Per farmi felice? No, non per questo perché lei mi conosce bene. Odio le finzioni: occhi negli occhi e sputarsi addosso tutto quello che si ha dentro senza veli nè finzioni. Se tutti e due stanno sulla stessa lunghezza d'onda si finisce la lite o la discussione guardandosi negli occhi, limpidamente.
      Matrimonio bianco? E che senso ha? Se la ami le desideri, se ti ama ti vuole, altrimenti tu vai a letto mezzora prima e io vengo quuando ti sei addormentata. Qualche volta lo faccio adesso, ma per seguire qualcosa alla TV. Fino a qualche anno fa col cavolo: spegnevo la TV appena la vedevo in pigiama. Dice: qualche volta bisogna fare pausa. Sì, hai ragione, pausiamo domani.
      Dai che la vita è bella anche per questo, chi ci rinuncia è un coglione, scusami sai, ma io scrivo quello che penso e penso quello che scrivo.

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  8. Dite un po' tutti le stesse cose sai?

    Anche quelli della mia generazione...

    e comunque la fedeltà per me ha lo stesso valore per un uomo e per una donna.

    Credere che stiamo lì ad aspettare il messia la sera è da da idioti...e parlo dei giovani eh...poi magari quando ti accorgi che la tua donna ,tradita da te da anni, cheta con un altro via alla scenata ipocrita.
    Tu come tutti sai e capisci ciò che la tua donna ti ha voluto far sapere e far capire.E' la vita

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    1. Io non dico le stesse cose, perché di quello che dicono gli altri proprio non mi interessa. Non sono migliore degli altri, Annika, sono diverso. La prima a capirlo fu mia madre.La seconda la livornese che non dimenticherò mai. Disse infatti ML "una donna sceglie e poi si lascia da lui scegliere" E io mi dovrei adombrare per questo? Sono così idiota da non rinunciare al mio atavico ruolo di conquistador? Ma se la donna che desidero mi sceglie lei per prima ma sia lodato il Signore, così mi cosparge la strada di spine e poi me le toglie piano piano una dopo l'altra, così mi rende più piacevole la conquista.
      Siete buone, siete materne, siete mamme anche quando amate il vostro uomo, lo accogliete lì dove nasce la vita. Gli offrite il vostro seno con cui idealmente lo nutrite. E allora? Che c'è di più bello?
      Io la vita l'ho accettata così come è quando ho capito che non potevo in alcun modo cambiarla.

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  10. non siamo buone né materne né accoglienti. Siamo persone. Ognuna diversa dall'altra.E' così. Tu hai trovato una donna sicuramente buona sicuramente materna sicuramente accogliente.
    ma non siamo tutte uguali.
    Ognuno di noi è unico.
    Tu secondo me sbagli soltanto quando pensi di dire cose diverse da molti uomini.
    E la mia disquisizione non era sulla scelta o non scelta.
    era su altro...sul quale però preferisci glissare:)

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    1. Dimmi dove preferisco glissare e ti rispondo. Non mi fare riguardare tutto por favor.

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  11. stiamo diventando noiosi per chi legge.

    dicevo " l'importante è che tu usi lo stesso aplomb se a tradire sportivamente fosse la tua donna"

    più o meno.

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    1. Non ho glissato, ho risposto: non credo lo abbia mai pensato tantomeno fatto per come la conosco e la stimo io, ma se lo avesse fatto così bene da non farmene accorgere e da stare sempre ancora qui a prendersi cura di me, allora brava, bravissima e tanto di cappello.
      Ma ti garantisco che il bene che mi vuole non lo ha mai finto né io quello che voglio a lei.
      E adesso non scocciamo più i nsotri lettori, anche se penso che si siano divertiti.

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  12. il bene non è mai stato in discussione.
    In discussione era solamente il metro di giudizio che usi su te stesso.

    ma visto che sei sicurissimo di tua moglie e non ho motivo di dubitarne non hai bisogno di porti il problema.:) meglio per te

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    1. Nella vita di ognuno di noi -parlo dei più sensibili, dei privilegiati dalla cultura e dall'intelligenza- ci debbono essere dei punti fermi e sicuri intorno ai quali abbarbicare la nostra avventura quotidiana: uno di questi è la certezza della fedeltà della propria consorte, certezza che non sia codificata da Vangeli, Bibbie o Corani, ma dovuta a comportamenti e sensazioni verificabili, oggettive.
      AM non mi ha mai durante gli anni ruggenti di entrambi dato il minimo dubbio su quali fossero i suoi interessi e su chi avvolgesse il suo affetto ed il suo amore.
      Se ho potuto occuparmi delle cose mie e trascurare a volte la causa comune anche se per brevissimo tempo ciò è potuto avvenire perché ho sentito sempre le spalle coperte da lei, che non si è mai posta un passo avanti a sbarrare la strada o a complicarmela, ma se ne è stata nel cono della mia ombra, ritoccando qua e là con una parola o un gesto quando occorreva l'opera che io stavo costruendo.
      Molti errori me li ha evitati lei e tante figuracce.

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    2. la mia unica vera certezza è che io per ora non mi sono innamorata di un altro uomo. E che ho partorito mio figlio. Il resto lo lascio agli dei:)

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    3. E anche questo io lo chiamo un successo.

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  13. certamente si. soprattutto la seconda certezza

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    1. Ecco, vedi che in fondo siamo d'accordo?

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  14. assolutamente no:) sul resto intendo...

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    1. Non si può né si deve essere d'accordo su tutto.
      Una semplice postilla, se me la concedi: tipicamente femminile.
      Volete sempre avere l'ultima parola.
      I maschietti si dividono in due categorie: quelli un po' fessacchiotti che non ve la vogliono concedere e quelli intelligenti -ce ne sono anche fra di noi- che ve la lasciano volentieri per bontà loro, per intelligenza, per quieto vivere.
      Io non sono un fessacchiotto.

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  15. e allora bontà tua:)

    a me non interessa l'ultima parola. Io non sono semplicemente d'accordo con tutte le tue certezze:)
    detto con simpatia.

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    1. Io ho una sola certezza e me la ripeto ogni mattina appena alzato ed ogni sera prima di prendere sonno: "memento mori".
      Replicato con altrettanta simpatia.
      :-))

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  16. quella è l'unica che abbiamo tutti.

    l'altra è che il tempo passa:)

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    1. Visto che su qualcosa si concorda io e te?

      PS. eri in spiaggia tutto il giorno?

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  17. Risposte
    1. Lasciare la propria interlocutrice concludere un dibattito aspro ma civile con un secco "no" non è da tutti, ammettilo.
      Concedere il terreno a chi sagacemente difende la proprie idee si chiama ciò, tanto qui non ci sono vinti né vincitori e tutti, giustamente e regalmente, rimangono della propria idea, come è giusto che sia.
      No, non eri in spiaggia, ma addobbavi terrazze.

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  18. bè...a domanda diretta ho risposto con risposta secca.

    però se tu ci leggi un concedere terreno ...:)

    io riesco a cambiare idea spesso comunque lo trovo anche interessante. Non è questo il caso però...:)

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    1. Il mondo delle idee, quello individuale intendo dire, è come una costruzione per gradi ed elementi diversi: ci sono le trabeazioni, i muri maestri e dei muri che servono ad abbellire. Questi si possono cambiare di tanto in tanto, dando alla costruzione un altro aspetto; ma le trabeazioni no, i muri maestri nemmeno, restano dove sono, altrimenti l'edificio potrebbe crollare.

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  19. Birbante!!!!!!!!!!!!!! NMi sento colpita nel profondo. Anch'io come Anna Maria prendo a calci il marito quando va in apnea... e allora???? mica lo facciamo per noi? E' perchè vi vogliamo un fracco di bene anche se quanto a rompere gli zebbedei siete unici! ahahahahahahah
    Scherzo, Vincenzo, non sulle apnee dle marito però, il quale puntualmente se ne frega e dal medico non ci è ancora andato.
    Per il resto... ripeto il commento che ho scritto nell'altro post. Giovane di spirito e briichino!!!!!! ahaahahha Bacio

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    1. Beh sì, lo so e forse lo sappiamo un po' tutti che i vostri calci negli zebedei sono manifestazioni di amore. A volte però fanno un po' male e si potrebbe anche concludere con un "troppo amore, bella mia".
      Ahahahahah Bacione.

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