domenica 18 marzo 2012

LE MIE DUE PIÙ RECENTI

UN  LAMPO  DI  NOTTE


Sei apparsa nella mia vita
come un lampo di notte
e hai illuminato cose
che non riuscivo a vedere:
un pezzo di strada tutta curve
in salita, facciate di vecchie case
e la mia ombra riflessa sull'asfalto.
Così ho potuto immaginare
la tua voce e i tuoi occhi.
A volte anche il suono del vento
ha qualcosa di amico.






LA  MIA  OMBRA  MI  HA  RAGGIUNTO


La mia ombra mi inseguiva con rabbia
da una vita; da poco
mi ha raggiunto e mi ha inghiottito;
da allora vivo al buio e nel silenzio come
in un tampone di ovatta; nemmeno
riesco più ad ascoltare i suoni
della memoria più antica,
adesso che ho finalmente capito
il senso ineluttabile del nulla.

12 commenti:

  1. Buona la prima. :)

    Ciao caro.

    RispondiElimina
  2. Sì, la seconda è un po' tetra, ma i riflessi dell'anima sono molteplici e variegati. Con essi mi comporto come con un giovane cane in un prato: tolgo il guinzaglio e lo lascio andare.
    Grazie Lenny:)

    RispondiElimina
  3. Sembrano due lati della stessa bellissima medaglia poetica: il lampo di luce e l'ombra si completano a vicenda, e delineano le nostre vite.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In effetti mi sono venute a distanza di 12 giorni l'una dall'altra, la prima il 5 marzo. Non c'è dubbio che si trattasse di un'unica sensazione che mi galleggiava dentro.
      "Due lati della stessa...medaglia poetica" mi piace assai.

      Elimina
  4. ... belle, anche perchè sembrano consequenziali ...
    il lampo notturno mostra un' ombra,
    fino a quel momento ignorata,
    e ora con quell'ombra ci si devono fare i conti,
    che come ben si sa nella vita non tornano mai.
    eppure non serve a niente aver paura della propria ombra,
    lasciamola in pace e godiamoci il suono del vento amico!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo sono, a pensarci bene, vedi la risposta al commento di Nik. Tu dici che io stia facendo i conti con la mia ombra? In quel caso avrei parlato di "ombre", al plurale, perché ne ho parecchie celate al sicuro.
      No, si tratta proprio della mia ombra, di quella che il lampo lascia intravedere per un attimo, che mi raggiunge e mi ingoia e dopo io sparisco e resta solo ombra di me.
      Riflettici, tu che sei brava nel farlo, e capirai.
      L'ultima frase la sottoscrivo in pieno con nome e cognome.

      Elimina
  5. Sì, è chiaro.
    L'ombra che ci fa paura perchè ci può rapire in qualsiasi momento non è forse quella che totò chiamava la grande livella?
    Volevo solo alleggerire la tua seconda, ma non ci sei cascato ... :))

    RispondiElimina
  6. L'avevo capito il tuo tentativo di soccorso: era chiaro, dati i tempi...
    per fortuna non è un soccorso in extremis, c'è ancora abbastanza margine di manovra...:))
    "Mala tempora currunt", ma finché currunt basta restare qui e loro se ne andranno...si spera.:)))

    RispondiElimina
  7. Che bello il commento di Zio Scriba!

    Anche le tue poesie sono meravigliose: la prima mi trasmette un sentimento di dolcezza. Rispetto alla seconda mi viene voglia di dirti di strapparti la tua ombra di dosso e di farla stare al suo posto.
    Buona giornata, Vincenzo.
    Teresa

    RispondiElimina
  8. Sì, veramente bello.
    Grazie del consiglio: ci sto provando, ma a volte, da un po' di tempo, me la sento cucita addosso come una tuta da danzatore classico.
    Buona serata a te, data l'ora.

    RispondiElimina
  9. Non puoi immaginare quanto ti capisca.
    Un abbraccio
    Teresa

    RispondiElimina