mercoledì 18 dicembre 2013

NON C'È UN FILO DI VENTO



Questa non è una poesia notturna di questi ultimissimi tempi; è di dicembre dello scorso anno, quando abitavo nella vecchia casa della Danziger Strasse, dove avevamo un prato bello e abbondante. Me l'ero persa e improvvisamente me la sono ritrovata sotto le dita, emersa da una marea di fogli disarticolati e riposti alla rinfusa al momento del trasloco. Mi sembra degna di stare vicina ai brevi momenti poetici di questi ultimi tempi e la propongo adesso.


Accanto al cavallo che bruca l'erba del mio prato, 
cavallo abusivo, seduta di spalle su una sedia metallica
smaltata di rosso, una donna fuma il suo sigaro
sbuffando in alto il fumo. Donna giovane sembra,
di spalle nel prato di un vicino, clandestina.
Di che si cruccia, signore? Se il cavallo sporca
ho con me una sacca di plastica, porto via tutto dopo.
Non riconosco la voce né i capelli, la schiena
è un po' arcuata mi pare. Tossisce un po';
non ha eccellente salute e forse sniffa di tanto
in tanto, penso, senza voler discriminare nessuno.
Vuole un risarcimento, signore? Le lascio il sigaro,
è un Avana fatto a mano da una ragazza
di quattordici anni, una reliquia certamente.
Quante volte ho lasciato il mio cavallo, penso io adesso,
brucare nei prati dei vicini e nessuno mi ha chiesto
niente. Nemmeno io voglio un soldo, ma il suo sigaro
sì, dopo che l'ha tenuto in bocca lei, che lo ha succhiato
tra le labbra. Lo terrò in una bacheca per fumarmelo io
forse, qualche tirata e spegnerlo di nuovo e toccarlo
ogni tanto e tenerlo per me. Intanto lei
si è alzata dalla sedia. Ha il fondo schiena piatto
niente di quelle forme attraenti femminili;
va via e mi lascia anche la sedia. Controlla il prato:
non c'è niente da portare via nella sua sacca di plastica.
Se ne va col suo cavallo. È stata di parola e mi ha
lasciato il sigaro appoggiato alla sedia di metallo
laccato. Fuma ancora e io me ne resto appoggiato
alla ringhiera del mio balcone ad osservarne il fumo
che sale in alto diritto, continuo. Non c'è un filo di vento.







16 commenti:

  1. Molto bella, Vinz!
    Non c'è un filo di vento... una sensazione bella, perché precede un movimento che verrà.

    Moz-

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    1. Sì, è tutto in quel fumo che si innalza senza scossoni. Non c'è un filo di vento.

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  2. Troppe parole.
    Ma è una mia fisima, abbi pazienza!

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    1. Il diritto alla critica è sacrosanto. Forse le parole sono troppe, ma a volte servono. La poesia è dell'anno scorso. Non l'avevo postata, l'ho ritrovata, riesumata da un trasloco e sai quanta roba sarà andata persa....non volevo toglierle nemmeno una virgola. Sapevo che non avresti gradito, ma è stato come riabbracciare un amico che si credeva perduto.

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  3. BELLA...sai che sembra una favola??

    ciao Enzo..oggi è una bellissima giornata di sole..fredda ma splendida
    Ancora non avverto l'atmosfera natalizia..peccato!

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    1. Favola? Che bello! Il ruolo di narratore di favole mi affascina dai tempi dei tempi, da quando, nell'altro millennio, mia nonna tentava di addormentarmici. Doveva tirare fuori tutto il repertorio per riuscirci e ci arrivava per sfinimento reciproco, ma l'ultimo ad addormentarsi ero io.
      Bellissima giornata di sole? Ahi Italia, ludibrio delle genti, che del tuo sole mai non ti contenti...Beata te, qui da me piove da ieri notte senza tregua, non certo a catinelle, ma sempre insistentemente e non permette di mettere il naso fuori dalla macchina. Solo circolare in luoghi chiusi. Che mortorio!
      Atmosfera natalizia? Alludi a quella con la neve, le strade illuminate e gli alberi di natale a gogò? Qui li mettono a metà novembre e la gente ci gode.

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    1. Prego Ernest, grazie a te. Sei molto sintetico, mi piaci.

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  5. diciamo che sono contento di non averla dovuta studiare a scuola =D
    però concordo con Alessandra ;-)

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    1. Ammazza! E da quanti anni me volevi morto?!?!
      La vita è una favola, anzi "la vita `sogno" Riccardì. Questa non l'ho scritta io, ma uno che a scuola dovresti avere incontrato, un certo Calderon de la Barca, che peròandava a piedi e quaklche voltra a cavallo, proprio perché sognava e si sogna mentre si dorme. Adesso se il cavallo è bravo ti porta a casa pure se tu là sopra ronfi, ma se ti addormenti in barca ti trovi bagnato alla fine.
      Ciao Riccardì.

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    2. si, si, quel tizio me lo ricordo, era un tale scassaca... =D

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    3. Perfetto! Vedo che te lo ricordi proprio bene. Complimenti!

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    4. Pa'? mi fai osservazione? ^_^

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  6. intanto me fa piacere de avè avuto un pò de tempo pe venì qua a legge sta bella poesia. poi me fa piacere pure vede riccardo che è na cifra de tempo che manco m'a ricordo...ciao Vincè. L'auguri l'ho fatti sul mio blog...viemme a trova...e dimme la tua.

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    1. Quante sodisfazzioni che te levi a venì a trovamme, lo vedi? Devi da venimme a trova (senza accento, a la trasteverina) npò più spesso, così te sodisfi deppiù e incontri bella gente come Riccardino. Fra un po' a casa mia se magna, ma doppo te vengo a trova. Ciao Mariagrà.

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