martedì 26 maggio 2015

GIORNO SOLAMENTE MIO


Una salamandra turchina si nasconde
e riappare sfaccettata di luce solare
tra foglie ombre e silenzi, si contorce e vibra
e cerca la mia traccia, beffarda.

Querulo è l'accordo delle ombre mattutine:
si invaghiscono in me della mia metafora tra silenzi
e preghiera, rapidamente mosse sopra
una scacchiera muta che si impolvera dismessa

e poco usata. Tempi di reflessione.

Tante sono le cose impossibili che brulicano
nella mia mente, autunni di smeraldo
si procacciano la posizione di partenza migliore
cocciuti ritorni non richiesti, visti

di sguincio e di sfuggita,
ameni reportage, foglie appassite e morte.

All'orizzonte l'onda quasi invisibile è tutta
un tremolio, schizzi di cielo la soffocano,
sprofonda la nave che vedemmo partire
dal nostro porto lungo l'arco terrestre
dove lo sguardo si spezza.

Ormai questo giorno è solamente mio.


In Maximiliansau, il 26 maggio 2015 nelle prime ore notturne

***


10 commenti:

  1. Scacchiere dismesse, memorie impossibili, orizzonti che sfumano.. rimaniamo, comunque, sempre noi a farci compagnia. Innegabile. Ma pure consolante.

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    1. Bella la tua immagine: "rimaniamo sempre noi a farci compagnia". Insomma una solitudine mai completamente sola. Tutto questo è consolante anche se forse si tratta dell'unica consolazione.

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  2. Versi sempre estremamente intriganti e incisi ne nostro essere..
    L'immagine della salamandra mi resterà sempre impressa..ho dei gechi in giardino e li guarderò con occhi diversi....le tue rime sono una pittura, un quadro che si ripercuote nella nostra interiorità..
    Ti ringrazio di questo Vincenzo caro...
    Un bacio!

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    1. Senza sapere ha carezzato la mia anima descrivendo le mie rime come "..una pittura, un qusdro che si ripercuote nella nostra interiorità". Lo so è un brutto peccato di vanità, ma io quando scrivo un racconto o un romanzo e a volte anche una poesia -insomma in tutto quel che scrivo- cerco di dipingere a parole. È la mia anima di pittore che emerge dal profondo.

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  3. Non illuderti che sia soltanto tuo, perchè ce lo mostri troppo intrigante per non cercare di entrarci, anche brevemente.
    Cri

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    1. La porta è spalancata Cri. Accomodati pure.

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  4. Sono stati giorni solo miei. Riflettere mentre ci si lecca le ferite è l'unico modo che conosco per recuperare vita.
    Ma la nave tiene ancora Enzo. Per fortuna.

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    1. Non avevo dubbi sulla tenuta della nave. Credo nessuno ne avesse di quelli che ti conoscono bene. Adesso basta leccarsi le ferite, torna al costume usato, respira a fondo e apri la tua finestra sul mondo, che non è solamente brutto, ma è anche vivibile e, che tu lo creda o no, anche godibile. Basta volerlo.
      Buon resto della serata sorella grande della sorellina di Maria.

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    2. Sai, quando il male ti viene scaraventato addosso da persone care, e' qualcosa che non potendo prevedere lascia un solco che niente è nessuno potrà mai più riempire.

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    3. Questo concetto è sacrosanto.
      Guarda che io ho perfettamente capito di che male parli, una diagnosi non era così difficile. Ebbene proprio contro quel male lì, che arriva del tutto inaspettato e che lascia solchi profondissimi e incolmabili, si deve lottare, perché con quel male devi oramai convivere. Ma si può e tu ce la farai senza autodistruggerti.

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