mercoledì 13 maggio 2015

VENTI VERSI DA DIMENTICARE


Raccogliere un pensiero in pochissime
parole sgrammaticate e scarne
significa forse essere poeti piuttosto che ignoranti
o poco istruiti o troppo succinti oppure
menefreghisti? Io sono tutto questo e altro ancora
io sono me e controfigura di me.
Essere uomo come mi sento io,
uomo uomo per dirla in breve, mi dà
il rispetto di me stesso, al di là di tutte
le cadute di stile, le grossolane
inutili storiacce che racconto, le bestemmie
che dico, le flatulenze che mollo,
i sogni impuri che faccio a occhi sgranati.

Immensa la beatitudine dell'imperfezione,
sorelle e fratelli; me la scandisce il rumore
cupo di ogni battito del cuore dentro il petto,
la lacrima che scopro ogni mattina
dentro un occhio, ora il destro ora l'altro,
che detergo col dorso della mano
quasi con rabbia, sempre con stupore.




***
Scritta in Maximiliansau durante le ore notturne del 13 maggio 2015 

12 commenti:

  1. "Beatitudine dell'imperfezione": grandioso, e da NON dimenticare!

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    1. La poesia è come uno strumento che dà un suono breve, ma che si sente da lontano. Era da tempo che passavo le notti fantasticando o leggendo o scarabocchiando raccontini o armeggiando con matite e pastelli su fogli di carta bianchi, ma non mi veniva fuori dalla strozza uno straccio di verso che fosse uno. Poi all'improvviso e inaspettato mi è venuto sulla punta della penna
      stringo nei pugni
      l'aria delle mie evolute
      immagini;
      m'inseguo, mi raggiungo e mi precedo.
      E ho seguito l'istinto.
      Tu sai com'è: uno scrittore deve sempre e solo seguire il proprio istinto e fidarsene ciecamente. Anche questo è da NON dimenticare.

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  2. Escluse le bestemmie, ti sottoscrivo tutto; e continuo a leggerti con lo stesso stupore col quale detergi gli occhi..

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    1. Le bestemmie erano pleonastiche, tranquillo.

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  3. Beh .... francamente, non mi sembra che "le parole sgrammaticate" ( poche o tante che siano ... ) siano figlie della Poesia, credo piuttosto ( come scrivi Tu ... ) che esse siano le mamme di una pessima, o scarsa - se non proprio mancante del tutto - conoscenza della grammatica & sintassi dell' ottima lingua italiana !
    Mah .... la perfezione NON esiste, su questa terra, tuttavia tenderci, inseguirla, assaporarne per brevi attimi l' essenza sia meno indegno che scrivere versi impugnando la zappa !!!
    Ciao ... @Vincent : ansavà ???
    In attesa di notizie ( buone ... s' intende ) ascoltati questa ! :-))))

    https://youtu.be/0t2m9Fq1M1o

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    1. Eppure Cavaliere ti assicuro che ho letto poesie moderne dove la sintassi era beatamente assente, forse apposta, non so, ma non esisteva.
      Se questa fosse la nuova moda ebbene io me ne frego e mi tengo stretta la vecchia.
      Ciao...savà bien! Comme? Se campa, cavaliè.

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  4. Mi solletici dei pensieri che erano nascosti in me. MI metti di fronte a certe scoperte.... e allora come tu dici " uomo come mi sento io,uomo uomo per dirla in breve, mi dàil rispetto di me stesso", così mi sento io, donna donna, con tutti gli scivoloni ma anche con tutte le convinzioni che mi porto dentro.

    Grazie Vin.
    Cri

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    1. Brava! "con tutti gli scivoloni" ma proprio tutti, che sono parte di te, e non è me che devi ringraziare, ma te stessa Cri.
      Vin

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  5. In quella lacrima vedo tutta me stessa. Tutta, ogni giorno. E siamo ancora consapevoli del nostro stupore.
    Ti abbraccio.

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    1. Conosco quella tua lacrima, me ne hai già parlato.
      Sì, siamo consapevoli del nostro stupore, Gott sei dank!
      Abbraccio.

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  6. Tu ci credi Vincenzo che leggendo questi meravigliosi versi, mi sono anche commossa? Mi troverai infantile fa parte di questa umana imperfezione, certo lo sono anche , ma la lacrima che detergi con la mano con rabbia ma sempre con stupore, quella è anche la mia...
    Un abbraccio forte!

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  7. Credo che detergersi una lacrima con rabbia sia nel DNA di tutti gli adulti.La differenza la fa lo stupore.È una sottile considerazione se ci pensi bene. Anche tu sei dei nostri, come vedo, e questo mi fa piacere.

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