lunedì 16 giugno 2014

LO STESSO CHE ANDARE IN MONTAGNA

La vita è un ascensore, diceva mio padre. Aveva naturalmente ragione, ma io ero troppo giovane per dargli retta. Adesso so che la vita è come andare in montagna: si sale e poi si ridiscende, per risalire ancora e poi...si ridiscende. Va avanti così, sempre, senza eccezioni, e chi si illude di trovarsi in cima sopra un altopiano deve purtroppo disilludersi dopo un po' perché si trova magari non di fronte a una discesa, ma ad un baratro, dove miseramente finisce. Le ascese sono dovute a momenti di euforia, oppure sono risalite dopo cadute libere per stati depressivi causati dalla perdita improvvisa dei genitori o dell'amatissimo fratello maggiore, con conseguenti complessi di colpa per non aver fatto in tempo a dire questo e quest'altro, per non aver fatto questo o quest'altro. Le discese a volte sono lente e benefiche perché riconducono alla realtà quotidiana; a volte invece sono rovinose precipitazioni dovute ad errori. Errori che condannano e portano con sé orrori.
Un'altra cosa diceva mio padre, saggia persona tanto perbene: dentro ognuno di noi c'è una bestia feroce. Guai a lasciarla uscire, azzanna, ferisce e qualche volta uccide e comunque sempre fa del male al suo antico proprietario, come minimo gli rovina la reputazione.
Orbene a me sono capitate tante occasioni in cui questa bestia sarebbe dovuta uscire fuori e non lo ha fatto mai. Almeno quella volta che, tradito da un amico socio in affari, mi sono trovato col sedere per terra senza risorse e son dovuto emigrare in una terra straniera a fare il Gastarbeiter, termine che non si usa più da anni, ma che era assolutamente dispregiativo e discriminante. Nemmeno allora l'orrida bestia è uscita fuori, tanto che oramai mi ero convinto di non avere dentro di me questo mostro, toccata la soglia dei miei secondi quaranta anni, di essere immune da questa nauseabonda malattia che è la ferocia con cui si vorrebbe a volte sbranare gli altri. Avevo per così dire abbassato la guardia e me ne andavo tranquillo per la mia via, fiducioso nel mio futuro.
Ma è successo qualcosa. Ho scoperto di avere gelosamente conservato una banconota nuova da venticinque euro, sul cui retro non c'era un ponte, bensì l'ingresso di un tunnel senza uscita. Come abbia fatto a non accorgermene lo ignoro, ma la mimetizzazione (o dovrei chiamarla mistificazione?) era perfetta: sembrava vera, sembrava autentica, e sembrava che la possedessi solamente io questa meravigliosa banconota. 
La banconota mi è esplosa tra le mani, mi ha riversato il suo acido e vischioso colore tutto addosso e mentre io cercavo di nettarmi la dita e le mani di quel liquame nauseabondo, forse stropicciandomi le mani sui panni che indossavo, si deve essere aperto uno spiraglio da cui l'immonda creatura è uscita fuori allo scoperto. 
Ho potuto constatare allora quanto fosse fuori controllo, quando difficile fosse farla rientrare nel suo puzzolente ricovero. Ho lottato a lungo, ma adesso ci sono riuscito. Purtroppo ha fatto molti danni, ha azzannato e ferito e quasi ucciso. Una sola cosa non poteva uccidere: l'amicizia tra me e la persona che tutto questo disastro aveva provocato con la sua isterica reazione ad una frase certamente scorretta ma non ingiuriosa né cattiva, perché quell'amicizia non era bilaterale, proveniva solamente da me, l'altra persona ignoro ancora adesso da quale sentimento poco umano fosse mossa. Proprio adesso che sembra essersi chiusa nello sdegno usa mezzucci da teatrino di cattivo autore e di pessimo regista, mandando a punzecchiare, a colpire, a sparlare fantomatici commentatori anonimi sul proprio e sul mio blog, anonimi che usano firmarsi con nome e cognome. Veramente sfortunata questa persona: è andata a scegliere il nome di un uomo che io ho personalmente conosciuto una quarantina di anni or sono, quando facevo il trasportatore per l'Europa con un mastodontico TIR. Lo conobbi in Romania, questo signor Marcello M., proprietario di aziende agricole e fabbriche di conserve. Persona affabile. Peccato che sia deceduto tre anni or sono nel suo paese toscano attraversando le strisce pedonali insieme a sua moglie. Aveva 78 anni, i conti tornano: io me lo ricordo giovane più o meno della mia generazione. Un'omonimia? Tutto è possibile, ma anche il secondo anonimo ha un nome e un cognome, che corrisponde a quello di un signor ML, anche lui deceduto ventisei anni or sono. Un'altra omonimia? Ma no, trucchetti innocenti.
Se vuole divertirsi lo faccia. Io ho rinchiuso la bestia nel suo antro e non la lascerò più uscir fuori.
Mi scuso con me stesso, innanzi tutto, quella parte nobile di me, che non meritava di essere trascinata nel fango; mi scuso coi miei amici e amiche di web, e sono tanti, di avere loro causato sconcerto e diffidenza nei miei confronti. Mi scuso con tutti meno che con quella persona, perché non lo merita, avendo lei ingannato me fin dall'inizio con le sue subdole arti. Per fortuna la storia finisce qui, almeno la parte pubblica.
Di questa nauseante vicenda non parlerò più nel mio blog.

44 commenti:

  1. "Chi ha buonsenso lo usi" è la frase preferita di mio nonno... Non scusarti per ciò che non hai fatto, non scusarti con me perchè non mi hai causato nè sconcerto nè diffidenza. Come ti scrissi in quel post che hai rimosso, si può sbagliare certo non siamo infallibili e se accade ci si chiarisce, ci si scusa senza gridare alla lesa maestà, così dovrebbe essere con tutti e ancor di più con gli AMICI e non gli "amici", nella tua frase non c'era niente di offensivo, la malizia stava in quella persona che evidentemente aveva e ha bisogno di avere attorno a sè dei "leccaculo" che le dicono in continuazione quanto è "brava, intelligente, bella", i suoi giochini infantili la classificano per quello che è realmente, quindi BASTA rammaricarti e star male per quella persona, non vale poi così tanto.
    Un abbraccio
    Xavier

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    1. Ricordo quello che scrivesti, parole nobili di un animo nobile. Mi dispiacque eliminare quel post perché c'erano le tue ed altre parole edificanti, ma volevo eliminare la durezza delle mie parole, solo quella. Chiedere scusa è una dottrina che io ho appreso fin dalla mia età più tenera da un maestro assai esigente, mio padre. Chiedere scusa non è un atto di sottomissione è un atto di civiltà e di intelligenza, quella parte dell'intelligenza snobbata da certuni come secondaria, accessoria, di poco valore. Dare la possibilità di potersi scusare è invece un atto dovuto, niente di meno e niente di più. A me non è stato concesso, proditoriamente. In questa nazione dove non sono sufficienti tre gradi di giudizio per assolvere e condannare, a me non è stata concessa nemmeno la difesa d'ufficio. Da grande uomo, grande amico a grande imbecille, grande nemico nello spazio di un battito di ciglia. Questo ha mandato in tilt il mio sistema di pensiero e scatenato la bestia.
      Non commento ciò che quella persona possa essere, non mi compete più.
      E non mi rammarica di avere perduto un contatto con il nulla.
      Ringrazio te per la tua attestazione di stima, assolutamente ricambiata come ben sai.
      Un abbraccio altrettanto affettuoso quanto il tuo
      Enzo

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  2. Ciao Vincenzo,
    premetto che non so niente di questa storia quindi intuisco solo da questo post che deve essere accaduto qualcosa di molto spiacevole e mi dispiace.
    Deve essere accaduto, come amano dire gli inglesi, un misunderstanding però secondo me sta al buonsenso delle persone coinvolte fare un passo indietro e chiarirsi senza litigare ma aprendo bene le orecchie (e il cuore) e ascoltando.
    Un abbraccio
    Mel

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    1. Starai meglio se non conosci la storia. Tu parli di buonsenso, ovvio che ce ne voglia, ma occorre anche un minimo di rispetto. La persona in questione ha la metà dei miei anni. Non pretendo che si alzi in piedi al mio arrivo, ma che rifletta un attimo sulla mia storia prima di usare espressioni altamente offensive e spregevoli. A parità di età un uomo deve sempre fare un passo indietro di fronte ad una donna, ma quando si ha la metà esatta degli anni si ha il dovere di chiedere almeno ragione di una parola, di una frase che si ritiene offensiva, almeno questo richiede la buona educazione, che certamente in questo caso è rimasta assente.
      Peccato per lei: io resto seduto sul mio scanno, lei è piombata col sedere per terra.

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  3. Ciao Vince',
    io ricordo che hai comunque avuto la possibilità di scusarti ma questo non comporta automaticamente che le scuse siano accettate...
    io spero finisca qui anche la parte "privata", se poi c'è o ci sarà, perchè questa vicenda non ti sta portando da nessuna parte, riesco a spiegarmi?
    Onestamente mi sembra che non stia giovando a nessuno, tantomeno a te, mentre mi pare stia minando quella serenità e chiamiamola "produttività" che c'era nei due blog, non trovi?
    Riesco a spiegarmi?
    Un grande saluto!

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    1. Caro Riccardino, vedo che non mi sono spiegato. Questa telenovela mi ha stufato e nauseato. Io non ho nessuna intenzione di ripristinare rapporti ormai deteriorati e conclusi, visto che anche per me "gli abbandoni sono sempre stati minuscoli decessi". Fortunatamente non soffro di "fissità riciclate né riti compulsivi". Né voglio fare letteratura da bancarella come sta tentando di fare lei. Non morirò di questo vuoto.
      Allora? Ti chiedi tu, que pasa? Che ti angustia? Nulla, Riccardo. Solo mi infastidisce e di molto avere speso il mio tempo, la mia attenzione ed il mio affetto per chi non lo meritava. Io ho un'età in cui non posso perdere più tempo, capisci? E poi mi dispiace di essermi abbassato a quei livelli, dove quella signora evidentemente si crogiola. Mi dispiace di avere dato questa impressione a tutti i miei veri amici di web, a tutti quelli che mi stimano, a tutti quelli che mi vogliono bene e cui io voglio bene. Sto parlando di te, di ZioScriba, di Xavier, di Manuel Rocchi, di Melinda, di Cristiana, di Lillina, di Mariella, di S.Pia, di Alessandra, di Ornella, e soprattutto di Silvia Fuma, che se ne è stata tranquilla in questa rovinosa mia caduta con tonfo, anche se in cuor suo deplorava come mi stavo comportando, e sto parlando di tutte le persone che adesso sto dimenticando, come la mia amica romana come a me, Mariagrazzia, nun è vero Mariagrà?
      Non ci saranno più morti né feriti. Chi non è mai nato né esistito si è già ampiamente chiamata fuori, troppo piccina per capire di avere -a dir poco- almeno il 50% della colpa di tutto questo schiamazzo. Ma l'intelligenza, come sai, è fatta di tanti piccoli tasselli, e non va confusa con il bello scrivere, freddo e compiaciuto, a danno dei sentimenti. Ma quando non se ne hanno...
      Ciao Riccardì, ti abbraccio.

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  4. Amare parole, ma finalmente e nobilmente liberatorie. Ti ricordi di Mainz 1972? Ti ricordi della nobilissima, bellissima, intelligentissima Analhore von Borstel? (scriviamone pure il nome tanto lei non bazzica questi siti e capisci ben poco di italiano), te ne ricorderai di sicuro, piaceva anche a te e a chi non piaceva. Ma lei scelse me, tra i tanti pretendenti, "per una vita in comune", disse. Io non volevo una vita in comune e mi lasciai tirare per la giacca da lei, che mise in atto tutte le sue arti per avermi. Io avrei volentieri passato più di un Wochen Ende insieme a lei, ma Analhore voleva tutto. Insomma anche tu mi consigliasti di tenermela. E io mi misi con lei. Quattordici mesi di vita vissuta intensissimamente. Grande donna e grande femmina. Fino a quel venerdì di fine aprile, che tu conosci, perché fu te che chiamai.
    Perché mi portassi al mio atelier. Anche la macchina si era tenuta. Perché mi sbatté fuori in cinque minuti? Nemmeno mi ricordo le parole, ma era un mio commento a una sua spesa cretina. I soldi erano i suoi, ma io allora ero solo sulle spese e non guadagnavo un cazzo. Mi disse che ero una sanguisuga, che avevo sfruttato il suo buon cuore e tutte quelle cazzate che le donne sanno dire in quei momenti.
    Due anni dopo ci fu Documenta a Kassel, dove avevo un piccolo padiglione, dove sono diventato famoso e ricco. Sai che me la sono ritrovata davanti anni dopo? Mi disse che era stata troppo tempestiva e che se solo avesse saputo...non mi avrebbe mollato mai. Pensa lei con la sua arte girare per galleristi come la donna del celebre scultore F.M. Pensava che figurone si era persa e le rodeva l'anima. "Sowas tuen nur die idioten", le disse e la piantai lì.
    Non c'è nessuna similitudine, ma chissà, in un prossimo futuro. Ma non te lo auguro, non mi pare si possano fare paragoni con Analhore von Borstel. Quella era di un'altra categoria. In bocca al lupo, fratello. Ci vediamo a fine mese? Dove?
    Ciao, Filippo

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    1. Accidenti se mi ricordo di Ana v. Borstel! E come dimenticarla? Però non si può fare un paragone con M.E., troppa differenza. Occorrono dodici Mia per ottenere una fuoriclasse come Analhore. Una cosa però hanno in comune, la cattiveria. Te lo dissi allora che dovevi stare attento perché era una grande egoista, che dava poco per ottenere tutto. E io odio l'egoismo. Questa è l'unica cosa che hanno in comune, egoismo e cattiveria. Basta. Programmano ogni loro azione d restano sempre in piedi. Ma basta parlarne.
      Vediamoci a fine mese, da te. Vengo su da solo, Anna Maria mi mette in croce in autostrada, ha paura.
      Ok! Dovesse esserci un contrattempo ci telefoniamo. Ciao Filippo.

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  5. Basta Vincenzo.
    Avendo seguito tutta la storia posso solo dirti che ti ha procurato fin troppa sofferenza.
    Come ti avevo già scritto allora, volta pagina.
    La persona in questione non merita ulteriori righe.
    Bacio.

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    1. Sta tranquilla, questo è l'ultimo scritto che riguardi quella persona. Come dicevo a Riccardo questa telenovela mi ha profondamente stancato e nauseato, e non voglio tediare voi tutti con questa storia penosa.
      Non c'è né solitudine né amarezza in me. solamente rabbia, per essermi lasciato raggirare così puerilmente. Sarà che sono diventato vecchio, ma non coglione.
      Un bacio affettuoso, sorella maggiore della sorellina di maria.

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    2. Aribacio a te, amico mio.

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    3. Ariaccetto e aricambio, amica mia.

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  6. Stai diventando patetico.

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    1. E tu sempre più vile, egal wer du bist.

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    2. Sai che penso?
      Che tu abbia preso una bella sbandata per questa ragazza. Altro che amicizia.
      Sei cotto.

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    3. Nessuno si interessa di quel che pensa uno sciocco e un frustrato.

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    4. non è vero e lo sai, e proprio perchè so che ti fa' male, e che fa' male, che ti consiglio di lasciar perdere e non tornare più sull'argomento perchè è diventato un gioco al massacro, il cane che si morde la coda... una strada senza fine che può finire solo se uno lascia perdere...
      ti avevo già consigliato, ricordi?
      Un abbraccio.

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    5. Lo so ed ho apprezzato al massimo il tuo consiglio, ma se un anonimo che si nasconde dietro l'anonimato mi viene ad offendere a casa mia mi viene il voltastomaco e non ci riesco a non reagire. In fondo è il mio punto debole: reagisco alla violenza con la violenza. Platone era il mio autore preferito in Greco. Era pure l'allievo prediletto di Socrate, che non scrisse una sola riga in vita sua. Lo fece Platone, che trasmise ai contemporanei e ai posteri il pensiero di Socrate. In uno dei dialoghi più belli, il Fedone, Platone riferisce un insegnamento del maestro: l'avversario va combattuto con le sue armi, perché capisca che lo si può contrastare sul suo terreno, mentre lui, al di fuori della sua sciapa zuppa non saprebbe cosa fare né cosa dire.
      Ti voglio bene, Riccardo; perdonami questo difetto.

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    6. Vincenzo,
      onestamento io non ho nulla da perdonarti.
      Purtroppo contro gli anonimi non si può fare nulla se non riconoscere la loro stupidità; se anche dovessero, dico "se anche", dire delle cose giuste e corrette, queste cose non valgono davvero nulla...
      Le possibilità sono due:
      dai la possibilità agli anonimi di attaccarti postando questi argomenti
      oppure lasci perdere perchè tanto non ci guadagnamo tutti nulla e torni ai tuo post che sono sicuramente più gustosi,
      ti pare?
      un abbraccio!

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    7. Se permetti di scrivere anche agli anonimi, ti tieni quello che ne viene e non ti puoi arrabbiare o offendere. Soprattutto se un anonimo ti sbatte in faccia la verità, proprio quella che ti urta tanto. Perchè ti urta proprio: sei innamorato perso di quella ragazza. Altrimenti non saresti qui a scriverci sopra un post dopo l'altro.
      Innamorato e rifiutato. Ecco perchè sei tanto furioso: un amore senza speranza fa questo effetto.

      Fai quello che ti dice Riccardo è meglio!

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    8. Visto Vincenzo?
      il problema è che questi anonimi poi, sono talmente "particolari" nello scrivere che... viene anche facile pensare male e non si rendono conto che cosi non fanno altro che gettare benzina sul fuoco, a meno che non lo facciano apposta a provocare.
      Mah.

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    9. Riccardo, posso rispondere per l'ultima volta a questo anonimo? Grazie.
      Anonimo, come mai non ti firmi più Marcello Machetti? Eppure usi le sue espressioni, tali e quali? Cosa hai combinato, Mia, hai rimesso il morto nella sua tomba? Ma non hai il minimo pudore più?

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    10. Non so neppure chi sia Machetti. Morto? Pace all'anima sua.
      Quello che vedo è che non neghi niente. Evidentemente ho ragione io.

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    11. Bene, ora che siamo a posto, vediamo di chiuderla qui,
      grazie Anonimo per la tua promessa di dare un taglio a
      questa ormai stancante situazione.
      grazie ancora.

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    12. Riccardì, tu pensi che dia sto taglio? Vatti a leggere quello che scrive stamattina sul suo blog. Non la smette più. Hai ragione: a dar ascolto e voce agli sciocchi e ai cattivi c'è da rimaner travolti da uno tsunami. Mettiamoci al riparo. Ciao Riccardì, ad maiora.

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    13. "non ti curar di loro ma guarda e passa" e se ascolti uno stupido non passare nemmeno più...
      Un saluto :-)

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    14. E chi sarebbe lo stupido? Tu sei la persona più saggia e più tranquilla che io conosca. Ti giuro che vorrei avere il tuo carattere, così tranquillo e riflessivo. In una simile situazione tu avresti spento il fuoco sul nascere. Guarda me, invece. Ma io non posso cambiarmi adesso dopo otto decenni passati allo stesso modo. Non ci riesco. Lo sa quella signora, che mi ha studiato in questi due anni. E si diverte. Ma ride ben chi ride ultimo.
      Ciao Riccardì.

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    15. Premesso che non sono affatto convinto che otto decenni li hai passati a questo modo... non c'è mai limite all'evoluzione e ai cambiamenti, soprattutto se positivi.
      Preferisco il tuo commento più sotto ;-)

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    16. Sono stati otto decenni di chiari e scuri, come per tutti, dove ho maturato la mia personalità e vederla adesso messa alla berlina da una persona che si è camuffata da amica chissà per cosa e che adesso cerca di sputtanarmi con mezzi subdoli mascherandosi ancora dietro mentite spoglie e dietro il vilissimo anonimato, beh mi fa venire il voltastomaco.
      Non ha nessuna dignità, nessun pudore.

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  7. Ciao Vincenzo!
    Continuare a ravanare dentro questa storia che ormai ha fatto il suo tempo non puo' che farti stare male, ovvio che le ferite si devono rimarginare ma parlarne ancora non fai altro che dare la possibilità' a quella persona di poterti nuovamente offendere ed è quello che vuole,fossi in te non le darei soddisfazione
    Abbraccio

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    1. Avete tutti ragione. Questa è stata l'ultima mia risposta a questa provocazione.
      Ringrazio tutti i miei veri AMICI per il loro sostegno. C'è del buono anche in questa storia di merda: ho fatto la conta degli amici, vi pare poco?
      PS: hai cambiato la foto? Carinissima!

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    2. Ora Claudia è una "gnocca" bionda!
      Ahahahah

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    3. Hai visto che roba! Da leccarsi i baffi, cioè nel mio caso prima lasciarseli crescere, poi leccarseli...i baffi, si capisce.
      Di questi tempi sempre meglio specificare.
      Tschüss.

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    4. Mari ..troppo buona,
      e tu Vincenzo sei un mito! :))))

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  8. Bravo Vincenzo,siamo in tanti ad esserlo e ne siamo fieri!
    Siiiiii foto aggiornata eheheheh grazieeee sei tu carinissimo
    Un bacio

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    1. Carinissimo io? Stai attenta Claudia a dire certe cose. Hai sentito l'anonimo Stellvertreter di Mia Euridice, o Mia Euridice medesima che poi è lo stesso, cosa dice? Che io mi innamoro facilmente delle mie amiche. Attenzione gente! È in giro lo scemo del web che si innamora del nulla. Abbottonatevi le camicette fino all'ultima asola, stringete le ginocchia e guardatevi dietro, e soprattutto guardate sotto il letto quando andate a dormire.
      Un bacio Claudia, tenerissimo.
      Ciao "gnocca" bionda, come ti ha definita la sorella maggiore della sorellina di Maria.

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    2. Vince',
      sii di parola come hai detto più sopra e ritorna a scrivere i bei post dei tempi addietro che ne gioveremo tutti ;-)
      Ciao!

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    3. Se non altro per fare un piacere a te e a tutti quelli che in questa stupida, triste e becera vicenda mi hanno fatto sentire il calore della loro presenza, della loro stima e della loro sincera Amicizia, con la lettera maiuscola, non è un refuso.
      Sto preparando un raccontino che spero vi piacerà. Poi ce n'è un altro in cantiere, insomma mi sono calmato e mi sto di nuovo concentrando. Ho perfino buttato giù un abbozzo di quadro, pensa tu.
      Ciao!

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    4. ecco, queste sono le parole che a me piacciono e credo piaceranno a chi è sempre passato a leggerti.
      Ciao e buona serata.

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    5. Buona giornata a te., Oggi qui è la festa del Corpus Domini e non si lavora, mentre in Italia si scontano lavorando gli orrori degli scioperi imbecilli degli anni 60/70 che demolirono la nostra economia. Qui scioperi non se ne fanno e si vede dal PIL della Germania. Ciao Riccardì.

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  9. Ciao Vincenzo!
    E allora lo ripetero' all'infinito sei carinissimo
    Bacio e abbraccio grande

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    1. E io ti ripeto: stai attenta, mettiti il burkha perché sei troppo carina e qui c'è il lupo marsicano, l'uomo delle nevi, lo Yeti, il troglodita che assale le fanciulle, le stupra e poi se le mangia. È uno scherzo, tranquilla.
      Bacio e abbraccio grande ricevuto e ridato.

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  10. Mi fai una tenerezza infinita, ma devi accettare che ciò che è avvenuto ha rovinato per sempre il vostro rapporto. Non è possibile cancellare tutto con un colpo di spugna, ormai mancano la stima e la fiducia reciproca.

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    1. Non so la sua, ma la mia stima è perduta per sempre, Tu sai che anche con Silvia -a causa del mio carattere, lo so- è successo qualcosa di simile, e tu sai che io a Silvia voglio sinceramente molto bene. Ebbene tu sai che non è andato distrutto mai niente, perché non c'era solamente l'intelligenza da parte di entrambi e la voglia di continuare in pace, ma c'erano i sentimenti di amicizia vera, c'era la sensibilità di una madre che capisce quando c'è da fare un passo indietro. A Silvia non verrebbe mai in mente di scrivere in pubblico che io sbavo dietro di lei, che sono innamorato di lei. Quello che dice costei è cialtroneria, infamia, sporco tentativo di umiliarmi dinnanzi a tutti i miei contatti e i miei amici di rete.
      Che poi, se anche fosse minimamente vero -e non lo è, né lo è mai stato- cosa ci sarebbe di male? Un uomo di 80 anni non si potrebbe innamorare di una donna di 40? Dove sta il delitto? Nel marcio del suo cuore e del suo cervello. Comunque tranquillizzati Ornella: mai sono stato innamorato in questi ultimi 51 anni se non di Anna Maria. Perché me la prendo tanto? Due le ragioni: il tradimento dell'amicizia, che per me è sacra, la prima; le tonnellate di letame scaraventatemi addosso da chi parla della mia difesa come di un linciaggio nei suoi confronti. Dal 9 di maggio in ogni suo post ci sono allusioni anche molto pesanti a me e a quello che è successo. Io invece rispondo solamente a chi mi chiede cosa sia successo, oppure a chi commenta come hai fatto tu.
      Tanto per chiarire, occorreva questa prova per capire chi è mio amico e chi no, a cominciare proprio da te, e tu sai quanto io e te ci siamo beccati in passato...
      Ciao Ornè, un bacio.

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