domenica 15 settembre 2013

TANGO MAIALATO

Le prime parole che mi sono venute in bocca ieri mattina: "Questo è un tango maialato", alludendo ad un nostro modo di dire per certi balli stretti di una volta quando lei ti faceva pensare a chissà quale finale per mollarti poi in brache di tela alla fine della serata.
Comincia con un gran casino di prima mattina. Devo andare in Slovenia per fare il pieno e risparmiare 20 euro. Arrivo alla macchina e scopro una gomma un po' giù, quella sinistra davanti. Via di corsa dal gommista per fargli dare un'occhiata. C'è un chiodo dentro, bello grosso. Cazzo! Chi ce l'ha infilato? Comunque in cinque minuti chiodo fuori, buco bien tapado, aria dentro e 20 euro fuori. Così siamo appena in pareggio con la benza.
Volata dagli Sloveni, pieno e ritorno.
Caffé veloce ma qui succede qualcosa, chissà cosa, ma mi fa male la panza. Niente di arretrato, io vado come un treno ogni mattina con gran dispetto di Anna Maria, che fatica, fatica e non fa niente, mentre io cago come un deo.
Allora? Allora niente. Sono 20 giorni che siamo in patria e io sto sempre benone e stamattina che si riparte mi sento male. Mi gira la testa, mi girano le palle, mi gira tutto ma proprio tutto e devo fare 400 chilometri fino a Bernau al Chiemsee.
Cazzo, fratelli!
Azzanno una pesca perché penso che da ieri sera non ho mangiato e chissà come la mordo perché di botto mi viene una nevralgia agli incisivi superiori e sbavo tutto.
Mio figlio Federico a questo punto avrebbe rimandato la partenza e sarebbe andato a letto.
Mio figlio, ma non suo padre, cazzo di un controcazzo!
Non dico niente alla gente per non allarmare e parto.
15 chilometri dopo Anna Maria mi fa: "Ma cosa ha questo specchietto che balla tutto?"
Lo specchietto di destra traballa. Mi fermo in una piazzola, lo tocco appena e mi precipita in mano esausto! Si è staccato di netto dal suo sostegno, mai vista una cosa simile in 50 anni.
Federico a sto punto tornerebbe indietro pianissimo. Suo padre smoccola, si incazza come una bestia, sputazza veleno ma riparte. Avete mai capito a cosa serve lo specchietto di destra? No? Allora levatelo e vedrete come vi mancherà il maledetto. Tutte le volte che dopo un sorpasso rientrate e quando cambiate corsia. Io lo sapevo ché li uso entrambi, mentre Anna Maria ci guarda le macchine che arrivano da dietro più veloci della nostra.
Insomma altro giramento di bocce da andare in delirio mentre il mal di panza non passa e la nevralgia tanto meno. Bello no?
Magari pure una colonna di mezzora per via di un incidente di merda.
Basta arriviamo, ceniamo e andiamo a letto.
Questa mattina alle 7 faccio le mie cose "da deo" come sempre, poi vado sotto la doccia e vedo arrivare Anna Maria. Vuota nel lavandino una bottiglia di acqua minerale e la riempie di acqua naturale e se ne va. È matta questa?
Quando rientro in stanza si tiene la bottiglia sullo stomaco.
"È acqua calda. Posso morire che nemmeno te ne accorgi. Solo ronfi come una sega elettrica e fai apnee di 30 e anche 40 secondi. Domani vai dall'otorino."
"Domani vado dal dentista e basta."
Colazione scarsissima, giusto perché compresa nel prezzo, ma la nevralgia non è scomparsa e non mi azzardo a masticare troppo.
Viaggio di ritorno allucinante con tutta la Germania per strada ad aspettare noi senza specchietto di destra. Tutti che arrivano da ogni parte, e anche da destra, dove mi arrangio allungando il collo che dopo un paio d'ore mi fa male da cani. Poi attacca a piovere a dirotto, cinque minuti, poi sole accecante, poi di nuovo pioggia schifosamente violenta con gente che non sa guidare con la pioggia e decelera da 140 a 60 in cento metri.
I miei figli mi mandano messaggi ogni cinque minuti e la madre risponde a tutto spiano, dando le coordinate della nostra posizione.
"Ci sparano un missile?", chiedo.
"No, sono tanto carini"
Alle 17 sono a casa con tre inviti a cena, che non accettiamo ringraziando commossi, ma ci fosse un cane randagio che mi dia una mano a trasportare tutto di nuovo a casa.
Alla fine sono esausto e anche un pochino triste. Sempre così alla fine delle vacanze.



16 commenti:

  1. ahahjahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah Ho riso letteramente a lacrime per tutto il tempo della lettura di questo meraviglioso racconto! Iacoponi, mi inchino davanti a te, SEI UN GRANDE! ahahahahahahahahah GRAZIE!

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    1. Spero solo che tu non mi stia prendendo per il culo, PERCHÈ IO SONO UN GRANDE ma pochi lo capiscono.
      Grazie a te!

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    3. Mi conosci troppo bene per dubitare della mia sincerità! :-)

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    4. Sa, Enzo, ho a lungo riflettuto nelle scorse ore sulle varie fasi del mio raporto amichevole con te, e chi è nostro amico comune sa quanto sono stati duri e senza alcun risparmio di colpi bassi gli scontri tra noi due. Abbiamo vissuto in questi ultimi 4 anni fasi alterne che andavano dalla simpatia alla contestazione, dalla complicità quasi all'odio direi. Per mesi e mesi non abbiamo più comunicato, per mesi e mesi ti ho totalmente ignorato, poi non so spiegarmi neanche io perchè, qualcosa mi ha spinto ad andare di nuovo a "curiosare" nuovamente nel tuo blog ed ho subito avvertito che mi trovato davanti ad un Enzo in difficoltà non solo per questioni di salute fisica, ma direi anche e soprattutto per questioni di rapporti umani. Tu hai cercato di schermirti in tutti i modi, negando che ti sentissi un leone ferito, ma le tue poesie parlavano per te! Ed allora ha preso il sopravvento in me lo spirito di solidarietà, non ti vedevo più come un nemico da combattere, e se vuoi anche tentare di umiliare ( come spesso hai fatto tu con me), ti vedevo come un uomo in cerca di aiuto, di affetto, di considerazione, per cercare di superare quella che è forse l'ultima delle tue crisi esistenziale, ma data l'età anche fra le più dolorose. Ecco perchè sono qui oggi a dirti, Enzo, che ho scoperto di volerti davvero bene e che faccio il tifo per te!

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    5. Perdona i vari refusi, ho scritto d'impeto e non ho neanche riletto prima di premere l'invio.

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    6. Cosa devo dire? Sei sorprendente. Certamente sono in una fase di crisi esistenziale per cento motivi che è inutile elencare. Sto combattendo una battaglia soda, difficoltosa, da cui a volte si esce vincitori ma con le ossa rotte, come Pirro.
      Chi solidarizza con me in questa fase è il benvenuto.

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  2. Ha proprio il ritmo del tango questo tuo scritto, incalzante e pulsante. Ne viene fuori il ritratto di una natura volitiva, caparbia, in lotta epica contro le angherie della vita quotidiana. Un Cavaliere che non si arrende mai.

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    1. Sono in lotta con la vita da quando ho memoria. La vincerò io stai tranquilla, prima o poi la vincerò.

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  3. Non so perché ma fa sempre il duplicato. Ho eliminato i doppioni.

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  4. Non so perché ma fa sempre il duplicato. Ho eliminato i doppioni.

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  5. Sai credo che tu abbia ragione, ci succedono tante di quelle cose, nei momenti meno indicati, che quasi non si sa come reagire.
    Hai ragione anche sul fatto che non ci rendiamo conto di certi aiuti assolutamente inutili, come un'invito a cena dopo un lungo viaggio di solito stressante. Mi dispiace, a volte i figli sono proprio insensibili (parlo anche di me).
    Un saluto carinissimo.

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    1. I figli si stupiscono se vedono che tu sei stanco, parlo in prima persona, perché non si stupiscono della stanchezza della mamma, perché la mamma è una donna, che loro hanno sempre visto come una cosina più fragile, che li difendeva e basta, a prescindere.
      Ma papà no! Papà non può essere stanco, mai. Per me gli anni non sono passati. Federico -due metri di altezza- ha ancora un senso di paura delle mie mani. Non ho mai picchiato i miei figli, ma li prendevo per la collottola e li portavo quasi di peso nella loro stanza, uno con la destra l'altro con la sinistra. Non hanno dimenticato quella presa e sono passati quasi 30 anni!!!
      Un salutissimo.

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